WASHINGTON D.C. – L’eco dello scandalo Jeffrey Epstein torna a scuotere i vertici della politica americana. L’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha testimoniato a porte chiuse davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera, chiamata a far luce sui suoi rapporti con il defunto finanziere accusato di abusi e traffico sessuale di minori. Al centro dell’audizione, durata diverse ore, una fotografia che ha fatto il giro del mondo: un’immagine, proveniente dai documenti declassificati dal Dipartimento di Giustizia, che ritrae Clinton in una vasca idromassaggio accanto a una donna la cui identità non è stata resa nota.

Secondo fonti informate che hanno riportato la notizia alla CNN, Clinton ha negato categoricamente di conoscere la donna e di aver avuto con lei qualsiasi tipo di rapporto sessuale. Una smentita netta che si inserisce in una più ampia linea difensiva volta a prendere le distanze dai crimini “terribili” di Epstein.

“Non ho visto nulla, non ho fatto nulla di male”

Durante la sua deposizione, Bill Clinton ha ribadito con forza la sua totale estraneità ai fatti illeciti contestati a Epstein. “Non avevo idea dei suoi crimini“, ha dichiarato l’ex presidente, secondo quanto trapelato. “So cosa ho fatto e, cosa ancora più importante, cosa non ho fatto. So cosa ho visto e, ancora più importante, cosa non ho visto“. Con queste parole, Clinton ha cercato di tracciare una linea invalicabile tra la sua frequentazione del finanziere e le attività criminali di quest’ultimo, affermando che se avesse avuto il minimo sentore di ciò che accadeva, non solo non sarebbe mai salito sul suo aereo, ma lo avrebbe denunciato lui stesso.

L’ex inquilino della Casa Bianca ha fatto appello in diverse occasioni alla sua memoria, affermando di non ricordare dettagli specifici di eventi accaduti oltre vent’anni fa, una posizione che ha suscitato reazioni contrastanti. Ha inoltre difeso la moglie Hillary, che aveva testimoniato il giorno precedente, definendo la sua convocazione “semplicemente sbagliata” e sottolineando la sua completa estraneità alla vicenda.

I legami con Epstein: voli sul “Lolita Express” e visite alla Casa Bianca

Nonostante le nette prese di distanza, i legami passati tra Bill Clinton e Jeffrey Epstein restano un punto focale dell’indagine della Commissione. I registri di volo indicano che l’ex presidente ha viaggiato più volte a bordo del jet privato di Epstein, soprannominato “Lolita Express”, nei primi anni 2000, dopo aver lasciato la presidenza. Si parla di almeno 17 tratte, sebbene alcune stime arrivino a 26-27 spostamenti. Uno di questi viaggi, nel 2002, fu una missione in Africa con finalità umanitarie, alla quale parteciparono anche gli attori Kevin Spacey e Chris Tucker.

In aggiunta ai viaggi, i documenti confermano che Epstein visitò la Casa Bianca in almeno 17 occasioni durante la presidenza Clinton. All’epoca, l’ex presidente definì pubblicamente Epstein un “finanziere di grande successo” e un “filantropo impegnato“. La difesa di Clinton sostiene che la frequentazione si interruppe anni prima che i crimini di Epstein venissero a galla con il suo primo arresto in Florida nel 2008.

Un caso politico ad alta tensione

La deposizione di Bill Clinton, primo ex presidente a testimoniare davanti a una commissione del Congresso dal 1983, si inserisce in un clima politico rovente. I Repubblicani, che guidano la Commissione, spingono per fare piena luce su ogni aspetto della vicenda, mentre i Democratici denunciano un uso strumentale dell’inchiesta per colpire figure di spicco del partito. I Clinton avevano inizialmente chiesto che le loro audizioni fossero pubbliche, per garantire la massima trasparenza, ma la richiesta è stata respinta dalla maggioranza repubblicana, che ha optato per una deposizione a porte chiuse.

La vicenda ha inevitabilmente coinvolto anche l’ex presidente Donald Trump, il cui nome appare anch’esso nei documenti legati a Epstein. Trump, pur avendo in passato esortato la commissione a interrogare Clinton, ha commentato la deposizione dicendo di “non essere contento” che l’ex avversario politico venga interrogato. Dal canto suo, Clinton ha affermato che Trump non gli ha mai detto nulla che potesse suggerire un suo coinvolgimento nei crimini di Epstein.

Mentre l’indagine prosegue e nuovi dettagli emergono dai milioni di documenti rilasciati, il caso Epstein continua a proiettare una lunga e inquietante ombra sul mondo della politica, della finanza e dello spettacolo, lasciando aperti numerosi interrogativi e una profonda esigenza di verità e giustizia per le vittime.

Di atlante

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