WASHINGTON D.C. – Un nuovo, significativo tassello si aggiunge al complesso mosaico dei rapporti tra Donald Trump e il defunto finanziere Jeffrey Epstein. Secondo quanto riferito da due fonti informate alla CNN, l’ex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha testimoniato sotto giuramento di aver appreso direttamente da Trump i motivi della sua rottura con Epstein. La rivelazione sarebbe avvenuta durante un incontro informale in un torneo di golf nei primi anni 2000, un periodo in cui i rapporti tra i due futuri presidenti erano notoriamente più cordiali.
Stando alla testimonianza, Trump avrebbe confidato a Clinton che la causa scatenante della lite fu un conflitto di natura economica, specificatamente legato a un affare immobiliare andato storto. Questa versione dei fatti, se confermata, getterebbe una nuova luce sulle dinamiche che portarono all’allontanamento tra il tycoon e il finanziere, un evento la cui cronologia e le cui motivazioni sono state a lungo oggetto di dibattito e speculazione.
Il Contesto della Testimonianza di Clinton
La deposizione di Bill Clinton si è tenuta a porte chiuse a Chappaqua, New York, davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera, nell’ambito di un’indagine più ampia sui cosiddetti “Epstein Files”. Si tratta di un evento storico: è la prima volta che un ex presidente americano viene costretto a testimoniare sotto giuramento davanti a un comitato del Congresso. Durante le oltre sei ore di interrogatorio, Clinton ha risposto a domande sui suoi legami con Epstein, negando di essere mai stato a conoscenza dei crimini da lui commessi e affermando di aver interrotto i contatti ben prima che lo scandalo emergesse pubblicamente.
Nel corso della sua audizione, l’ex presidente ha dichiarato: “Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato”, sottolineando che se avesse avuto il minimo sentore delle attività illecite di Epstein, lo avrebbe denunciato lui stesso. È in questo contesto che, interrogato sui rapporti tra Epstein e altre figure di spicco, Clinton avrebbe riportato la conversazione avuta con Donald Trump.
Le Diverse Versioni sulla Rottura Trump-Epstein
La rivelazione di Clinton introduce una nuova narrazione che si discosta, almeno in parte, dalle spiegazioni fornite in passato dallo stesso Trump e dal suo entourage. Nel corso degli anni, sono emerse diverse versioni sulla fine dell’amicizia tra i due:
- L’incidente a Mar-a-Lago: Una delle versioni più accreditate, riportata da diversi giornalisti, vuole che Trump abbia bandito Epstein dal suo club di Mar-a-Lago intorno al 2007, dopo che il finanziere ebbe un comportamento inappropriato con la figlia adolescente di un membro del club.
- La “sottrazione” di dipendenti: Più recentemente, lo stesso Trump ha dichiarato di aver rotto con Epstein perché quest’ultimo avrebbe “rubato” delle giovani donne che lavoravano per la spa di Mar-a-Lago, un atto che Trump ha definito “inappropriato”.
- La guerra per una villa a Palm Beach: Già nel 2019, il Washington Post aveva riportato di un’accesa competizione tra Trump ed Epstein nel 2004 per l’acquisto di una lussuosa villa fronte oceano a Palm Beach, appartenuta a un magnate in bancarotta. Trump alla fine si aggiudicò la proprietà, e secondo alcuni biografi come Michael Wolff, questo scontro immobiliare fu la vera causa della rottura.
La testimonianza di Clinton sembrerebbe quindi corroborare quest’ultima ipotesi, quella del litigio per affari, aggiungendo il peso di una presunta confidenza diretta da parte di Trump.
Implicazioni Politiche e Richieste di Trasparenza
La deposizione di Clinton ha immediatamente innescato reazioni politiche. I Democratici, pur sostenendo la necessità di fare chiarezza, hanno sottolineato come la convocazione di un ex presidente crei un precedente che ora dovrebbe essere applicato anche a Donald Trump. Il deputato Robert Garcia ha affermato che la testimonianza di Clinton “solleva nuove e importanti domande sui commenti che il Presidente Trump ha fatto in passato” e ha chiesto che anche lui si presenti davanti alla commissione per rispondere.
D’altro canto, il presidente della Commissione, il repubblicano James Comer, ha riportato una versione parzialmente diversa delle parole di Clinton, sostenendo che l’ex presidente avesse anche detto che Trump “non mi ha mai detto nulla che mi facesse pensare che fosse coinvolto” nei crimini di Epstein. Questa interpretazione è stata prontamente contestata dai Democratici, che hanno chiesto il rilascio della trascrizione completa per avere un quadro accurato di quanto dichiarato.
La vicenda si inserisce in un clima di forte tensione politica, con la Casa Bianca che ha a lungo cercato di minimizzare la portata dello scandalo Epstein, e l’amministrazione Trump che si è trovata a gestire le ricadute della pubblicazione dei documenti legati al caso. La testimonianza di Clinton, con le sue rivelazioni, aggiunge ulteriore pressione e alimenta la richiesta di piena trasparenza sui legami che hanno unito per anni alcune delle figure più potenti del mondo al controverso finanziere.
