TRIESTE – Un vero e proprio ottovolante finanziario. Il mercato del cacao, dopo aver toccato vette storiche che hanno messo a dura prova l’intera filiera del cioccolato, sta vivendo una fase di crollo verticale. Dai picchi di oltre 12.600 dollari per tonnellata registrati tra il 2024 e l’inizio del 2025, le quotazioni sono precipitate, arrivando a scambiare oggi intorno ai 3.100 dollari. Un calo drastico che, tuttavia, non si tradurrà a breve in un sollievo per le tasche dei consumatori. A spiegarne le complesse ragioni è una voce autorevole del settore, Riccardo Illy, imprenditore e presidente del Polo del Gusto, che include eccellenze come il cioccolato Domori.

Secondo Illy, nonostante il crollo delle quotazioni, “ci vorrà un po’ di tempo perché il mercato si adegui. Occorrerà qualche mese, forse occorrerà attendere che passi l’estate”. Una previsione che gela le speranze di chi si aspettava un immediato ribasso dei prezzi di tavolette, praline e uova di Pasqua, che anzi si preannunciano ancora molto care.

Una situazione “kafkiana”: magazzini pieni di cacao d’oro

L’imprenditore triestino descrive lo scenario attuale come una “situazione kafkiana”. Il paradosso è presto spiegato: “In magazzino ci sono le scorte di cacao, ma è quello comprato a prezzi molto alti”. Le aziende di trasformazione, infatti, hanno dovuto acquistare la materia prima durante la fase di massima ascesa dei prezzi per garantire la continuità produttiva. Ora si ritrovano con stock pagati a peso d’oro, mentre il valore di mercato della stessa materia prima è crollato. Contemporaneamente, “le pressioni dei grandi clienti mirano a ridurre” il costo del prodotto finito, una richiesta che, al momento, è impossibile da soddisfare.

Le cause di un mercato “molto nervoso”

Il rally senza precedenti dei prezzi, che ha visto le quotazioni quasi quintuplicarsi, è stato innescato da una tempesta perfetta. Raccolti deludenti per tre stagioni consecutive nei principali paesi produttori, Costa d’Avorio e Ghana, che insieme rappresentano circa il 60% dell’offerta mondiale. A pesare sono state le avverse condizioni meteorologiche, con piogge eccessive e siccità, e la diffusione di malattie delle piante come il virus del “swollen shoot” (CSSV). A questo si sono aggiunti problemi strutturali come l’invecchiamento delle piantagioni e gli scarsi investimenti.

Il crollo recente, invece, è figlio di due fattori principali: una distruzione della domanda e una ripresa dell’offerta. I prezzi record hanno spinto i produttori di cioccolato a ridurre le quantità di cacao nei prodotti e i consumatori a limitare gli acquisti. Allo stesso tempo, le previsioni per i nuovi raccolti in Africa Occidentale sono ottimistiche, grazie a condizioni climatiche più favorevoli. Questo ha ribaltato lo scenario: dopo un deficit record, ora si prevede un surplus di offerta per la prossima stagione.

Tuttavia, il mercato resta estremamente volatile. “Oggi il mercato è molto nervoso ed è pronto a reagire anche in maniera esagerata a qualunque evento”, avverte Illy. Basta la notizia di una fioritura scarsa, un’alluvione o un’ondata di calore in Africa per scatenare nuove impennate. La concentrazione geografica della produzione rende l’intera filiera estremamente vulnerabile.

Cosa aspettarsi al supermercato?

Per il consumatore finale, la lezione è chiara: il prezzo di una tavoletta di cioccolato non è un riflesso immediato delle quotazioni giornaliere del cacao. Oltre al costo della materia prima, incidono numerosi altri fattori: i prezzi di zucchero e latte, i costi energetici, di trasporto, il packaging e il marketing. Le grandi aziende, inoltre, spesso lavorano con contratti di fornitura a lungo termine per proteggersi dalla volatilità, acquistando il cacao con mesi di anticipo.

Quindi, sebbene oggi si preveda un “raccolto buono”, come sottolinea Illy, la parola d’ordine resta la cautela. Il cioccolato acquistato oggi è stato prodotto con il cacao pagato ai prezzi record dei mesi scorsi. Per vedere gli effetti del calo attuale sullo scontrino, bisognerà armarsi di pazienza e attendere, con ogni probabilità, la fine dell’estate.

Di atlante

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