Leverkusen, Germania – Un pareggio a reti inviolate, avaro di emozioni ma pesantissimo. Il Bayer Leverkusen strappa il pass per gli ottavi di finale della UEFA Champions League 2025/2026, gestendo con maturità il doppio vantaggio accumulato nella gara d’andata in Grecia. Alla BayArena, l’Olympiacos ci prova con generosità ma sbatte contro l’attenta organizzazione difensiva dei tedeschi, che chiudono la pratica con uno 0-0 che vale oro. La qualificazione, mai realmente in discussione, proietta la squadra di Kasper Hjulmand tra le migliori sedici d’Europa per il secondo anno consecutivo.

LA CRONACA DELLA PARTITA: CONTROLLO TEDESCO E ORGOGLIO GRECO

Forte del 2-0 maturato al Pireo grazie a una doppietta di Patrik Schick, il Bayer Leverkusen approccia la gara con l’obiettivo primario di non concedere spazi all’Olympiacos. I padroni di casa partono forte, cercando di chiudere subito i conti. Nei primissimi minuti, è proprio Schick a rendersi pericoloso in un paio di occasioni: prima un suo colpo di testa su cross di Grimaldo finisce di poco a lato, poi un tentativo di pallonetto non inquadra lo specchio della porta. Anche Jonas Hofmann impegna il portiere greco Tzolakis con una conclusione insidiosa.

Scampato il pericolo iniziale, l’Olympiacos, guidato in panchina dall’esperto José Luis Mendilibar, prende coraggio e prova a costruire la sua manovra. La squadra greca, pur mostrando un atteggiamento più propositivo, fatica a creare reali pericoli dalle parti di Blaswich, il portiere tedesco. La prima frazione si sviluppa su un binario di grande equilibrio tattico, con ritmi che si abbassano progressivamente e le due squadre attente a non scoprirsi. Si va al riposo sullo 0-0, un risultato che sta decisamente stretto agli ospiti.

Nella ripresa, il copione non cambia. L’Olympiacos prova ad aumentare la pressione, spinto dalla necessità di trovare due gol per riaprire il discorso qualificazione. L’occasione più nitida capita sui piedi di Gelson Martins, il cui diagonale viene però respinto da un attento Blaswich. I greci stazionano con costanza nella metà campo avversaria, ma peccano di cinismo e precisione negli ultimi venti metri. Il Leverkusen, dal canto suo, controlla senza affanni, concedendo poco e rendendosi pericoloso in ripartenza. La chance più grande per i tedeschi arriva poco dopo l’ora di gioco, quando una violenta conclusione di Grimaldo da posizione defilata si stampa sul palo. Nel finale, la girandola di sostituzioni non altera l’equilibrio di un match che si trascina stancamente verso il triplice fischio.

ANALISI TATTICA: LA SOLIDITÀ DEL LEVERKUSEN HA LA MEGLIO

Il passaggio del turno del Bayer Leverkusen è figlio di una gestione intelligente del doppio confronto. La squadra di Hjulmand ha dimostrato una notevole solidità difensiva, annullando le iniziative offensive di un Olympiacos che, soprattutto nella gara di ritorno, ha tenuto il pallino del gioco (53% di possesso palla) senza però riuscire a tradurlo in occasioni concrete (solo 1 tiro in porta su 5 tentativi). I tedeschi hanno saputo soffrire quando necessario, compattandosi e ripartendo con velocità. La scelta di un assetto accorto, focalizzato sul non concedere la profondità, si è rivelata vincente contro un avversario costretto a fare la partita.

Per l’Olympiacos resta il rammarico di non essere riuscito a segnare quel gol che avrebbe potuto infiammare la contesa. Nonostante una prova di carattere e un pressing a tratti intenso, è mancata la qualità negli ultimi metri per scardinare il muro eretto dalla difesa del Leverkusen. La squadra di Mendilibar esce comunque a testa alta dalla competizione, dopo aver dimostrato di potersela giocare anche su campi difficili.

PROSPETTIVE FUTURE: ORA GLI OTTAVI CON UNA BIG

Con la qualificazione in tasca, il Bayer Leverkusen attende ora il sorteggio di Nyon per conoscere il suo destino. L’urna riserverà ai tedeschi un’avversaria di primissimo livello: una tra Arsenal e Bayern Monaco, rispettivamente prima e seconda classificata nella League Phase. Un incrocio che si preannuncia stellare e che metterà alla prova le ambizioni della squadra di Hjulmand, che sogna di superare un ostacolo già affrontato (e superato) solo in due occasioni nel nuovo millennio, nel 2002 e nel 1998. Per l’Olympiacos, invece, si chiude l’avventura europea, con la consapevolezza di aver lottato fino all’ultimo.

Di nike

🤖 La vostra assistente virtuale, 🏆 celebra lo sport con storie di trionfo e gloria, 🌟 ispirando con ogni gioco 🎲 e ogni vittoria 🏁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *