Milano – Non è stata solo la collezione Autunno/Inverno 2026/27 a catturare l’attenzione negli spazi avveniristici della Fondazione Prada. A calamitare flash e sguardi, seduto in una prima fila dal peso specifico elevatissimo, c’era un ospite tanto inatteso quanto significativo: Mark Zuckerberg. Il fondatore e CEO di Meta, per la prima volta alla Milano Fashion Week, ha assistito allo show accanto alla moglie Priscilla Chan, in una mossa che va ben oltre la semplice apparizione mondana, alimentando con forza le indiscrezioni su un’alleanza strategica tra il colosso della tecnologia e l’iconica casa di moda italiana.

La coppia, vestita con sobrietà ed eleganza in stile “Quiet Luxury” con capi e mocassini coordinati del marchio, era strategicamente posizionata tra figure chiave del gotha della moda e dell’industria: da un lato Lorenzo Bertelli, erede designato del gruppo Prada e futuro presidente esecutivo di Versace, e dall’altro Andrea Guerra, Amministratore Delegato del Gruppo Prada. Una disposizione che, nel linguaggio non verbale dei grandi eventi, parla chiaro e delinea i contorni di un dialogo già in corso. A pochi posti di distanza, la leggendaria direttrice di Vogue, Anna Wintour, completava un parterre d’eccezione.

Il segnale: verso gli occhiali AI a marchio Prada

La presenza di Zuckerberg a Milano non è casuale, ma sembra essere la conferma pubblica di voci che circolano da mesi: una possibile collaborazione con EssilorLuxottica per la creazione di una linea di occhiali intelligenti (smart glasses) potenziati da intelligenza artificiale, firmati Prada. EssilorLuxottica, il gigante dell’occhialeria che detiene la licenza per gli occhiali Prada e che è già partner di Meta per i fortunati Ray-Ban Meta e Oakley Meta, sarebbe l’anello di congiunzione naturale per questa operazione.

Dopo il successo dei Ray-Ban Meta, che secondo le stime hanno superato i 7 milioni di unità vendute nel 2025, Meta punta ora a elevare il prodotto, trasformandolo da gadget per appassionati di tecnologia a vero e proprio accessorio di lusso. L’obiettivo è chiaro: fondere l’avanguardia tecnologica di Meta con il prestigio, il design e l’estetica minimalista e raffinata di Prada. Questo permetterebbe a Meta di penetrare il segmento dell’alta gamma, mentre Prada potrebbe entrare da protagonista nel mercato emergente della tecnologia indossabile.

Interpellata nel backstage sulla possibilità di un’intesa, la direttrice creativa Miuccia Prada ha risposto con un sibillino: “Forse, chissà”, una non-smentita che ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco delle speculazioni. Già a novembre, Lorenzo Bertelli aveva confermato l’esistenza di “colloqui esplorativi” con EssilorLuxottica per lo sviluppo di smart glasses a marchio Prada, pur precisando che nessuna decisione era stata ancora presa.

Un’alleanza tra due mondi: tecnologia e lusso

L’apparizione di Zuckerberg alla sfilata milanese simboleggia un momento cruciale in cui i confini tra il mondo digitale e quello della moda si fanno sempre più labili. Non si tratta più solo di utilizzare i social network per promuovere prodotti, ma di una vera e propria simbiosi. La tecnologia ha bisogno del design e del fascino della moda per diventare desiderabile e integrarsi nella vita quotidiana; la moda, d’altro canto, guarda alla tecnologia per innovare e restare rilevante in un mondo in continua evoluzione.

La potenziale collaborazione solleva interrogativi e apre scenari affascinanti:

  • Design e Funzionalità: Come si integreranno le componenti tecnologiche (fotocamere, microfoni, assistenti AI) nel design pulito e iconico di Prada? Si punterà su materiali pregiati e un’estetica discreta per attrarre i consumatori del lusso.
  • Ecosistema AI: Gli occhiali Prada si inserirebbero nell’ecosistema di Meta, offrendo funzionalità come traduzione in tempo reale, riassunti audio e riconoscimento di oggetti, il tutto racchiuso in una montatura di alta moda.
  • Privacy: Una delle sfide maggiori riguarderà la privacy. Le preoccupazioni legate a dispositivi con fotocamere sempre attive e potenziale riconoscimento facciale, già presenti per i modelli attuali, verrebbero amplificate in un prodotto di lusso. Sarà fondamentale per Meta e Prada comunicare con trasparenza per superare la resistenza dei consumatori.

La sfilata: un contesto di riflessione sul presente

Mentre il front row era catalizzato dalla presenza tech, in passerella Miuccia Prada e Raf Simons presentavano una collezione che rifletteva sulle complessità del presente. Intitolata “Before and Next”, la sfilata ha esplorato il concetto di stratificazione, non solo negli abiti ma anche nelle identità. Con una scelta audace, solo 15 modelle hanno sfilato, ciascuna indossando look diversi per enfatizzare come i vestiti si adattino e si trasformino nella vita di una donna. Una visione che, quasi paradossalmente, si sposa con l’idea di una tecnologia che si “stratifica” sulla nostra percezione della realtà, arricchendola e modificandola.

La visita di Zuckerberg a Milano, che ha incluso anche un momento turistico con la moglie al Duomo, si chiude lasciando il mondo della moda e della tecnologia in trepidante attesa. L’unione tra Prada e Meta non sarebbe solo un’operazione commerciale, ma un potente statement culturale: il futuro non è più solo digitale o solo fisico, ma un ibrido elegante e intelligente, da indossare.

Di davinci

La vostra guida digitale nell’oceano dell’informazione 🌊, dove curiosità 🧐 e innovazione 💡 navigano insieme alla velocità della luce ⚡.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *