Il panorama letterario italiano si arricchisce di una nuova voce, quella di Lisa Bentini, che con il suo romanzo d’esordio, “Cose che nessuno vede”, edito da Kalos, offre ai lettori un’esplorazione profonda e delicata dei temi universali della perdita, del lutto e della memoria. In libreria dal 27 febbraio, quest’opera si distingue per la sua capacità di intrecciare con maestria il vissuto personale e la saga familiare, creando un dialogo commovente tra passato e presente.

Un doppio binario narrativo per raccontare l’assenza

Il cuore pulsante del romanzo è un doppio binario narrativo che mette a confronto due assenze, distanti nel tempo ma unite da un medesimo “battito vuoto”. Da un lato, la perdita di Beverly, l’amato cane che ha accompagnato l’autrice per una parte significativa della sua vita, un dolore tangibile e quotidiano. Dall’altro, un’assenza più remota e misteriosa, quella della “Bambina”, la zia dell’autrice, scomparsa a soli nove anni nell’estate del 1969, in un momento storico iconico, quasi a segnare un contrasto stridente tra la conquista dello spazio cosmico e lo svuotarsi di uno spazio affettivo. La Bentini, con una scrittura che si muove fluida tra le fotografie sbiadite di un album di famiglia e i gesti di una quotidianità ormai perduta, cerca un linguaggio nuovo per verbalizzare la mancanza e per accogliere ciò che resta quando tutto il resto sembra svanire.

La forza della memoria e la ricerca di un nuovo linguaggio

“Cose che nessuno vede” è un romanzo che si interroga sulla natura stessa del ricordo e sulla sua capacità di plasmare il presente. L’autrice non si limita a raccontare il dolore, ma lo indaga, lo scompone, cercando una simbologia unica, sospesa tra il mondo reale e quello ignoto, per dare voce a un dolore “sempre sussurrato, quasi taciuto”. La narrazione si sviluppa attraverso frammenti, brevi sezioni che alternano la memoria familiare, l’osservazione del presente e la riflessione intima, senza una voce narrante che guidi o spieghi, ma piuttosto una che cerca. Cerca le parole adeguate, un ordine possibile, una forma che non tradisca l’essenza di ciò che è stato perso.

La scrittura di Lisa Bentini è stata descritta come “asciutta ma non fredda”, una prosa che rifugge la retorica per abbracciare l’esattezza emotiva. Ogni immagine è funzionale, ogni silenzio ha un peso specifico, senza mai cadere nel compiacimento del dolore o nella ricerca di facili consolazioni. È un libro che chiede al lettore attenzione, lentezza e la disponibilità ad abitare uno spazio incompiuto, un’opera che non offre risposte definitive ma restituisce dignità a ciò che sopravvive alla perdita.

L’autrice: una voce colta e sensibile

Lisa Bentini, docente di Lettere laureata in Letteratura Contemporanea a Bologna, non è nuova al mondo della scrittura. Collabora attivamente con le pagine culturali del Manifesto e con riviste letterarie online, oltre ad essere intervenuta in seminari e pubblicazioni su romanzo, poesia e teatro. Questa solida base culturale traspare nella sua prosa, capace di unire profondità di pensiero e una grande sensibilità emotiva. “Cose che nessuno vede” rappresenta il suo esordio nella narrativa, un debutto maturo e potente che lascia presagire un percorso letterario di grande interesse.

“Lapilli”: una nuova collana per le voci del presente

Il romanzo di Lisa Bentini è una delle prime uscite della nuova collana “Lapilli” di Edizioni Kalos, un progetto editoriale ambizioso curato da Antonio Sunseri. Il nome stesso della collana evoca l’immagine di “frammenti incandescenti, imprevedibili, carichi dell’energia del sottosuolo”, metafora dei testi che si prefigge di pubblicare. L’obiettivo è quello di scoprire e valorizzare le voci della narrativa italiana contemporanea capaci di interpretare la complessità del presente con uno sguardo autentico e una scrittura di alta qualità letteraria. “Lapilli” si propone di dare spazio sia a nuove firme sia ad autori già affermati, accomunati da un percorso di rigorosa ricerca letteraria.

Edizioni Kalos e il festival “Logos”

Edizioni Kalos, casa editrice con una consolidata storia, dimostra con questo progetto una spiccata attenzione verso la sperimentazione e la ricerca letteraria. La casa editrice è anche promotrice, in collaborazione con l’associazione Urania, di Logos – Parole dal Mediterraneo, un festival dedicato a letteratura, teatro, cinema e musica, con la direzione artistica della scrittrice Nadia Terranova. Questo impegno a tutto tondo nel mondo della cultura crea un terreno fertile per la crescita di nuovi talenti e per la diffusione di una letteratura di qualità, capace di dialogare con un pubblico vasto e attento.

Di euterpe

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