MILANO – Il sogno europeo dell’Inter si spegne nel gelo di San Siro, non quello atmosferico, ma quello calato sugli spalti dopo una sconfitta tanto inaspettata quanto meritata. Il Bodø/Glimt, già vittorioso per 3-1 nella gara d’andata in Norvegia, espugna anche il Meazza per 2-1, eliminando i nerazzurri ai playoff e conquistando uno storico accesso agli ottavi di finale di Champions League. Una serata da incubo per la squadra di Cristian Chivu, che crolla sotto i colpi di Hauge ed Evjen, rendendo vano il tardivo gol della bandiera di Bastoni.

CRONACA DI UNA SCONFITTA ANNUNCIATA

L’Inter era chiamata a un’impresa, ribaltare il pesante passivo subito all’Aspmyra Stadion, ma l’approccio alla gara non è stato quello di una squadra con le spalle al muro. Nonostante un primo tempo di totale dominio territoriale, il monologo nerazzurro è stato sterile e prevedibile. I numeri della prima frazione sono impietosi nel descrivere la frustrazione interista: oltre il 60% di possesso palla, un numero di passaggi triplo rispetto agli avversari, 13 tiri a 0 e 7 calci d’angolo a nessuno. Eppure, il tabellino è rimasto inchiodato sullo 0-0, con poche reali occasioni da gol, tra cui un colpo di testa di Frattesi e un tiro di Dimarco, entrambi neutralizzati da un attento Haikin.

La squadra di Chivu, orfana di pedine fondamentali come Lautaro Martinez e Calhanoglu, ha mostrato evidenti limiti in fase di costruzione e finalizzazione. Thuram è apparso l’ombra del giocatore ammirato in campionato, mentre Barella ha confermato la sua involuzione stagionale, risultando impreciso e frettoloso. La manovra, lenta e orizzontale, si è costantemente infranta contro il muro eretto dalla difesa norvegese, perfettamente organizzata e mai in affanno.

IL CROLLO NELLA RIPRESA E L’ERRORE FATALE DI AKANJI

La ripresa si è aperta sulla falsariga del primo tempo, ma al 58′ l’episodio che ha definitivamente indirizzato la qualificazione. Manuel Akanji, fino a quel momento tra i più positivi, ha commesso un errore imperdonabile, regalando di fatto il pallone agli avversari con un retropassaggio scellerato. Sommer ha provato a metterci una pezza sulla prima conclusione, ma nulla ha potuto sul tap-in vincente dell’ex milanista Jens Petter Hauge, che ha gelato San Siro. Un gol che ha tagliato le gambe all’Inter, che poco dopo ha anche colpito un palo con lo stesso sfortunato difensore svizzero.

Il raddoppio del Bodø/Glimt è arrivato al 72′ con una splendida rete al volo di Håkon Evjen, servito dallo scatenato Hauge, chiudendo di fatto ogni discorso. L’Inter, in totale confusione, è riuscita solo ad accorciare le distanze al 77′ con Alessandro Bastoni, al suo primo gol in Champions League, ma era troppo tardi per riaprire la contesa. I minuti finali sono stati un assalto disperato e confuso, che non ha prodotto altro che ulteriore frustrazione.

L’IMPRESA STORICA DEL BODØ/GLIMT

Se da un lato c’è la delusione cocente dell’Inter, dall’altro c’è l’euforia incontenibile di una squadra che ha scritto la storia. Il Bodø/Glimt, proveniente da una città di poco più di 50.000 abitanti situata oltre il Circolo Polare Artico, ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo. Per la prima volta una squadra norvegese ha eliminato un’italiana in una fase a eliminazione diretta della moderna Champions League. Un’impresa che ha avuto eco mondiale, celebrata persino dal New York Times, e che viene considerata in patria come la più grande prestazione di sempre per un club norvegese.

La squadra di Kjetil Knutsen ha dimostrato un’organizzazione tattica impeccabile, un cinismo quasi “all’italiana” e una freschezza atletica invidiabile, nonostante il campionato norvegese sia fermo da novembre. Un successo costruito sulla solidità difensiva e sulla capacità di capitalizzare al massimo gli errori avversari, con un’efficacia realizzativa spaventosa: 5 gol in 11 tiri in porta nel doppio confronto.

  • Record Storici: Il Bodø/Glimt è la prima squadra norvegese a superare un turno a eliminazione diretta in Champions League dai tempi del Lillestrøm nel 1987/88.
  • Statistiche Impressionanti: È anche la prima squadra fuori dai top 5 campionati europei a vincere quattro gare consecutive in Champions contro avversarie di quelle leghe dai tempi dell’Ajax nel 1971/72.
  • Protagonista Assoluto: Jens Petter Hauge è diventato il giocatore ad aver segnato più gol (sei) con una squadra norvegese in una singola edizione della Champions League.

LE CONSEGUENZE PER L’INTER: DANNO ECONOMICO E D’IMMAGINE

L’eliminazione rappresenta un duro colpo per l’Inter, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico e d’immagine. La mancata qualificazione agli ottavi di finale comporta un mancato incasso stimato tra i 15 e i 20 milioni di euro. Un danno significativo per le casse del club, che vedrà i ricavi della campagna europea quasi dimezzati rispetto alla scorsa stagione, quando i nerazzurri raggiunsero la finale. Un risultato che, secondo alcuni, potrebbe portare alla cessione di almeno un pezzo pregiato nella prossima finestra di mercato per far fronte alle esigenze di bilancio.

Al di là dell’aspetto economico, è l’immagine del club a uscirne pesantemente incrinata. Essere eliminati da una squadra considerata, sulla carta, nettamente inferiore, dopo aver disputato la finale solo un anno prima, è una “figuraccia” che brucia e che i principali quotidiani sportivi non hanno esitato a sottolineare.

Di nike

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