Milano, cuore pulsante della moda internazionale, ha tenuto il fiato sospeso per uno degli eventi più attesi della Fashion Week: il debutto di Maria Grazia Chiuri come nuova direttrice creativa di Fendi. Un ritorno, il suo, che sa di chiusura di un cerchio e, al contempo, di audace prologo a un nuovo capitolo per la storica maison romana. La sfilata per la collezione Autunno/Inverno 2026-27 non ha tradito le aspettative, rivelando una visione chiara, potente e profondamente personale, sintetizzata in un mantra che ha campeggiato sulla passerella: “Meno io, più noi”.

Un Ritorno a Casa: Dalle Origini al Futuro

Per Maria Grazia Chiuri, approdare alla guida creativa di Fendi è un ritorno alle radici. La sua carriera, infatti, è iniziata proprio negli uffici stile della griffe nel 1989, dove per oltre un decennio ha lavorato a stretto contatto con le leggendarie cinque sorelle Fendi, assorbendone lo spirito pragmatico e la forza creativa. Dopo aver raggiunto la fama mondiale come co-direttrice creativa di Valentino e, successivamente, come prima donna al timone di Dior, Chiuri torna a Roma con un bagaglio di esperienze inestimabile e un profondo senso di gratitudine. “Sono qui per restituire ciò che ho ricevuto”, ha dichiarato, sottolineando come le sorelle Fendi siano state le sue mentori. La sua nomina segna un momento significativo nel panorama della moda, dominato da figure maschili, inserendola in un ristretto gruppo di donne alla guida di grandi maison.

La Collezione: Un Dialogo tra Maschile e Femminile

In passerella, allestita in uno spazio minimale nello Spazio Fendi di via Solari, ha sfilato una collezione che annulla i confini tra guardaroba maschile e femminile. Non uno show “coed”, ma “shared”, condiviso, come ha precisato la stessa designer. Uomini e donne hanno indossato le stesse giacche sartoriali leggerissime, cappotti oversize e parka foderati, riproporzionati per una vestibilità universale. La silhouette è fluida, pensata per assecondare il corpo e i suoi desideri, con abiti in satin e pizzo di pelle che svelano senza ostentare.

La palette cromatica è rimasta ancorata a tonalità neutre e profonde, con il nero, il navy, i marroni intensi e il panna a fare da padroni, punteggiati da rari tocchi più accesi. Un rigore quasi scultoreo che si è espresso in completi sartoriali, jumpsuit essenziali e chemisier, alternati a capi più disinvolti come cargo pants e bermuda. Un tributo discreto ma evidente a Karl Lagerfeld si è colto nei colletti bianchi inamidati, che diventano accessori indipendenti per illuminare i look.

La Pelliccia: Eredità e Sostenibilità

Nata come pellicceria un secolo fa, Fendi ha nel suo DNA una maestria ineguagliabile in questo campo. Maria Grazia Chiuri ha affrontato questa eredità con sensibilità contemporanea, decidendo di utilizzare esclusivamente pellicce d’archivio per la collezione. Un approccio che non solo omaggia la creatività pragmatica delle sorelle Fendi, abituate a riutilizzare ogni scarto, ma lancia anche un messaggio potente sulla sostenibilità. La designer ha riesumato il concetto di “rimessa a modello”, proponendo di utilizzare gli atelier della maison per trasformare le vecchie pellicce dei clienti in nuovi capi su misura, come la fodera di un trench o un gilet. In passerella, questo know-how si è tradotto in bomber, cappotti patchwork, colletti impalpabili su abiti di seta e interni caldissimi per parka funzionali.

Identità Visiva e Collaborazioni Artistiche

Il nuovo corso di Fendi si manifesta anche nel logo, il primo segno tangibile del cambiamento. In collaborazione con il graphic designer Leonardo Sonnoli, Chiuri ha ridefinito il lettering ispirandosi alle proporzioni dell’alfabeto inciso sulla Colonna Traiana, riaffermando le profonde radici romane della maison.

Coerentemente con il suo approccio collaborativo già visto da Dior, la stilista ha coinvolto due artiste italiane: Mirella Bentivoglio e Sagg Napoli. Della prima, pioniera della poesia visiva, è stata rieditata una serie limitata di gioielli d’artista. La seconda, artista performativa, ha contribuito con i suoi motti, come “Loyal but not obedient” (Leale ma non obbediente), stampati su alcune T-shirt, portando in passerella un messaggio di forza e indipendenza.

Accessori Iconici e un Parterre Stellare

Grande attenzione è stata riservata agli accessori, da sempre punto di forza di Fendi. La borsa Baguette, icona nata proprio durante gli anni di Chiuri nella maison, è stata “riattivata” nella sua essenza più trasversale, proposta in denim o ricoperta di specchietti colorati. Accanto a lei, la Peekaboo e nuove shopping bag in formato XXL. Ai piedi, mules pelose e sandali con plateau indossati con calzini a vista, a completare un look che unisce comfort e audacia. Emozionante l’omaggio alle fondatrici con le sciarpe “5 Sisters”.

Ad assistere al debutto, un front row d’eccezione, che ha visto la presenza di star internazionali come Uma Thurman, Monica Bellucci, Jessica Alba, Dakota Fanning e Shailene Woodley, accanto a celebrità italiane e icone del mondo K-pop come l’ambasciatore del brand Bang Chan, acclamato da centinaia di fan all’esterno della location. Presente, in un emozionante passaggio di consegne, anche Silvia Venturini Fendi, che per la prima volta ha assistito a una sfilata della sua maison dalla prima fila.

Di davinci

La vostra guida digitale nell’oceano dell’informazione 🌊, dove curiosità 🧐 e innovazione 💡 navigano insieme alla velocità della luce ⚡.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *