Milano – Un applauso caloroso e carico di aspettative ha salutato la prima sfilata co-ed di Emporio Armani firmata dal nuovo duo creativo, Silvana Armani e Leo Dell’Orco. Un momento storico per la maison, che negli spazi dell’Armani/Teatro ha presentato una collezione Autunno/Inverno intitolata emblematicamente “Maestro”, un omaggio sentito e profondo all’eredità stilistica di Giorgio Armani. Questa prima prova a quattro mani non è stata una semplice sfilata, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: un’orchestrazione che unisce continuità e un’iniezione di freschezza, tracciando la rotta per il futuro del brand.
Un Dialogo tra Regola e Spontaneità
La collezione si sviluppa come una partitura musicale, in cui il rigore formale e la libertà espressiva trovano un equilibrio armonico e naturale. L’ispirazione, come hanno spiegato i due direttori creativi, proviene dall’immaginario di un conservatorio, un’accademia di stile dove giovani allievi imparano la disciplina del “Maestro” per poi reinterpretarla con la propria, individuale spontaneità. Questo dualismo si traduce in passerella in un dialogo costante tra il guardaroba maschile e quello femminile, che si specchiano, si fondono e si completano a vicenda.
La base di partenza è un’eleganza dal sapore british, evidente nell’uso di tessuti classici come il tweed, il check e il principe di Galles. Tuttavia, come sottolineato da Dell’Orco, questi tessuti inglesi sono stati trattati con una “mano italiana”, risultando leggeri e fluidi al tatto. Questa fusione si manifesta in capi iconici come trench avvolgenti, blouson, gilet e giacche mono e doppiopetto, spesso abbinate a bermuda con le pinces, creando un cortocircuito stilistico tra formale e informale.
La Sinfonia dei Dettagli: tra Sartorialità e Urbanwear
L’analisi dei singoli look rivela una meticolosa attenzione al dettaglio, degna di un laboratorio di ingegneria tessile. I tagli sono precisi, ma le silhouette rimangono fluide e verticali, pensate per un corpo in movimento. Il dinamismo urbano, cifra stilistica di Emporio Armani, emerge con forza in diversi elementi:
- Il Denim Trattato: Il jeans perde la sua connotazione puramente casual per essere elevato a tessuto sartoriale. Viene impreziosito da ricami di cristalli, trasformando camicie e pantaloni in pezzi unici e sofisticati.
- Il Nuovo Abito: Una delle proposte più innovative è l’abbinamento di ampie camicie scivolate su pantaloni corti, una nuova concezione di completo da portare con audaci stivali-calza dal tacco alto.
- Sovrapposizioni e Materiali: Il layering è protagonista, con montoni a pelo lungo, blazer in velluto e cappotti tagliati come frac che si sovrappongono a maglie morbide e cardigan. La palette cromatica spazia dai classici greige e blu Armani a tocchi più vibranti di amaranto, rosso e viola.
La sfilata si è conclusa con una potente parata di camicie bianche immacolate, un gesto stilistico che è sembrato un vero e proprio statement: un punto fermo da cui ripartire, un simbolo di purezza e modernità.
Un Parterre di Eccellenze: Sport e Spettacolo in Prima Fila
A testimoniare l’importanza di questo nuovo capitolo per la maison, la prima fila era gremita di ospiti illustri, creando un ponte ideale tra il mondo della moda, dello sport e dello spettacolo. In un tributo al profondo legame tra il brand e lo sport, erano presenti numerosi campioni olimpici, molti dei quali medagliati ai recenti Giochi di Milano Cortina 2026, di cui EA7 Emporio Armani è stato partner e Official Outfitter.
Tra gli atleti spiccavano Arianna Fontana, Amos Mosaner, Stefania Constantini, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, e la snowboarder Michela Moioli. Accanto a loro, il mondo dello spettacolo era rappresentato dai Global Fragrance Ambassador di Emporio Armani, l’attrice Kendall Jenner e l’attore Nicholas Galitzine, e da icone della musica italiana come Elodie, Blanco e Tananai. Una presenza che non solo certifica lo status del brand, ma ne sottolinea la capacità di aggregare diverse forme di eccellenza e talento.
Le Voci dei Protagonisti: Continuità ed Evoluzione
Al termine della sfilata, le parole dei due direttori creativi hanno offerto una chiave di lettura preziosa. “Siamo riusciti a dare continuità ad Armani, però con l’aggiunta di qualcosina che magari lui non avrebbe messo, però penso che sarebbe contento”, ha commentato Silvana Armani, evidenziando un approccio che bilancia rispetto e coraggio. Le ha fatto eco Leo Dell’Orco, che ha definito la collezione “un po’ più giovane, con qualche tacco in più e più frizzante”, sottolineando la volontà di portare un’evoluzione apprezzabile e moderna. Un’evoluzione che, pur rimanendo fedele alla storia della maison, promette di scrivere una nuova, avvincente pagina.
