Un passo avanti decisivo per la sicurezza e la gestione sostenibile del territorio italiano. È stato siglato a Roma, presso la Sala Medici della sede di ANBI, un importante Protocollo d’Intesa tra l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). L’accordo, firmato dal Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, e dal Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI, Marco Fioravanti, fornisce un quadro normativo di prospettiva alle oltre 3.000 convenzioni già in essere tra Comuni e Consorzi di bonifica in tutta la Penisola. Di queste, circa 1.800 sono attive al Nord, 600 al Centro e 700 nel Mezzogiorno.

Un’alleanza strategica contro il rischio idrogeologico

L’obiettivo primario del protocollo è la promozione di azioni condivise di sensibilizzazione, anche a livello europeo, sulla cruciale importanza della manutenzione preventiva del territorio. Questa intesa si propone come strumento fondamentale per la riduzione del rischio idrogeologico e per una più corretta e sostenibile gestione delle acque irrigue, temi di stringente attualità in un’Italia sempre più esposta a fenomeni meteorologici estremi. Come sottolineato da Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI, “questo Protocollo d’intesa è significativo per l’Italia dei Comuni e per la tutela del nostro territorio, soprattutto alla luce di eventi estremi sempre più frequenti ed intensi”. La fragilità del territorio italiano, infatti, è un dato allarmante: secondo il più recente rapporto ISPRA, quasi il 94% dei comuni italiani presenta aree esposte a rischi di frane e alluvioni.

Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, ha ribadito il concetto, evidenziando come “Consorzi di bonifica e Comuni sono accomunati dall’essere espressione elettiva dei territori. Per questo è naturale trovare concrete convergenze operative a tutela delle comunità e dell’ambiente”. L’accordo, quindi, non solo consolida collaborazioni esistenti ma apre la strada a un modello di governance territoriale più efficace e condiviso.

Le azioni innovative previste dal protocollo

L’intesa tra ANBI e ANCI si concretizzerà attraverso una serie di azioni innovative da definire a livello territoriale, mirate a rafforzare la sinergia tra Comuni e Consorzi. Tra le principali iniziative previste figurano:

  • Istituzionalizzazione della concertazione: Un confronto costante per la redazione dei piani di gestione idrogeologica dei bacini idrografici.
  • Supporto tecnico alla progettazione: Creazione di unità tecniche da parte dei Consorzi di bonifica per assistere i Comuni nella progettazione di interventi di difesa del suolo e di regimentazione delle acque.
  • Collaborazione sinergica: Attuazione congiunta dei piani per il contenimento delle nutrie e per il mantenimento del livello minimo di invaso nella rete dei canali consortili durante il periodo non irriguo.
  • Condivisione di dati: Scambio di banche dati, anche georeferenziate, per una migliore pianificazione territoriale.
  • Supporto urbanistico: Redazione di studi idraulici e idrogeologici a supporto dell’adozione di nuovi strumenti urbanistici comunali.
  • Mobilità lenta: Utilizzo degli argini dei canali per la creazione di percorsi pedonali e ciclabili, dove le condizioni lo permettano, promuovendo uno sviluppo sostenibile.

Un contesto di emergenza climatica

La firma del protocollo giunge in un momento particolarmente critico, segnato da una crescente frequenza di eventi climatici estremi. L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche ha evidenziato come l’inizio del 2026 sia stato caratterizzato da fenomeni di rara intensità, trasformando il Mediterraneo in un “hot spot” della crisi climatica. “Non si tratta più di eventi straordinari, bensì di una nuova normalità cui arriviamo largamente impreparati”, ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, sottolineando come l’adattamento passi attraverso la manutenzione del territorio, nuove infrastrutture idrauliche, innovazione e una rinnovata “cultura dell’acqua”.

La necessità di un cambio di passo è evidente. La politica di previsione e prevenzione deve superare l’approccio basato sulla sola riparazione dei danni, concentrandosi sull’individuazione delle condizioni di rischio e sull’adozione di interventi strutturali per la sua riduzione. In questo scenario, la collaborazione tra chi presidia il territorio quotidianamente, come i Comuni, e chi possiede una conoscenza tecnica approfondita, come i Consorzi di bonifica, diventa un pilastro fondamentale per costruire un’Italia più resiliente.

L’accordo mira anche a sensibilizzare le istituzioni competenti, a livello nazionale ed europeo, per promuovere politiche che valorizzino l’uso sostenibile ed efficiente della risorsa idrica, la prevenzione del rischio idraulico e la tutela della biodiversità. Un impegno a tutto tondo per affrontare le sfide del futuro con strumenti concreti e una visione condivisa.

Di atlante

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