UDINE – Il Friuli Venezia Giulia accelera sulla strada del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), raggiungendo un importante traguardo: il 71% dei progetti finanziati con i fondi europei è già stato portato a termine. L’annuncio è stato dato dall’assessora regionale alle Finanze, Barbara Zilli, durante il seminario formativo “Dal bilancio al valore”, tenutosi a Udine, un’occasione per fare il punto sull’avanzamento del piano e per discutere della cruciale riforma della contabilità pubblica.
Con una dotazione complessiva di 2,7 miliardi di euro destinati al territorio, la Regione si avvicina a grandi passi al completamento degli obiettivi fissati per il 2026, dimostrando, secondo l’assessora, una notevole capacità di trasformare le risorse in opere concrete. “È un lavoro portato avanti con serietà che permette di mettere a terra investimenti con un obiettivo chiaro: favorire la crescita della nostra comunità regionale”, ha dichiarato Zilli, sottolineando come il PNRR rappresenti “un’opportunità rilevante” per il Friuli Venezia Giulia.
Una macchina amministrativa efficiente
Il successo nell’attuazione dei progetti è frutto, secondo la rappresentante della Giunta, di un’efficace sinergia istituzionale. La Regione ha agito in stretto contatto con gli enti locali attraverso una cabina di regia appositamente istituita, con la “preziosa collaborazione” di Anci FVG (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e delle Prefetture. Questo “costante raccordo”, ha spiegato Zilli, è stato fondamentale per “individuare soluzioni alle problematiche che si sono affastellate in un percorso complesso ma che sta avendo un impatto positivo”.
I dati confermano uno stato di avanzamento significativo in diverse aree strategiche, definite “missioni” dal PNRR. Stando a rilevazioni precedenti, la missione relativa alla Digitalizzazione mostrava già un avanzamento di spesa del 61%, seguita da Istruzione e ricerca (48%), Salute (47%), Rivoluzione verde (44%) e Infrastrutture (39%). Complessivamente, su 11.455 progetti attivi in regione, ben 7.438 risultavano già completati a fine 2025.
La sfida della riforma contabile: il modello “Accrual”
Il convegno di Udine, a cui hanno partecipato anche il prefetto Domenico Lione e il presidente di Anci FVG, Dorino Favot, non è stato solo l’occasione per presentare i risultati del PNRR, ma anche per approfondire una delle riforme ad esso collegate: l’introduzione del modello contabile “Accrual”. Si tratta di una trasformazione epocale per la Pubblica Amministrazione, che prevede il passaggio da una contabilità finanziaria, basata sui flussi di cassa, a un sistema economico-patrimoniale.
In parole semplici, con il metodo “Accrual” (o della “competenza economica”), le operazioni vengono registrate quando si manifestano economicamente, a prescindere dal momento effettivo dell’incasso o del pagamento. Questo approccio, obbligatorio per ottenere i fondi del PNRR e allineare l’Italia agli standard europei, permetterà una visione più completa e trasparente del patrimonio, dei costi e delle performance economiche degli enti pubblici. “È una sfida impegnativa e complessa, ma fondamentale per permettere alla nostra Regione e all’intero sistema Paese di funzionare meglio”, ha commentato Zilli, assicurando che il Friuli Venezia Giulia è “pronto, competente ed entusiasta” di cogliere questa opportunità per migliorare i servizi ai cittadini.
Progetti strategici per il futuro del territorio
Tra gli interventi strategici finanziati dal PNRR in Friuli Venezia Giulia, l’assessora Zilli ha menzionato in passato progetti di grande valore per la mobilità sostenibile e la transizione energetica. Tra questi spiccano la pista ciclabile Trieste-Lignano-Venezia e l’innovativo insediamento per la produzione di idrogeno a Trieste, gestito da Acegas ApsAmga. Altri settori chiave interessati dagli investimenti sono la sanità, la mitigazione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza delle scuole. Anche la rigenerazione dei borghi a rischio abbandono e la digitalizzazione dei servizi comunali rientrano tra le priorità affrontate con i fondi europei, a testimonianza di un approccio integrato che punta a uno sviluppo equilibrato e duraturo per l’intera regione.
