Dalle aule universitarie ai laboratori di ricerca, l’imperativo è uno solo: innovazione sostenibile. Un principio che oggi trova una nuova, vibrante applicazione nel cuore dell’Emilia-Romagna con l’iniziativa “Mùvet, cambia mezzo”. Non si tratta di una semplice conferenza o di un convegno accademico, ma di una vera e propria maratona di idee, un hackathon, che chiama a raccolta le menti più brillanti e creative della regione, di età compresa tra i 17 e i 25 anni, per ridisegnare il futuro della mobilità. L’obiettivo è tanto ambizioso quanto necessario: sviluppare nuove strategie di comunicazione per promuovere tra i coetanei l’uso di alternative all’auto privata.
L’iniziativa, promossa dal Centro per l’Educazione alla Sostenibilità e Reporting Ambientale di Arpae in sinergia con la Regione Emilia-Romagna, si inserisce in un quadro di più ampio respiro. Fa parte, infatti, del progetto “Cultura per la sostenibilità, iniziative per la creazione di strumenti di comunicazione da e per le nuove generazioni”, un programma finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che mira a tradurre in azioni concrete i principi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. La sfida è chiara: trasformare la mobilità da una necessità quotidiana a una scelta consapevole e stilisticamente impeccabile.
Una Sfida a Colpi di Creatività: Come Funziona l’Hackathon
L’evento si rivolge a una platea specifica ma eterogenea: giovani residenti, studenti o lavoratori in Emilia-Romagna che desiderano mettere in gioco le proprie competenze per una causa comune. Le candidature per partecipare a questa competizione intellettuale sono aperte fino al 15 marzo 2026 e possono essere inoltrate tramite il sito ufficiale dell’evento: www.muvet-cambiamezzo.it. Saranno selezionati 50 partecipanti, più una lista d’attesa di 10 persone, privilegiando non solo le competenze ma anche e soprattutto la motivazione.
Il percorso per i giovani innovatori è strutturato in due fasi cruciali che si svolgeranno a Bologna:
- 28 marzo 2026: Una pre-maratona formativa si terrà presso l’Ex Dynamo. Questo pomeriggio, dalle 15:00 alle 19:30, sarà dedicato alla preparazione dei team, con il supporto di coach e facilitatori esperti che aiuteranno a trasformare le intuizioni iniziali in concetti solidi.
- 12 aprile 2026: La maratona vera e propria prenderà vita negli spazi di Filla, al Parco della Montagnola, dalle 9:00 alle 19:00. Una giornata intensa di brainstorming, progettazione e collaborazione, al termine della quale ogni squadra presenterà la propria idea a una giuria di esperti.
I temi su cui i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sono il cuore pulsante della mobilità del futuro: dalla ciclabilità urbana e il trasporto pubblico locale alla mobilità integrata, passando per la sicurezza, l’accessibilità inclusiva e l’economia della mobilità. Si esploreranno anche concetti come le “città 30”, l’uso dell’arte per riqualificare gli spazi urbani e il ruolo del trasporto pubblico nell’autonomia dei giovani.
In Palio un Premio Simbolo: l’Europa a Portata di Treno
Per il gruppo che saprà sviluppare il progetto più convincente e innovativo, il premio è più di un semplice riconoscimento: è un’esperienza. Ogni componente del team vincitore riceverà un Interrail Pass Europe, un biglietto per viaggiare liberamente attraverso le reti ferroviarie di oltre 30 paesi europei. Una scelta non casuale, che incarna perfettamente lo spirito dell’evento: un invito a scoprire il continente in modo sostenibile, celebrando la lentezza, l’incontro e la riduzione dell’impronta carbonica. L’Interrail non è solo un viaggio, ma una dichiarazione di intenti, un modo per vivere i valori della mobilità dolce che l’hackathon stesso promuove.
Il Contesto: Mobilità Sostenibile come Leva per il Futuro
L’iniziativa “Mùvet” non è un evento isolato, ma si colloca in un contesto nazionale e regionale di forte attenzione verso la transizione ecologica. L’Emilia-Romagna si conferma così un laboratorio di innovazione, dove la sostenibilità non è solo un obiettivo programmatico ma un processo partecipativo che coinvolge le nuove generazioni. Mettere i giovani al centro della progettazione significa non solo attingere a un bacino inesauribile di creatività e prospettive non convenzionali, ma anche formare i futuri cittadini e professionisti che guideranno il cambiamento.
Dal punto di vista della fisica dei trasporti e dell’ingegneria, la sfida è affascinante. Si tratta di ottimizzare sistemi complessi, riducendo l’entropia generata dal traffico caotico e massimizzando l’efficienza energetica. Ma la vera rivoluzione, come questo hackathon suggerisce, è culturale. È necessario un cambio di paradigma, un “cambio di mezzo” che parta prima di tutto dalla mente e dalle abitudini delle persone. E chi meglio dei giovani, con la loro naturale propensione al cambiamento e la loro padronanza dei nuovi linguaggi digitali, può essere il motore di questa trasformazione?
Con “Mùvet”, la Regione Emilia-Romagna e Arpae non cercano solo soluzioni tecniche, ma narrazioni potenti, capaci di rendere la mobilità sostenibile non solo giusta, ma anche e soprattutto desiderabile. Un obiettivo che, se raggiunto, potrebbe avere un impatto ben più duraturo di qualsiasi incentivo economico, scrivendo una nuova, entusiasmante pagina nel grande libro della mobilità del futuro.
