Brindisi – Una vicenda di inaudita crudeltà scuote la città di Brindisi, dove un medico di 51 anni, Cristian Luca Ghezzani, è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica. L’accusa, pesante come un macigno, è quella di aver ucciso con crudeltà tre gatti e di aver tentato di sopprimerne altri cinque, in una serie di episodi avvenuti tra il 2023 e il 2025.

Le Indagini della Squadra Mobile

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Francesco Carluccio e condotte con meticolosità dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brindisi, hanno permesso di far luce su una serie di eventi che avevano generato allarme e sconcerto nella comunità locale. Già da tempo, infatti, le associazioni animaliste e i cittadini denunciavano la scomparsa e il ritrovamento di gatti seviziati, parlando di un vero e proprio “serial killer” di felini. L’attività investigativa si è avvalsa di strumenti tradizionali come servizi di osservazione e pedinamento, ma un ruolo cruciale è stato giocato dalle immagini registrate da numerose telecamere di videosorveglianza, installate a controllo delle colonie feline della città. Proprio l’analisi di questi filmati ha consentito agli investigatori di ricostruire minuziosamente gli spostamenti dell’indagato e di collegarlo ai singoli, efferati episodi.

I Dettagli Agghiaccianti delle Violenze

I dettagli che emergono dal fascicolo d’indagine sono a dir poco raccapriccianti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il medico anestesista in servizio presso l’ospedale Perrino, si recava nei pressi delle colonie feline, catturava i gatti utilizzando una gabbia-trappola per poi sottoporli a vere e proprie torture. Le sevizie descritte sono di una violenza estrema: si parla dell’uso di un martello a rampone per staccare code e zampe, di crani sfondati e persino dell’uso di colla per accecare gli animali. In un caso, un gatto sarebbe stato stordito con un colpo in testa prima che gli venisse tranciata la coda. Un altro felino sarebbe morto dopo essere stato colpito con una mazzata nella zona inguinale e aver subito lo sfondamento del cranio, per poi essere gettato ancora vivo dal finestrino dell’auto in corsa e investito. In almeno cinque occasioni, l’uccisione non si è consumata solo per cause indipendenti dalla volontà dell’indagato, come l’arrivo di persone o la fuga dell’animale.

Le Prove a Carico dell’Indagato

A inchiodare il 51enne non ci sarebbero solo le immagini video. Durante una perquisizione domiciliare, la polizia ha sequestrato una serie di oggetti ritenuti strumenti del delitto: una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino. Le successive analisi tecniche, condotte dal Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica con l’ausilio di un consulente tecnico nominato dalla Procura, hanno rafforzato il quadro accusatorio. All’interno della gabbia, sul bastone e nell’autovettura in uso all’uomo sono state infatti rinvenute tracce ematiche e peli riconducibili a gatti, prove che collegherebbero direttamente l’indagato alle violenze.

La Reazione della Comunità e delle Associazioni

La notizia ha suscitato profondo sgomento e indignazione a Brindisi, in particolare nell’ambiente sanitario dove il medico era conosciuto come un professionista stimato e ricopriva anche il ruolo di delegato sindacale, incarico dal quale si è autosospeso. Le associazioni animaliste, che da tempo si battevano per identificare il responsabile di tali atrocità e avevano persino messo una taglia da 3mila euro, hanno espresso la loro costernazione. La LNDC Animal Protection ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo. “È profondamente inquietante che una persona con una formazione sanitaria, votata all’assistenza e alla cura delle persone malate, possa aver messo in atto violenze così efferate contro esseri indifesi“, ha dichiarato la presidente Piera Rosati, chiedendo una risposta giudiziaria severa. Anche l’amministrazione comunale, attraverso l’assessore ai Servizi Sociali Ercole Saponaro, aveva espresso preoccupazione per gli eventi, sottolineando l’importanza delle segnalazioni per il lavoro delle forze dell’ordine.

I Prossimi Passi Giudiziari

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il procedimento si avvia verso la fase successiva. La Procura dovrà ora decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Cristian Luca Ghezzani. Nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, sarà un tribunale a dover accertare le responsabilità e a stabilire la verità su una delle pagine più cupe e inquietanti della cronaca brindisina recente.

Di veritas

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