NISCEMI (CALTANISSETTA) – “Ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi”. Con queste parole, cariche di significato istituzionale e umano, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha portato la vicinanza dello Stato nel cuore di una comunità ferita. Una visita a sorpresa, quella di lunedì 23 febbraio, che ha rotto il silenzio di una tragedia in corso, quella della vasta frana che da gennaio sta lentamente inghiottendo una parte della città, costringendo circa 1.500 persone ad abbandonare le proprie case.
Il Capo dello Stato, atterrato in elicottero dopo un sorvolo dell’area disastrata per rendersi conto personalmente della vastità del fronte franoso, si è immerso nella realtà di Niscemi. Accolto dagli applausi e dai “Grazie Presidente” di una folla commossa, Mattarella ha voluto camminare per le strade, incontrare i cittadini, ascoltare le loro storie di perdita e di angoscia.
L’incontro con la comunità e le parole di conforto
Particolarmente toccante è stato il dialogo con l’architetto Roberto Palumbo, 76 anni, che ha visto la sua casa, da lui stesso progettata e costruita, crollare nel vuoto. A lui, come a tanti altri che gli raccontavano il proprio dramma, il Presidente ha detto: “So che è difficile in queste condizioni, lo capisco. Qui c’era la vostra vita. Per questo sono venuto qui per far vedere che il sostegno si mantiene alto”. Parole semplici, dirette, che hanno cercato di lenire un dolore profondo, quello di chi ha perso non solo un’abitazione, ma un intero mondo di affetti e ricordi. “Non mi aspettavo che si fermasse,” ha commentato Palumbo, “ci ha fatto capire che c’è attenzione”.
La visita è proseguita con un sopralluogo nella “zona rossa”, l’area interdetta per il pericolo di ulteriori crolli. Accompagnato dal capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e dal sindaco Massimiliano Conti, Mattarella ha voluto vedere con i propri occhi la devastazione, incontrando i soccorritori, i vigili del fuoco e i volontari che da settimane operano senza sosta.
Un disastro annunciato e la risposta delle istituzioni
La frana di Niscemi, innescata dalle intense piogge di gennaio, è un evento complesso, definito dai geologi come una “frana a scorrimento” che interessa un fronte di circa 4 chilometri. Un movimento lento ma inesorabile che ha radici in un dissesto idrogeologico noto da tempo. Già nel 1997 un evento simile aveva colpito la stessa area, e documenti della Protezione Civile risalenti al 2000 e al 2019 avevano segnalato la persistenza del pericolo, raccomandando interventi mai pienamente realizzati. L’architetto Palumbo ha parlato di “disastro annunciato”, denunciando la negligenza degli organi competenti nel non aver attuato le necessarie opere di consolidamento e prevenzione.
Di fronte a questa emergenza, la macchina istituzionale si è attivata. Il governo ha stanziato i primi fondi e il viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, ha assicurato che verranno garantite tutte le risorse necessarie per la messa in sicurezza. La Regione Siciliana, dal canto suo, ha iniziato l’erogazione dei primi contributi per l’autonoma sistemazione degli sfollati, con circa 800 euro a nucleo familiare, e ha disposto l’esenzione totale dai ticket sanitari per un anno per i residenti della zona rossa. Ad oggi, sono stati erogati 252 buoni affitto, e si sta lavorando per completare i pagamenti per i circa 440 nuclei familiari aventi diritto.
La visita alla scuola, un segno di speranza per il futuro
Un momento particolarmente significativo della visita presidenziale è stato l’incontro con gli alunni e gli insegnanti della scuola “Mario Gori”. Questo istituto ospita temporaneamente le classi di altri plessi scolastici resi inagibili dalla frana. Tra i bambini, che lo hanno accolto con bandierine e applausi, il Presidente ha portato un messaggio di normalità e speranza, scherzando e augurando buon compleanno a una piccola alunna. Un gesto per sottolineare l’importanza di garantire un futuro a una generazione che ha vissuto il trauma di dover abbandonare la propria casa e la propria scuola.
La presenza del Presidente Mattarella a Niscemi non è stata solo una visita di cortesia, ma un atto politico e umano di fondamentale importanza. Ha riacceso i riflettori su una tragedia che rischiava di essere dimenticata e ha riaffermato l’impegno dello Stato a non abbandonare i suoi cittadini nel momento del bisogno. La strada per la ricostruzione sarà lunga e complessa, ma la promessa del Capo dello Stato, “non vi abbandoniamo”, risuona come un impegno solenne per il futuro di Niscemi.
