Eni, il colosso energetico italiano, ha annunciato in data odierna di aver completato con successo il suo programma di acquisto di azioni proprie (buyback) per l’anno 2025. L’operazione, del valore complessivo di 1,8 miliardi di euro, si è conclusa il 18 febbraio scorso, come deliberato dall’Assemblea degli Azionisti il 14 maggio 2025. Questa mossa strategica è stata concepita con il chiaro obiettivo di offrire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla tradizionale distribuzione dei dividendi.

I dettagli dell’operazione di buyback

Nell’ambito di questo imponente programma, Eni ha riacquistato un totale di 118.782.928 azioni proprie, che rappresentano il 3,77% del capitale sociale. L’investimento complessivo per questa operazione è stato di 1.799.999.988,06 euro. In una mossa che sottolinea ulteriormente l’impegno a creare valore per gli azionisti, la società ha confermato che le azioni riacquistate verranno annullate, seguendo le modalità e le tempistiche stabilite dall’Assemblea. Questo processo di annullamento, riducendo il numero di azioni in circolazione, incrementa di fatto il valore delle rimanenti.

Considerando anche le azioni proprie già in portafoglio prima dell’avvio del programma, il 20 maggio 2025, e le recenti assegnazioni di azioni ordinarie ai dipendenti, Eni detiene ora un totale di 205.610.942 azioni proprie, pari al 6,53% del capitale sociale. Solo nell’ultimo scampolo del programma, tra il 16 e il 18 febbraio 2026, la società ha acquistato 1.189.467 azioni proprie (pari allo 0,04% del capitale sociale) a un prezzo medio ponderato di 18,2217 euro per azione, per un controvalore di oltre 21,6 milioni di euro.

Un quadro strategico più ampio: Piani di incentivazione e azionariato diffuso

L’operazione di buyback si inserisce in una strategia finanziaria più ampia e articolata. Le azioni proprie detenute da Eni sono infatti legate anche a importanti iniziative di coinvolgimento dei dipendenti, come il “Piano di incentivazione di lungo termine 2020-2022” e il “Piano di Azionariato Diffuso”, approvato dall’Assemblea del 15 maggio 2024. Questi piani mirano a rafforzare il senso di appartenenza e la partecipazione dei dipendenti alla crescita del valore aziendale, allineando i loro interessi con quelli degli azionisti.

Il Piano di Azionariato Diffuso, in particolare, ha visto una notevole adesione, con oltre 26.000 dipendenti in 37 Paesi che hanno partecipato, confermando l’efficacia di queste politiche di welfare aziendale. Tali iniziative non solo incentivano e fidelizzano i talenti, ma contribuiscono a creare una cultura aziendale solida e orientata alla performance a lungo termine.

Performance finanziaria e remunerazione degli azionisti

La decisione di intraprendere un programma di riacquisto di azioni così significativo è supportata da una solida performance finanziaria. Eni ha chiuso il 2025 con risultati robusti, registrando un utile netto adjusted di quasi 5 miliardi di euro e un quarto trimestre in forte crescita, con un utile di 1,20 miliardi di euro (+35%). Questi risultati, ottenuti nonostante uno scenario dei prezzi dell’energia meno favorevole, hanno permesso al gruppo di ridurre l’indebitamento e, allo stesso tempo, di aumentare la distribuzione agli azionisti.

L’Amministratore Delegato, Claudio Descalzi, ha sottolineato come l’eccellente performance operativa, in particolare nel settore Exploration & Production, abbia permesso di premiare i soci, aumentando del 20% il valore del programma di acquisto di azioni proprie. La politica di remunerazione di Eni prevede di destinare agli azionisti una percentuale compresa tra il 35% e il 40% del flusso di cassa operativo annuale, attraverso una combinazione di dividendi e buyback.

Prospettive future e impegno nella transizione energetica

Guardando al futuro, Eni si mostra fiduciosa, anticipando un’ulteriore crescita della produzione di idrocarburi per il 2026. Il gruppo continua parallelamente a investire in modo significativo nella transizione energetica, attraverso i suoi “business satelliti” Plenitude ed Enilive. Queste divisioni, dedicate alle rinnovabili e alla mobilità sostenibile, hanno già raggiunto una valorizzazione complessiva di oltre 23 miliardi di euro, a testimonianza dell’impegno concreto di Eni verso un modello di business sempre più decarbonizzato e sostenibile.

In conclusione, il completamento del programma di buyback non è solo un’operazione finanziaria, ma un tassello fondamentale della strategia di Eni, che mira a bilanciare la crescita industriale, la solidità finanziaria e una generosa remunerazione per i propri azionisti, il tutto all’interno di un percorso di transizione energetica ben definito e ambizioso.

Di atlante

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