La Spagna ha ufficialmente dichiarato guerra a quella che viene sempre più definita una “pandemia silenziosa”: la solitudine non desiderata. Con l’approvazione della prima Strategia Nazionale per la Lotta alla Solitudine Indesiderata (2026-2030), il governo progressista di Pedro Sanchez si pone all’avanguardia in Europa, seguendo le orme di nazioni come il Regno Unito e il Giappone, che hanno già riconosciuto la solitudine come una priorità di salute pubblica. La mossa arriva in risposta a dati allarmanti che rivelano come circa una persona su cinque nel Paese soffra di isolamento sociale.
Un problema che non riguarda solo gli anziani: i giovani i più colpiti
Contrariamente alla percezione comune che associa la solitudine principalmente alla terza età, un Barometro del 2024 ha messo in luce una realtà sorprendente e preoccupante: sono i giovani tra i 18 e i 24 anni a registrare il tasso più elevato di percezione della solitudine. Ben il 35% di questa fascia d’età si sente solo, e per due giovani su tre questa condizione si protrae da oltre due anni. Nella fascia degli over 70, invece, la percentuale scende al 20%. Questi dati evidenziano la natura complessa e trasversale del fenomeno, sradicando l’idea che l’isolamento sia una prerogativa dell’invecchiamento e sottolineando l’urgenza di un intervento mirato anche alle nuove generazioni.
Le cause di questo malessere giovanile sono molteplici e interconnesse: la pressione sociale, l’incertezza economica, la precarietà lavorativa e l’impatto, ancora in fase di studio, dei social media e del lavoro a distanza, possono contribuire a un senso di disconnessione e isolamento.
Una Strategia Trasversale e Partecipata
Il piano, illustrato dal ministro per i Diritti Sociali, Pablo Bustinduy, si caratterizza per il suo approccio olistico e collaborativo. Non si tratta di un’iniziativa isolata, ma di uno sforzo congiunto che coinvolge una dozzina di ministeri, le comunità autonome, gli enti locali e il Terzo Settore. L’obiettivo è creare una rete di supporto capillare su tutto il territorio nazionale, in grado di intercettare precocemente i segnali di disagio e di offrire soluzioni concrete.
Come ha sottolineato il ministro Bustinduy, “la solitudine non è solo un problema individuale, ma una sfida sociale che dobbiamo combattere assieme”. Questa visione si traduce in una serie di misure concrete volte a incidere sulle cause strutturali che generano e cronicizzano l’isolamento.
Le Misure Chiave del Piano Nazionale
La strategia si articola su diversi assi di intervento, pensati per agire a più livelli e in diversi contesti, sia urbani che rurali:
- Rilevazione Precoce: Un ruolo fondamentale sarà affidato ai medici di base e agli operatori dei sistemi sanitario, educativo e dei servizi sociali, che verranno formati per riconoscere i primi segnali di solitudine e attivare i percorsi di supporto.
- Reti di Supporto Comunitario: Si punta a rafforzare il tessuto sociale attraverso la creazione di reti di vicinato e il potenziamento del volontariato. L’idea è di trasformare luoghi tradizionali come i centri per anziani in spazi aperti e intergenerazionali, dove organizzare attività culturali e ricreative accessibili a tutti.
- Spazi Pubblici Inclusivi: La pianificazione urbana giocherà un ruolo chiave, con la progettazione di spazi pubblici che favoriscano l’incontro, la socializzazione e la coesione sociale.
- Politiche di Inclusione: Verranno promosse politiche basate sulla prossimità e sulla partecipazione intergenerazionale, per abbattere le barriere sociali e integrare le persone che vivono in isolamento.
- Accessibilità Abitativa e Trasporti: Il piano prevede anche iniziative per migliorare l’accessibilità degli alloggi, ad esempio eliminando le barriere architettoniche, e per potenziare il trasporto pubblico nelle aree rurali, per contrastare l’isolamento geografico.
Un Modello di Società Interdipendente
Alla base della strategia spagnola c’è una precisa visione della società, che si contrappone a un modello individualista. “Il nostro modello di convivenza, che si oppone a quello individualista dell’ultraliberismo, è una società interdipendente, dove ognuno riconosce che ha bisogno dell’altro per vivere”, ha dichiarato Bustinduy. Un messaggio forte che pone l’accento sulla solidarietà e sulla responsabilità collettiva nel garantire il benessere di ogni cittadino.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di politiche sociali progressiste portate avanti dal governo Sanchez, che includono anche piani per l’accesso agli alloggi e per la parità di genere. Con questo piano, la Spagna non solo affronta un’emergenza sociale sempre più sentita, ma lancia anche un messaggio a livello internazionale sull’importanza di mettere la connessione umana e la coesione sociale al centro dell’agenda politica.
