KIEV – A quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tracciato un bilancio netto e deciso: “Vladimir Putin ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra”. Con un videomessaggio carico di significato, diffuso nel giorno che segna l’ingresso nel quinto anno di un conflitto che ha sconvolto l’Europa e il mondo, Zelensky ha voluto ribadire la tenacia e la resistenza del popolo ucraino di fronte all’aggressione.

Le parole del leader ucraino risuonano in un contesto di commemorazione e di rinnovato impegno. “Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin ha iniziato la sua avanzata di tre giorni per conquistare Kiev”, ha ricordato Zelensky. “E questo la dice lunga sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo”. Un’affermazione che contrasta nettamente con le previsioni iniziali di molti analisti, che davano per imminente il collasso delle difese ucraine. Invece, come ha sottolineato il presidente, “non ha piegato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra”.

Una Pace “Giusta e Duratura”: La Condizione di Kiev

Al di là della rivendicazione del successo difensivo, il discorso di Zelensky si è proiettato verso il futuro, delineando la visione di Kiev per una risoluzione del conflitto. L’Ucraina, ha assicurato, “farà qualunque cosa necessaria per arrivare a una pace solida e duratura”. Questa pace, tuttavia, non può prescindere da principi irrinunciabili. “Vogliamo la pace. Una pace forte, dignitosa e duratura”, ha specificato Zelensky, aggiungendo di aver dato chiare istruzioni ai negoziatori ucraini: “Non annullate tutti questi anni, non svalutate tutta la lotta, il coraggio, la dignità, tutto ciò che l’Ucraina ha attraversato. Non possiamo, non dobbiamo arrenderci, dimenticarlo, tradirlo”.

I negoziati di pace, attualmente in una fase di stallo, si scontrano principalmente sulla questione territoriale. Mosca continua a insistere sulla cessione di territori, mentre Kiev ribadisce la propria ferma intenzione di non rinunciare alla propria integrità territoriale. Una posizione rafforzata anche dal sostegno internazionale, con i leader dell’Unione Europea che hanno ribadito il loro appoggio a Kiev, parlando di una “pace alle condizioni dell’Ucraina”.

Il Bilancio di Quattro Anni di Guerra: Un Costo Umano ed Economico Drammatico

Il quarto anniversario del conflitto è anche l’occasione per fare i conti con le devastanti conseguenze di questa guerra, la più sanguinosa in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Le stime sulle perdite umane sono drammatiche e difficili da verificare con precisione, ma parlano di centinaia di migliaia, se non milioni, di soldati morti, feriti o dispersi da entrambe le parti. Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington stima che le perdite militari combinate potrebbero avvicinarsi ai 2 milioni entro la prossima primavera.

A questo si aggiunge un pesantissimo bilancio di vittime civili, con decine di migliaia di morti e feriti, e una crisi umanitaria di proporzioni enormi. Milioni di ucraini sono stati costretti a lasciare le proprie case, diventando profughi all’estero o sfollati interni. Secondo l’UNHCR, a febbraio 2026 si contano 3,7 milioni di sfollati interni e 5,9 milioni di rifugiati all’estero.

I danni materiali sono altrettanto ingenti: città rase al suolo, infrastrutture civili ed energetiche sistematicamente colpite, e un patrimonio culturale inestimabile danneggiato o distrutto. La Banca Mondiale, in un rapporto congiunto con il governo ucraino, l’ONU e la Commissione Europea, ha quantificato in 587,7 miliardi di dollari il fabbisogno per la ricostruzione del paese nei prossimi dieci anni.

L’Economia di Guerra e le Prospettive Future

Sul fronte economico, la guerra ha avuto un impatto profondo su entrambi i contendenti. L’economia russa, sebbene non sia crollata come inizialmente previsto, sta subendo un progressivo logoramento a causa delle sanzioni occidentali e dell’enorme sforzo bellico. Il PIL si regge quasi esclusivamente sull’economia di guerra, a discapito del benessere della popolazione, che affronta inflazione e calo del potere d’acquisto.

Per l’Ucraina, il sostegno finanziario e militare internazionale è stato e continua a essere cruciale per la sopravvivenza e la resistenza. In questo contesto, la prospettiva di un’adesione all’Unione Europea assume un valore strategico fondamentale. Zelensky ha esortato i partner europei a fissare una data chiara per l’adesione, indicando il 2027 come un obiettivo fattibile, per evitare che Putin possa bloccare questo processo.

In occasione dell’anniversario, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, si sono recati a Kiev per manifestare concretamente il sostegno dell’UE. Un segnale forte che ribadisce come il futuro dell’Ucraina sia visto all’interno della famiglia europea.

Mentre si entra nel quinto anno di guerra, le parole di Zelensky riecheggiano come un monito e una promessa: la resistenza continua, con l’obiettivo di una pace giusta che possa finalmente porre fine a un conflitto che ha già causato immense sofferenze. “Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e per garantire giustizia”, ha concluso il presidente.

Di atlante

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