Un quadro a tinte fosche quello dipinto dal presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in occasione della solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, tenutasi a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte cariche istituzionali. Le parole di Carlino hanno risuonato come un campanello d’allarme per la salute dei conti pubblici e la gestione delle ingenti risorse a disposizione del Paese, con un focus particolare sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Aumento Preoccupante delle Frodi sui Fondi Pubblici
Il cuore della relazione del presidente Carlino è stato un’analisi severa e preoccupata sull’incremento delle condotte fraudolente ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. “È emerso un aumento delle fattispecie di danno riguardanti condotte dolose di distrazione dei contributi e dei finanziamenti pubblici, di provenienza unionale, statale e regionale, anche a valere su fondi Pnrr”, ha dichiarato Carlino. Si tratta di un fenomeno che non accenna a diminuire e che assume contorni sempre più gravi, minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi strategici del Paese.
Nello specifico, il Presidente ha parlato di “sviamento, da parte di privati, dalle finalità per le quali erano stati erogati i finanziamenti”. Queste azioni, spesso, si configurano come veri e propri episodi di corruzione, con un impatto diretto non solo sulle casse dello Stato, ma anche sugli “obblighi dell’Italia nei confronti dell’Unione europea”. I dati forniti sono allarmanti: la Corte ha registrato un’impennata delle denunce per danni, passate a 48.505 rispetto alle 36.909 dell’anno precedente, e ha emesso 226 sentenze di condanna per danno erariale legato a finanziamenti nazionali ed europei, per un valore complessivo di 45,3 milioni di euro. Nonostante l’azione risarcitoria abbia permesso di recuperare 88,1 milioni di euro, la portata del problema resta vasta e richiede un impegno costante e rafforzato.
Lo “Scudo Erariale”: Una Misura Inefficace
Un altro punto cruciale toccato da Guido Carlino riguarda il cosiddetto “scudo erariale”, la misura introdotta nel 2020 dal governo Conte II per limitare la responsabilità dei funzionari pubblici ai soli casi di dolo, con l’obiettivo di contrastare la “paura della firma” e accelerare le procedure amministrative, specialmente quelle legate all’attuazione del PNRR. A quasi sei anni dalla sua introduzione, il bilancio tracciato dalla Corte dei Conti è nettamente negativo.
“Dopo quasi sei anni di scudo erariale, non vi è alcuna evidenza di benefici in termini di celerità ed efficienza determinati da detta misura”, ha affermato con chiarezza Carlino. Secondo il presidente, la protezione offerta ai funzionari non ha prodotto i risultati sperati, evidenziando come la vera chiave per migliorare la funzionalità della macchina pubblica non risieda in tutele emergenziali, ma in interventi strutturali. “È ovvio, infatti, che soltanto riforme strutturali sono davvero in grado di migliorare la funzionalità della pubblica amministrazione”, ha concluso sul punto.
Questa posizione critica si inserisce in un dibattito più ampio che vede la Corte dei Conti in una posizione ferma nel difendere il proprio ruolo di garante della finanza pubblica, come sancito dalla Costituzione. Le recenti riforme che hanno introdotto limiti alla responsabilità amministrativa e tetti ai risarcimenti sono state accolte con perplessità, come sottolineato anche dal Procuratore generale Pio Silvestri, che ha definito l’intervento normativo “non una buona legge”.
Le Implicazioni per il PNRR e il Futuro del Paese
Le denunce della Corte dei Conti assumono un peso specifico enorme nel contesto attuale, caratterizzato dall’implementazione del PNRR, un piano senza precedenti per la modernizzazione e la ripresa economica dell’Italia. La distrazione e la gestione fraudolenta di queste risorse non rappresentano solo un danno economico, ma una minaccia diretta alla capacità del Paese di rispettare gli impegni presi con l’Europa e di cogliere un’opportunità storica di sviluppo.
La magistratura contabile ha garantito un impegno “sempre maggiore, articolato e diffuso sul territorio” per prevenire e contrastare questi fenomeni illeciti. L’attenzione è massima non solo sui grandi progetti, ma anche sulla gestione quotidiana delle risorse pubbliche, come dimostra l’attività di controllo sui bilanci degli enti locali. La sfida è complessa e richiede una sinergia tra organi di controllo, amministrazioni pubbliche e società civile per assicurare che ogni euro proveniente dai contribuenti italiani ed europei sia speso in modo efficace, trasparente e per il bene comune.
