ROMA – Nel silenzio assordante e nella bellezza primordiale del plateau antartico, un nuovo capitolo della ricerca scientifica italiana e internazionale ha preso il via. È ufficialmente iniziata la 22ª missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) presso la base italo-francese Concordia, uno degli avamposti più isolati e tecnologicamente avanzati del pianeta. Un team di 12 coraggiosi “invernanti” si prepara a nove mesi di totale isolamento, sfidando temperature che possono precipitare fino a -80°C e tre mesi di buio ininterrotto.

Mentre a Concordia si accendono i motori della ricerca invernale, a poche migliaia di chilometri di distanza, sulla costa, la base italiana Mario Zucchelli conclude con successo la sua 41ª missione estiva, un periodo di intensa attività che ha visto la partecipazione di quasi 170 persone. Le attività scientifiche, però, non si fermano: la nave rompighiaccio Laura Bassi continuerà le sue campagne oceanografiche fino a marzo, a testimonianza di un impegno continuo e strategico dell’Italia nel continente bianco.

Concordia: Nove Mesi ai Confini del Mondo per Studiare Terra e Spazio

La spedizione invernale a Concordia, situata a oltre 3.200 metri di altitudine sul sito di Dome C, è guidata quest’anno dal glaciologo Gabriele Carugati dell’Università dell’Insubria. Carugati, che raccoglie il testimone da Riccardo Scipinotti dell’Enea, guiderà un team internazionale composto da cinque italiani del PNRA, sei francesi dell’Istituto polare Paul-Émile Victor (IPEV) e una ricercatrice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La loro missione non sarà solo quella di garantire la manutenzione e l’operatività della base, ma anche di portare avanti ben 21 progetti scientifici.

Le ricerche spaziano in diverse discipline, dalla climatologia alla fisica dell’atmosfera, ma quest’anno un’attenzione particolare sarà rivolta a tematiche di stringente attualità. Tra queste, spicca il nuovo progetto PASSPORT, che si occuperà di studiare la presenza e la diffusione delle microplastiche in uno degli ecosistemi più remoti e apparentemente incontaminati della Terra. Questo studio è fondamentale per comprendere la pervasività dell’inquinamento antropico e i suoi effetti a livello globale.

Inoltre, l’ambiente estremo di Concordia, caratterizzato da isolamento, ipossia e alterazioni del ciclo circadiano, la rende un laboratorio naturale eccezionale per la biomedicina spaziale. L’ESA coordina infatti sette progetti volti a studiare gli effetti di queste condizioni sul corpo e sulla mente umana, fornendo dati preziosi per preparare le future missioni di lunga durata nello spazio, come quelle verso la Luna o Marte.

Bilancio della Missione Estiva alla Base Zucchelli

In concomitanza con l’avvio della campagna invernale, si è conclusa la 41ª missione estiva alla base costiera Mario Zucchelli a Baia Terra Nova. Sotto il coordinamento scientifico di Nicoletta Ademollo, ricercatrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, sono state realizzate 14 attività scientifiche, tra progetti di ricerca e osservatori permanenti. Le aree di indagine hanno incluso:

  • Climatologia e alta atmosfera
  • Sismologia, geodesia e geomagnetismo
  • Vulcanismo e studio del permafrost
  • Cambiamenti delle comunità microbiche e della vegetazione

Un focus importante delle ricerche è stato l’evoluzione della criosfera, analizzando il drenaggio della calotta glaciale e le interazioni con l’atmosfera. I risultati, come sottolineato dalla dottoressa Ademollo, hanno rivelato anche minime ma significative tracce di contaminazione di origine antropica, un monito su come il nostro impatto raggiunga ogni angolo del pianeta.

La missione estiva ha visto anche la realizzazione di importanti lavori infrastrutturali, coordinati dall’ENEA, per modernizzare la base e renderla un hub sempre più funzionale e sicuro per la ricerca internazionale.

La Nave Laura Bassi: un Laboratorio Galleggiante tra i Ghiacci

Le attività di ricerca del PNRA non si esauriscono con la chiusura della base estiva. La nave rompighiaccio Laura Bassi, gestita dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), prosegue la sua campagna scientifica. A bordo, circa 30 persone tra ricercatori e tecnici sono impegnate nello svolgimento di cinque progetti di ricerca che spaziano dall’oceanografia alla geologia marina. La Laura Bassi, unica nave italiana certificata per operare in mari polari (Polar Code), rappresenta una piattaforma strategica per lo studio delle complesse interazioni tra oceano, ghiaccio e atmosfera, fondamentali per i modelli climatici globali.

Un Impegno Strategico per la Scienza e il Futuro

La duplice operatività delle missioni in Antartide, invernale ed estiva, a terra e in mare, dimostra la vitalità e l’importanza strategica del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), il programma è un esempio virtuoso di collaborazione tra i principali enti di ricerca italiani: il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per il coordinamento scientifico, l’ENEA per la logistica e l’OGS per la gestione navale. La ricerca in Antartide non è solo una sfida all’estremo, ma un investimento cruciale per decifrare i cambiamenti climatici, comprendere la resilienza della vita e preparare l’umanità alle prossime frontiere dell’esplorazione.

Di davinci

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