Nel firmamento dell’alta gastronomia mondiale, poche stelle brillano con la costanza e l’intensità di quella di Alain Ducasse. Lo chef francese, a 69 anni, continua a tessere la sua tela culinaria a livello globale, un impero del gusto che conta ben 18 stelle Michelin. L’ultima gemma si è aggiunta in Italia, a Napoli, dove l’insegna “Alain Ducasse Napoli” ha recentemente conquistato il prestigioso riconoscimento nella Guida Michelin Italia 2026. Un trionfo che coincide con la presentazione del suo ultimo capolavoro editoriale, “Dna Ducasse”, un volume che distilla l’essenza della sua filosofia e del suo percorso professionale.

L’occasione per incontrare il maestro è stata la celebrazione del primo anniversario del Romeo Hadid Roma, cornice perfetta per svelare un libro che è molto più di un semplice ricettario. “Dna Ducasse”, edito in Italia da Topic e tradotto da Marco Bolasco, si snoda attraverso 536 pagine e 135 ricette, delineando il ritratto di uno chef che è al contempo imprenditore, formatore e visionario. Un’opera corale, realizzata in collaborazione con i suoi executive chef Emmanuel Pilon (Le Louis XV a Monaco), Amaury Bouhours (Le Meurice a Parigi) e Jean-Philippe Blondet (The Dorchester a Londra), che testimonia la trasmissione di un’eredità unica basata su filosofia, visione e tecnica.

La “Naturalité”: un Manifesto per la Cucina del Futuro

Al centro del pensiero di Ducasse pulsa il concetto di “Naturalité”, una filosofia che ha rivoluzionato la sua cucina a partire dal 2014 nel suo ristorante al Plaza Athénée di Parigi. Questo approccio si fonda sulla centralità degli ingredienti vegetali, sulla riduzione di grassi e zuccheri e sull’utilizzo di proteine animali di altissima qualità, senza però cadere in esclusioni ideologiche. Si tratta di una cucina della sottrazione, che ricerca l’essenzialità per esaltare il gusto primordiale del prodotto. “Devi prima di tutto guardare quello che hai a disposizione, cosa sai fare con questi prodotti e come puoi valorizzarli,” ha spiegato lo chef, sottolineando la sfida nel trovare l’equilibrio in un piatto, un “dovere necessario per esprimere l’eccellenza”.

La “Naturalité” non è solo una scelta stilistica, ma un impegno etico. Ducasse pone l’accento sulla responsabilità di chi cucina nei confronti dei clienti e del pianeta, in un’epoca in cui i consumatori sono sempre più informati, curiosi e “infedeli”. La sua proposta è chiara: una cucina più sana, sostenibile e rispettosa della materia prima, che non maschera la natura del cibo con “inutili sofisticazioni”, ma ne persegue il gusto essenziale.

Un Legame Indissolubile con l’Italia

Il rapporto di Alain Ducasse con l’Italia è profondo e radicato. Lo chef non ha mai nascosto il suo amore per la cucina della Penisola, definendola una fonte di ispirazione costante. “Sono innamorato della cucina italiana per la sua varietà, per la ricchezza di diversità,” ha affermato. Ducasse vede una differenza sostanziale tra la cultura gastronomica francese, più univoca, e quella italiana, caratterizzata da una straordinaria pluralità di tradizioni regionali. “Gli italiani coltivano, pescano, allevano e con i frutti del loro lavoro cucinano con amore per la propria terra,” ha commentato, elogiando la qualità dei “prodotti del sole” che caratterizzano il Bel Paese.

Questa ammirazione si è tradotta in importanti investimenti in Italia. Ducasse firma i menu dei ristoranti degli hotel di lusso del gruppo Romeo, a Napoli e a Roma. Il Ristorante Alain Ducasse Napoli, situato al nono piano dell’hotel con una vista mozzafiato sul golfo, è guidato dall’executive chef Alessandro Lucassino, che ha saputo interpretare magistralmente la filosofia del maestro, meritando la prima stella Michelin. A Roma, all’interno del Romeo Hadid, un palazzo storico ridisegnato dall’archistar Zaha Hadid, è l’executive chef Iacopo Iualè a portare avanti la visione di Ducasse, creando un dialogo tra la cucina francese e le eccellenze del territorio laziale.

Il Futuro dell’Alta Cucina e il Ruolo dei Giovani

Paragonando l’alta cucina all’haute couture, Ducasse la descrive come “la punta di un iceberg che traina tutto il business del settore gastronomico sottostante”. Una visione che sottolinea il ruolo di traino e di innovazione della ristorazione di lusso. Nonostante il suo status di icona mondiale, lo chef guarda al futuro con un ottimismo contagioso. “I giovani sono straordinari, il meglio deve ancora arrivare, e domani sarà meglio di ieri,” ha dichiarato, riponendo grande fiducia nelle nuove generazioni di cuochi.

La sua attività non si limita infatti alla gestione dei ristoranti, ma si estende alla formazione, con scuole di cucina frequentate da allievi provenienti da 80 paesi, e a un’intensa produzione editoriale. Un impegno costante nella trasmissione del sapere che fa di Alain Ducasse non solo un grande chef, ma un vero e proprio “Maestro”, come viene chiamato con deferenza dalle brigate di tutto il mondo.

Con i suoi progetti, tra cui nuove aperture previste in Asia, e la sua filosofia che unisce etica ed estetica, Alain Ducasse continua a tracciare la rotta della gastronomia contemporanea, dimostrando che la vera essenza della cucina risiede in un DNA fatto di rispetto, conoscenza e amore per la natura.

Di euterpe

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