Caracas – Venti di cambiamento soffiano all’interno della nomenclatura del governo venezuelano. Con una mossa che ha catturato l’attenzione degli osservatori internazionali, la Vicepresidente Esecutiva del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato la rimozione di Camilla Fabri, cittadina italiana e moglie dell’imprenditore colombiano-venezuelano Alex Saab, dall’incarico di responsabile della Comunicazione Internazionale. La notizia, diffusa tramite un messaggio sull’account ufficiale X della Vicepresidente, segna un punto di svolta nella gestione dell’immagine internazionale del Paese.
Nel suo comunicato, Rodríguez ha formalizzato la nomina di Rander Peña come nuovo Viceministro per la Comunicazione Internazionale, una figura già nota all’interno della diplomazia venezuelana. Contestualmente, ha espresso un ringraziamento formale a Camilla Fabri per l’impegno profuso durante il suo mandato. Questo avvicendamento giunge a circa un mese di distanza da un’altra decisione di peso che ha coinvolto direttamente il marito, Alex Saab, sollevato dal suo ruolo al vertice del Ministero dell’Industria e della Produzione Nazionale.
Chi è Camilla Fabri e il ruolo nell’affaire Saab
Camilla Fabri, ex modella e commessa romana, è balzata agli onori delle cronache internazionali per il suo legame con Alex Saab. Il suo nome è emerso con forza durante le indagini che hanno coinvolto il marito, accusato dagli Stati Uniti di essere il principale “prestanome” di Nicolás Maduro e l’architetto di un complesso sistema finanziario volto ad aggirare le sanzioni economiche internazionali imposte al Venezuela. La stessa Fabri è stata oggetto di indagini da parte della magistratura italiana per reati legati al riciclaggio di denaro.
Dopo l’arresto di Saab a Capo Verde nel 2020 e la sua successiva estradizione negli Stati Uniti nel 2021, Fabri è diventata un’attivista di primo piano per la sua liberazione, trasformandosi in un volto pubblico della campagna internazionale “Free Alex Saab” e difendendo strenuamente l’operato del marito, da lei definito un “diplomatico venezuelano ingiustamente perseguitato”.
L’ascesa e la caduta di Alex Saab
Alex Saab, 54 anni, è una figura centrale e controversa nell’economia e nella politica venezuelana degli ultimi anni. Considerato un collaboratore strettissimo del presidente Nicolás Maduro, è stato accusato di aver orchestrato una vasta rete di corruzione legata ai programmi di sussidi alimentari (i CLAP) e di aver gestito transazioni illecite per miliardi di dollari a favore del governo. Il suo arresto ha rappresentato un duro colpo per Caracas, privando il governo di un operatore finanziario chiave.
Tuttavia, in uno sviluppo sorprendente, Saab è stato rilasciato nel dicembre 2023 in seguito a uno scambio di prigionieri con gli Stati Uniti, un evento che è stato celebrato a Caracas come una vittoria diplomatica. Al suo ritorno, Maduro lo ha accolto come un eroe e lo ha nominato presidente del Centro Internazionale di Investimenti Produttivi (CIIP), un ruolo strategico per attrarre capitali stranieri. La sua successiva rimozione dal Ministero dell’Industria, e ora l’avvicendamento della moglie, sollevano interrogativi sulla sua attuale posizione all’interno della cerchia del potere.
Il contesto delle ultime decisioni
La rimozione di Camilla Fabri e, prima ancora, di Alex Saab da ruoli ministeriali di primo piano potrebbe indicare diverse dinamiche in corso:
- Riassetto interno: Potrebbe trattarsi di un rimescolamento delle carte da parte di Maduro per consolidare il potere e riposizionare le sue pedine più fidate in vista delle future sfide politiche ed economiche.
- Pressioni internazionali: La presenza di figure così controverse in posizioni di alta visibilità potrebbe essere diventata un ostacolo per i tentativi del Venezuela di normalizzare le relazioni con alcuni attori internazionali.
- Nuove strategie comunicative: La nomina di Rander Peña, un diplomatico di carriera, potrebbe segnalare la volontà di adottare un approccio più istituzionale e meno “militante” nella comunicazione internazionale, distanziandosi dalla narrazione legata al caso Saab.
Secondo fonti non ufficiali, citate da agenzie di stampa come Reuters, la posizione di Saab si sarebbe indebolita a seguito di presunte operazioni di sicurezza che avrebbero coinvolto agenzie statunitensi e venezuelane. Sebbene non vi siano conferme ufficiali riguardo a un suo presunto arresto o alla sua attuale ubicazione, il clima di incertezza attorno alla sua figura rimane elevato. Il governo di Caracas non ha fornito dettagli ulteriori, lasciando ampio spazio a speculazioni e analisi.
Questo riassetto governativo si inserisce in un quadro complesso per il Venezuela, che si prepara ad affrontare un anno cruciale tra le pressioni per elezioni presidenziali libere e trasparenti e la perenne crisi economica che attanaglia la popolazione. La parabola della coppia Saab-Fabri, da protagonisti della resistenza contro le sanzioni a figure ridimensionate, offre uno spaccato significativo delle mutevoli dinamiche di potere che caratterizzano il governo di Nicolás Maduro.
