Giornata di forti contrasti sui mercati azionari europei, che hanno navigato a vista in un clima dominato dall’incertezza generata dalle politiche sui dazi commerciali degli Stati Uniti. Mentre Wall Street mostrava segni di nervosismo, il sentiment nel Vecchio Continente si è diviso, portando a chiusure eterogenee per i principali listini. In questo scenario complesso, Piazza Affari è riuscita a distinguersi, chiudendo in territorio positivo grazie soprattutto alla spinta di un titolo di peso come Enel.
Milano in Controtendenza, Vola Enel
La Borsa di Milano ha archiviato la seduta con un rialzo, seppur limato nel finale. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un progresso dello 0,34%, attestandosi a 46.652 punti. A trainare il listino principale è stata la performance eccezionale di Enel, che ha registrato un balzo del 6,3%. L’entusiasmo degli investitori per il colosso energetico è stato scatenato dalla presentazione del nuovo piano industriale 2026-2028. Il piano prevede investimenti per 53 miliardi di euro, un aumento significativo rispetto al passato, con un focus strategico su reti e rinnovabili. L’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, ha parlato di un piano “ipersolido” che migliora il profilo di rischio della società, con previsioni di utili in crescita e dividendi più generosi. Queste prospettive hanno evidentemente convinto il mercato, proiettando il titolo in cima al Ftse Mib.
Tuttavia, la seduta milanese non è stata uniformemente positiva. A pesare sul listino sono stati in particolare i titoli bancari, che hanno risentito di un clima di maggiore avversione al rischio. Nonostante ciò, la forza di Enel e di altre utilities è stata sufficiente a mantenere l’indice in territorio positivo, a differenza di quanto accaduto in altre importanti piazze finanziarie europee.
Le Altre Borse Europee in Rosso: Pesa l’Ombra dei Dazi
Al di fuori dell’Italia, il quadro è apparso decisamente più fosco. L’incertezza legata alle future mosse dell’amministrazione statunitense in materia di dazi commerciali ha pesato sugli scambi, spingendo gli investitori alla cautela. La piazza peggiore è stata Francoforte, con l’indice DAX che ha ceduto lo 0,94%. Ribassi più contenuti, ma comunque significativi del clima di nervosismo, si sono registrati a Parigi, dove il CAC 40 ha chiuso a -0,06%, e a Londra, con il FTSE 100 che ha segnato un marginale -0,01%. In controtendenza, invece, la Borsa di Madrid, che con un rialzo dello 0,61% si è allineata alla performance positiva di Milano.
Questa divergenza di andamenti riflette le diverse sensibilità dei mercati nazionali ai flussi commerciali internazionali e alle politiche protezionistiche. L’economia tedesca, fortemente orientata all’export, è tradizionalmente più esposta ai rischi di guerre commerciali, il che spiega la maggiore debolezza di Francoforte.
Spread e Titoli di Stato: Stabilità nonostante le Tensioni
Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra i BTP italiani a 10 anni e i Bund tedeschi ha mostrato un leggero allargamento, sfiorando i 61 punti base. Nonostante questo lieve aumento, il differenziale di rendimento si mantiene su livelli contenuti, indicando una relativa tranquillità da parte degli investitori sul debito sovrano italiano. Il rendimento del BTP decennale, infatti, è sceso attestandosi al 3,32%. Questa dinamica suggerisce che, al momento, le preoccupazioni per i dazi non si sono tradotte in una fuga generalizzata dagli asset considerati più rischiosi all’interno dell’Eurozona.
Un Contesto Globale Complesso
La seduta odierna si inserisce in un contesto economico globale che rimane complesso. Da un lato, la minaccia di nuove barriere commerciali frena l’entusiasmo degli investitori. Dall’altro, i dati macroeconomici continuano a fornire segnali contrastanti. In Europa, la crescita economica rimane debole, come sottolineato anche recentemente dal governatore della Banca d’Italia, che ha parlato di “segni di debolezza più persistenti del previsto”. Questa situazione, unita alle incertezze geopolitiche, contribuisce a creare un ambiente di mercato volatile, in cui le notizie e le dichiarazioni dei policy maker possono avere un impatto immediato e significativo sull’andamento dei listini.
