Milano – Una giornata cruciale per il futuro della governance di Banco BPM. L’assemblea straordinaria dei soci ha dato il via libera, con una maggioranza schiacciante del 95,38% dei voti, alle modifiche dello statuto sociale. Questo passaggio fondamentale armonizza l’assetto della banca alle recenti disposizioni della “Legge Capitali”, introducendo novità sostanziali soprattutto in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione previsto per la prossima assemblea di aprile. All’assise ha partecipato oltre il 65% del capitale sociale, in rappresentanza di più di duemila azionisti, a testimonianza dell’alta attenzione del mercato su questo appuntamento.

Più spazio alle minoranze: il cuore della riforma

La modifica più rilevante e discussa riguarda senza dubbio la rappresentanza delle minoranze azionarie all’interno del consiglio di amministrazione. In base al nuovo statuto, in caso di presentazione di una lista da parte del CdA uscente, alle liste di minoranza verrà assegnato un numero di seggi variabile da un minimo di tre a un massimo di sei. Si tratta di un potenziale raddoppio rispetto alla situazione precedente, che prevedeva un massimo di tre posti. Questo meccanismo, basato su criteri proporzionali legati ai voti ottenuti, mira a garantire una rappresentanza più equa e coerente con il peso effettivo dei diversi gruppi di azionisti, un principio cardine della Legge Capitali.

Inoltre, sono state introdotte altre importanti novità per rafforzare i meccanismi di controllo e bilanciamento dei poteri. Tra queste, l’ampliamento del numero di candidati nella lista presentata dal consiglio (che passa da 15 a 20) e l’obbligo di scegliere il Presidente del Comitato Controllo Interno e Rischi tra gli amministratori indipendenti espressi dalle liste di minoranza. Questa clausola è particolarmente significativa perché affida un ruolo di garanzia e supervisione su aree delicate a una figura non legata alla maggioranza consiliare.

Le dichiarazioni dei vertici: “Passaggio necessario” per la stabilità

Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici della banca. Il presidente Massimo Tononi ha ringraziato i soci per la fiducia accordata, definendo l’esito del voto “un passaggio necessario che ci permette di adeguare lo Statuto di Banco BPM al nuovo quadro normativo della ‘Legge Capitali'”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratore delegato, Giuseppe Castagna, che ha sottolineato come con questa approvazione “sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio”.

Lo scenario futuro: l’incognita Crédit Agricole e il rinnovo del board

L’approvazione del nuovo statuto apre ora scenari complessi e interessanti in vista dell’assemblea del 16 aprile, chiamata a nominare il nuovo board. L’attenzione è puntata soprattutto sulle mosse di Crédit Agricole, primo azionista della banca con una quota del 20,1% e autorizzato dalla BCE a salire fino al 30%. Il voto favorevole del socio francese è stato determinante per il raggiungimento della maggioranza qualificata necessaria all’approvazione delle modifiche.

Tuttavia, questo non implica un’automatica convergenza sulla lista che sarà presentata dal consiglio uscente, che secondo le indiscrezioni dovrebbe riproporre il ticket Tononi-Castagna. La “banque verte” potrebbe infatti decidere di presentare una propria lista di minoranza per massimizzare la sua rappresentanza, potendo ambire, con le nuove regole, a un numero maggiore di consiglieri e a ruoli chiave, come la presidenza di comitati interni. La decisione finale del CdA sulla presentazione o meno di una propria lista è attesa a breve, con scadenze precise dettate dal nuovo statuto (40 giorni prima dell’assemblea per la lista del board, 25 per quelle dei soci).

L’esito di queste dinamiche definirà gli equilibri di potere nel prossimo triennio di una delle principali banche italiane, in una fase in cui il sistema creditizio è chiamato a sfide importanti in termini di trasparenza, stabilità e supporto all’economia reale. L’ampio consenso registrato in assemblea è comunque un segnale di coesione che pone basi solide per il futuro della banca.

Di atlante

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