Washington D.C. – Una decisione destinata a ridisegnare gli equilibri del commercio globale. A partire dalle 00:01 di martedì 24 febbraio (le 6:01 in Italia), l’U.S. Customs and Border Protection (CBP), l’agenzia doganale statunitense, ha ufficialmente interrotto la riscossione dei dazi imposti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Questa mossa è la diretta conseguenza di una sentenza emessa venerdì dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato tali tariffe illegittime, infliggendo un duro colpo alla politica protezionistica dell’amministrazione Trump.

La decisione della Corte Suprema: un limite ai poteri presidenziali

La sentenza della Corte Suprema, approvata con una maggioranza di sei voti a favore e tre contrari, ha stabilito un punto fermo: il Presidente non ha l’autorità unilaterale di imporre dazi utilizzando i poteri di emergenza previsti dall’IEEPA, una legge del 1977 concepita per rispondere a minacce straordinarie alla sicurezza nazionale. Secondo i giudici, l’imposizione di tariffe doganali, che sono a tutti gli effetti delle imposte, rientra nella competenza costituzionale esclusiva del Congresso. La Corte ha specificato che l’IEEPA non autorizza l’adozione di misure “illimitate per portata, entità e durata”, come quelle implementate da Trump. Questa storica decisione non solo invalida i cosiddetti “dazi reciproci” e quelli legati al contrasto al fentanil, ma pone anche un freno all’interpretazione estensiva dei poteri presidenziali in materia fiscale e commerciale.

La contromossa di Trump: un nuovo dazio globale del 15%

La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere. In una mossa che segnala la volontà di mantenere una forte pressione tariffaria, l’amministrazione Trump ha annunciato, in concomitanza con la sospensione dei dazi IEEPA, l’introduzione di un nuovo dazio globale del 15%. Inizialmente fissato al 10%, il dazio è stato rapidamente innalzato, riflettendo la determinazione del Presidente. Per aggirare la sentenza della Corte, questa nuova tariffa si basa su una diversa autorità legale: la Sezione 122 del Trade Act del 1974. Si tratta di una norma, mai utilizzata in precedenza, che consente l’imposizione di dazi temporanei (per un massimo di 150 giorni) per far fronte a squilibri nella bilancia dei pagamenti, senza la necessità di un’approvazione congressuale. Trump ha definito la sentenza “ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana”, criticando aspramente anche i giudici da lui stesso nominati che hanno votato contro la sua politica.

Incertezza sui rimborsi e impatto sulle imprese

Una delle questioni più spinose e immediate riguarda il destino dei miliardi di dollari già versati dagli importatori sotto forma di dazi IEEPA. L’agenzia doganale statunitense non ha fornito alcuna informazione su possibili rimborsi, lasciando le aziende in un limbo di incertezza. La sentenza della Corte Suprema apre la strada a richieste di risarcimento, ma il processo non sarà automatico. Molte aziende avevano già avviato azioni legali preventive presso la Court of International Trade per tutelare il proprio diritto al rimborso. Ora, per ottenere la restituzione delle somme, sarà probabilmente necessario intraprendere azioni legali specifiche, presentando reclami formali entro scadenze precise. La mancanza di chiarezza su questo fronte sta creando notevole preoccupazione nel mondo imprenditoriale, che teme un “effetto boomerang” con il congelamento di ordini e accordi commerciali.

Le reazioni internazionali e il futuro del commercio

La decisione della Corte e la successiva imposizione di un nuovo dazio hanno generato un’ondata di reazioni a livello internazionale. L’Unione Europea ha chiesto “chiarezza e certezza legale” a Washington, sospendendo la discussione per la ratifica di precedenti accordi tariffari. La situazione di incertezza rischia di innescare una nuova fase della guerra commerciale, con un impatto significativo non solo per partner come l’UE, ma anche per Canada, Messico e Cina. È importante sottolineare che la sospensione dei dazi riguarda esclusivamente quelli basati sull’IEEPA. Restano in vigore altre tariffe imposte da Trump, come quelle previste dalla Sezione 232 sulla Sicurezza Nazionale (che colpisce acciaio e alluminio) e dalla Sezione 301 sulle Pratiche Commerciali Sleali. Il futuro delle relazioni commerciali globali appare ora più incerto, appeso alle prossime mosse dell’amministrazione statunitense e alla tenuta legale delle nuove misure adottate.

Di atlante

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