ROMA – Il trionfo organizzativo e sportivo dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha riacceso una fiamma mai del tutto sopita nel cuore della Capitale: il sogno di ospitare nuovamente le Olimpiadi estive. A soffiare su questo fuoco di speranza sono le parole di Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che in una recente conferenza stampa ha affermato come il successo dell’evento invernale “può certamente riaprire” le porte a una candidatura di Roma. Un’apertura significativa, che arriva a quasi dieci anni dal doloroso ritiro della candidatura per i Giochi del 2024.
Una ferita ancora aperta, ma uno sguardo al futuro
Malagò non nasconde che il dispiacere per la mancata candidatura del 2024 “in questo momento sembra cancellato”, ma aggiunge con pragmatismo che “è sempre bene ricordare le cicatrici”. Un monito a non dimenticare le difficoltà e le divisioni politiche che portarono al ritiro di quel progetto, voluto dall’allora sindaco Virginia Raggi. Tuttavia, lo scenario attuale appare diverso. L’Italia, grazie all’esperienza di Milano Cortina, ha dimostrato al mondo la sua capacità di organizzare grandi eventi sportivi con competenza e passione, ricevendo elogi unanimi dal Comitato Olimpico Internazionale.
Questa ritrovata credibilità internazionale è la base su cui potrebbe poggiare un nuovo progetto a cinque cerchi per Roma. Malagò, pur definendo “prematuro ed è sbagliato parlarne” in questo momento, ha evidenziato due vantaggi strategici della Capitale: “ha una storia unica, anche di candidatura olimpica, e ha già impianti straordinari come lo stadio Olimpico”. Un punto, quest’ultimo, di fondamentale importanza nell’era della sostenibilità, un criterio ormai imprescindibile per il CIO. “La sostenibilità, come sapete, è tutto”, ha ribadito Malagò, ricordando come Milano Cortina sia stata concepita con il 90% di impianti già esistenti.
Le possibili date: 2036 o 2040?
Con le edizioni del 2028 e del 2032 già assegnate rispettivamente a Los Angeles e Brisbane, gli sguardi si proiettano inevitabilmente più in là nel tempo. Le date più papabili per un’eventuale candidatura romana sono il 2036 o, più probabilmente, il 2040. Quest’ultima data avrebbe un fascino simbolico particolare, poiché cadrebbe a 80 anni esatti dai Giochi Olimpici di Roma 1960, un’edizione che ha segnato un’epoca per la città e per l’Italia intera. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha già mostrato entusiasmo per questa prospettiva, dichiarandosi pronto a collaborare con Governo e CONI per costruire una candidatura solida.
Tuttavia, la strada non è priva di ostacoli. Malagò ha invitato alla prudenza, sottolineando come sia necessario “capire molti scenari geopolitici che ci saranno dopo Brisbane 2032”. Inoltre, la concorrenza internazionale sarà agguerrita, con possibili candidature forti da parte di altre nazioni europee e non solo.
Un progetto condiviso per un sogno possibile
Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha fatto eco alle parole di Malagò, sottolineando che una futura candidatura dovrà essere “concordata e condivisa a cominciare dal Governo, dalle istituzioni cittadine e regionali, dal Comitato olimpico e anche da Sport e Salute”. Un approccio di sistema, dunque, che metta a frutto la lezione di Milano Cortina, dove la collaborazione tra i diversi attori istituzionali e privati è stata la chiave del successo. L’impatto positivo dei Giochi invernali, non solo in termini di immagine ma anche economici e occupazionali, rappresenta un forte incentivo a replicare il modello su scala ancora più grande.
Il dibattito è aperto e l’entusiasmo palpabile. L’eredità di Milano Cortina 2026 potrebbe essere molto più di medaglie e infrastrutture: potrebbe essere la scintilla per riportare la fiamma olimpica a brillare sul cielo di Roma, trasformando un sogno in una concreta opportunità di crescita e rinnovamento per la Capitale e per l’intero Paese.
