Sale l’attesa per i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e, con essa, si svelano i contorni di un progetto destinato a segnare un’edizione memorabile non solo per le imprese sportive, ma anche per la sua portata culturale. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) ha annunciato una vera e propria rivoluzione: per la prima volta nella sua storia, Casa Italia aprirà le sue porte al grande pubblico. Un cambio di passo epocale che trasformerà il tradizionale e riservato quartier generale della squadra olimpica in un’esperienza immersiva e accessibile a tutti, con l’ambizioso obiettivo di accogliere 120.000 visitatori.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di evoluzione iniziato nel 2016, che ha progressivamente mutato Casa Italia da semplice luogo di ospitalità a una sofisticata piattaforma di promozione del Sistema Paese. Per l’appuntamento olimpico casalingo, questo percorso giunge al suo culmine, proponendo un modello di accoglienza che fonde in maniera indissolubile l’agonismo sportivo con l’eccellenza culturale italiana.
Un Museo Diffuso: il Progetto “Musa” tra Milano, Cortina e Livigno
Il cuore pulsante di questa trasformazione sarà il progetto espositivo “Musa”, un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia ha esercitato per secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Casa Italia si articolerà in tre sedi prestigiose, creando un museo diffuso che collegherà le principali località olimpiche:
- Triennale Milano: il celebre palazzo dell’arte e del design sarà il fulcro dell’esposizione, un percorso scenografico ed emozionale dove sport, arte, architettura e design dialogheranno in modo profondo.
- Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo: nella perla delle Dolomiti, l’arte sarà protagonista in una sede che unisce storia e modernità, raccontando la capacità italiana di valorizzare la diversità.
- Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda a Livigno: concepito come un hub dinamico, ospiterà eventi, musica e incontri, celebrando l’energia olimpica e i “Medal Moment” in un’atmosfera di festa e condivisione.
Il progetto “Musa” si preannuncia grandioso nei numeri: seimila metri quadrati di superfici allestite, 504 oggetti di design, più di 700 corpi illuminanti e 310 metri quadrati di schermi LED. Saranno esposte 123 opere d’arte, con il coinvolgimento di 86 artisti italiani e internazionali, a testimonianza di un dialogo culturale vibrante e senza confini. A impreziosire il percorso, saranno presenti anche 60 oggetti iconici che hanno fatto la storia delle Olimpiadi, provenienti direttamente dall’Olympic Museum di Losanna.
Un Dialogo tra Sport e Cultura
Il concept di “Musa” affonda le sue radici nella visione originale del padre dei Giochi Olimpici moderni, Pierre de Coubertin, che immaginava un legame inscindibile tra sport e arte. L’esposizione alla Triennale di Milano, ad esempio, sarà articolata in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: dal linguaggio all’architettura, dalle arti figurative al gusto. Ogni sezione metterà in luce i valori condivisi tra la cultura italiana e il Movimento Olimpico, creando un ponte tra il gesto atletico e quello creativo.
Tra i cimeli sportivi esposti, si potranno ammirare le racchette di Marco Albarello, i guanti di Stefania Belmondo (Albertville 1992), gli scarponi di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni (Lillehammer 1994), fino alla divisa di Armin Zöggeler (Sochi 2014), a testimonianza di momenti indimenticabili dello sport invernale italiano.
L’Ospitalità e l’Alta Cucina, Patrimonio dell’Umanità
Parte integrante del progetto culturale sarà, come da tradizione, l’ospitalità, che per Milano Cortina 2026 assumerà un valore ancora più profondo. La cucina italiana, recentemente riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, sarà la protagonista indiscussa dell’offerta gastronomica. L’obiettivo è valorizzare la cultura del gusto come linguaggio comune e parte essenziale dell’identità italiana.
Una squadra di chef stellati e talenti del territorio curerà l’esperienza culinaria nelle tre sedi:
- A Milano, l’ambasciatore di Casa Italia fin da Rio 2016, Davide Oldani, sarà affiancato da Tommaso Arrigoni per offrire un’esperienza di alta cucina durante gli eventi istituzionali.
- A Cortina d’Ampezzo, i sapori della tradizione alpina saranno interpretati da Graziano Prest e Fabio Pompanin, che esalteranno le materie prime locali.
- A Livigno, una squadra di chef della Valtellina guiderà atleti e ospiti alla scoperta dei piatti tipici del territorio.
Questa storica apertura di Casa Italia non rappresenta solo un’opportunità unica per il pubblico di vivere da vicino l’atmosfera olimpica, ma segna anche la volontà di lasciare un’eredità culturale tangibile, rafforzando l’immagine di un’Italia che sa unire performance sportiva, innovazione e un patrimonio artistico e umano senza eguali.
