Città del Messico – Una vasta operazione delle forze federali messicane, condotta in coordinamento con l’intelligence statunitense, ha portato all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, meglio conosciuto come “El Mencho”, il leader del temuto e sanguinario Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG). L’operazione, avvenuta a Tapalpa, nello stato di Jalisco, ha innescato una violenta reazione da parte dell’organizzazione criminale, che ha messo a ferro e fuoco diverse aree del paese, creando posti di blocco, incendiando veicoli e ingaggiando scontri a fuoco con le autorità.
La notizia della morte del boss, sul cui capo pendeva una taglia da 15 milioni di dollari offerta dal governo degli Stati Uniti, è stata confermata dal Ministero della Difesa Nazionale. Secondo le prime ricostruzioni, “El Mencho” sarebbe rimasto gravemente ferito durante lo scontro a fuoco con i militari e sarebbe deceduto durante il trasporto aereo verso Città del Messico. Nell’operazione hanno perso la vita anche altri membri del cartello, tra cui, secondo alcune fonti, il figlio e primo successore designato, Rubén Oseguera.
La reazione della Presidente Sheinbaum
In un messaggio diffuso attraverso i suoi canali social, la Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum Pardo, ha commentato gli eventi, invitando la popolazione alla calma e assicurando il pieno coordinamento tra le istituzioni. “Il ministero della Difesa Nazionale ha riferito in merito all’operazione condotta questa mattina dalle forze federali, che ha causato diversi posti di blocco e altri incidenti. C’è pieno coordinamento con i governi di tutti gli Stati; dobbiamo rimanere informati e mantenere la calma”, ha scritto la Presidente.
Sheinbaum ha inoltre espresso il suo riconoscimento per l’operato delle forze dell’ordine: “Il mio riconoscimento all’Esercito, alla Guardia Nazionale, alle Forze Armate e al Gabinetto di Sicurezza. Lavoriamo ogni giorno per la pace, la sicurezza, la giustizia e il benessere del Messico”. In una successiva conferenza stampa, ha ribadito che la governabilità del paese è garantita e che la situazione sta tornando alla normalità.
Un’ondata di violenza senza precedenti
La morte di “El Mencho” ha scatenato la furia del CJNG, che ha risposto con una strategia di terrore coordinata. Diversi stati, tra cui Jalisco, Michoacán, Guanajuato e Aguascalientes, sono stati teatro di violenze diffuse. I membri del cartello hanno eretto i cosiddetti “narcobloqueos”, bloccando le principali arterie stradali con veicoli e camion dati alle fiamme per ostacolare l’intervento delle forze di sicurezza. Sono stati inoltre incendiati negozi, centri commerciali e distributori di benzina, gettando nel panico la popolazione.
Le autorità locali hanno attivato un'”allerta rossa”, invitando i cittadini a rimanere in casa e sospendendo i trasporti pubblici. Anche alcune compagnie aeree statunitensi e canadesi hanno cancellato i voli verso le zone interessate. Il bilancio degli scontri è ancora incerto, ma si parla di decine di morti, tra cui membri delle forze dell’ordine e civili.
Chi era “El Mencho”, il signore della droga
Nemesio Oseguera Cervantes, 59 anni, era considerato uno dei criminali più potenti e ricercati al mondo. Originario dello stato di Michoacán, aveva un passato da poliziotto prima di scalare i vertici della criminalità organizzata. Dopo essere stato deportato dagli Stati Uniti, dove aveva scontato una pena per spaccio di eroina, ha fondato il Cartello Jalisco Nueva Generación nel 2009.
Sotto la sua guida, il CJNG è cresciuto in modo esponenziale, diventando una delle organizzazioni criminali più ricche e violente del pianeta, superando in potenza anche il famigerato cartello di Sinaloa di “El Chapo” Guzmán. Il cartello è noto per la sua brutalità, l’uso di tattiche paramilitari, e per essere responsabile non solo del traffico di cocaina e metanfetamine, ma anche della massiccia diffusione del Fentanyl negli Stati Uniti. “El Mencho” era noto per la sua natura spietata e per aver sfidato apertamente lo stato messicano, orchestrando attacchi contro le forze di sicurezza e funzionari governativi, tra cui l’abbattimento di un elicottero militare nel 2015.
Le implicazioni economiche e di sicurezza
La morte di “El Mencho” rappresenta un duro colpo per il CJNG, ma solleva anche interrogativi sul futuro della sicurezza in Messico. L’immediata e violenta reazione del cartello dimostra la sua capacità di mobilitazione e il suo radicato controllo sul territorio. Dal punto di vista economico, il CJNG non è solo un’organizzazione dedita al narcotraffico, ma una vera e propria impresa criminale con interessi in estorsioni, contrabbando e riciclaggio, in grado di influenzare l’economia locale in diverse regioni.
La sfida per il governo di Claudia Sheinbaum sarà ora quella di contenere la violenza e prevenire una sanguinosa guerra di successione all’interno del cartello, che potrebbe ulteriormente destabilizzare il paese. La cooperazione con gli Stati Uniti, fondamentale per l’operazione che ha portato all’eliminazione del boss, si rivelerà cruciale anche nelle prossime fasi della lotta al crimine organizzato. L’episodio sottolinea ancora una volta la complessa interconnessione tra sicurezza interna, stabilità economica e relazioni internazionali per il Messico.
