CITTÀ DEL MESSICO – Il Messico è precipitato nel caos in seguito all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, meglio conosciuto come “El Mencho”, il fondatore e leader indiscusso del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più potenti e violente al mondo. La sua morte, avvenuta domenica 22 febbraio durante un’imponente operazione dell’esercito messicano nella località di Tapalpa, nello stato di Jalisco, ha rappresentato la scintilla che ha innescato una vera e propria guerriglia urbana, gettando il paese in uno stato di massima allerta.

L’OPERAZIONE FATALE A TAPALPA

Secondo le informazioni fornite dal Ministero della Difesa messicano, l’operazione mirava all’arresto del superboss, ma si è trasformata in un violento scontro a fuoco. Fonti governative hanno confermato che l’azione è stata condotta dalle forze speciali dell’esercito, con il supporto aereo e della Guardia Nazionale, e in coordinamento con l’intelligence degli Stati Uniti, che da tempo consideravano “El Mencho” un obiettivo prioritario. Sul suo capo pendeva una taglia da 15 milioni di dollari offerta dal governo americano. Durante il blitz, i militari sono stati attaccati dagli uomini del cartello; nella risposta al fuoco, quattro criminali sono morti sul colpo, mentre altri tre, tra cui lo stesso “El Mencho”, sono rimasti gravemente feriti. Il narcotrafficante, 59 anni, è deceduto durante il trasporto aereo verso Città del Messico. Nell’operazione sono stati uccisi altri sei membri del cartello, incluso, secondo alcune fonti, il figlio Rubén Oseguera, detto “El Menchito”, considerato il suo successore designato. Le autorità hanno inoltre sequestrato un arsenale da guerra, che includeva veicoli blindati e lanciarazzi.

I dettagli che hanno portato alla localizzazione del boss rivelano un’operazione di intelligence meticolosa. Il Ministro della Difesa, Ricardo Trevilla, ha spiegato che le forze di sicurezza sono riuscite a individuare “El Mencho” infiltrando un uomo nella cerchia di conoscenti di una delle sue amanti. Questo ha permesso di confermare la sua presenza a Tapalpa e di pianificare l’intervento scattato il 22 febbraio.

LA REAZIONE FURIOSA DEL CARTELLO: MESSICO A FERRO E FUOCO

La notizia della morte del leader ha scatenato l’immediata e brutale reazione del CJNG. In almeno 20 dei 31 stati messicani è esplosa la violenza, con una strategia coordinata di terrore. I membri del cartello hanno istituito centinaia di “narcobloqueos”, bloccando le principali arterie stradali con veicoli e camion dati alle fiamme per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine. Città come Guadalajara, la capitale di Jalisco, e località turistiche come Puerto Vallarta sono state messe in ginocchio. Si sono registrati incendi dolosi a negozi, banche, stazioni di servizio e supermercati. Persino basi della Guardia Nazionale sono state attaccate.

Il bilancio delle violenze è drammatico: si contano decine di vittime. Il Ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha confermato la morte di almeno 25 soldati della Guardia Nazionale in seguito a 27 agguati, oltre a 30 sicari del cartello uccisi. Il numero totale delle vittime degli scontri diffusi supera le 70 persone. Le autorità hanno dichiarato il “codice rosso” in diversi stati, invitando la popolazione a rimanere in casa e sospendendo le lezioni e il trasporto pubblico. Diverse compagnie aeree, tra cui Air Canada e United Airlines, hanno cancellato i voli verso la regione, e il porto di Manzanillo, il più importante del paese, ha sospeso le operazioni.

CHI ERA “EL MENCHO”, IL FANTASMA DEL NARCOTRAFFICO

Nemesio Oseguera Cervantes ha trasformato il Cartello Jalisco Nueva Generación, nato nel 2009 come una costola del cartello di Sinaloa, in una delle imprese criminali più redditizie e spietate del pianeta. Sotto la sua guida, il CJNG ha espanso le sue operazioni a livello globale, specializzandosi nel traffico di droghe sintetiche come il fentanil e le metanfetamine verso gli Stati Uniti, ma anche in attività come estorsioni e sequestri. La sua fama era quella di un leader sanguinario e imprendibile, la cui unica foto nota risaliva a oltre vent’anni fa. Il CJNG si è distinto per la sua brutalità e per la sua struttura quasi paramilitare, dotata di armamenti pesanti e capace di sfidare apertamente lo Stato messicano.

IL FUTURO INCERTO: GUERRA DI SUCCESSIONE E INSTABILITÀ

L’eliminazione di “El Mencho” rappresenta un colpo significativo, sia a livello operativo che simbolico, per il governo della presidente Claudia Sheinbaum, che ha invitato la popolazione alla calma. Tuttavia, gli analisti sono concordi nel ritenere che la sua morte non segni la fine del CJNG. Al contrario, si apre ora uno scenario ad alto rischio, caratterizzato da una probabile e violenta lotta per la successione. Tra i possibili successori figurano nomi come Audias Flores Silva, “El Jardinero”, e Erick Valencia Salazar, “El 85”, co-fondatore del cartello. Questa fase di transizione potrebbe favorire i cartelli rivali, in primis quello di Sinaloa, pronti ad approfittare del vuoto di potere per riconquistare territori e rotte del narcotraffico. La preoccupazione principale è che la frammentazione interna al CJNG possa portare a un’ulteriore escalation della violenza in tutto il Messico.

Di atlante

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