Cagliari – Una svolta epocale si delinea all’orizzonte per il Cagliari Calcio. Con una mossa che ridefinisce gli equilibri societari, il fondo di investimento statunitense Praxis ha ufficialmente incrementato la propria partecipazione nel club, raggiungendo il 49% del capitale sociale. L’operazione, formalizzata con la cessione di un ulteriore 29% da parte dell’azionista di controllo Fluorsid Group, guidato dal presidente Tommaso Giulini, segna un passo decisivo nel percorso di crescita e internazionalizzazione della società rossoblù.
Nonostante il rafforzamento della minoranza qualificata, il timone del club rimane saldamente nelle mani di Tommaso Giulini, che conserva il 51% delle quote e la piena continuità gestionale. Tuttavia, l’operazione è tutt’altro che simbolica: essa consolida una partnership strategica nata su una “visione industriale condivisa”, come recita il comunicato ufficiale del club, e proietta il Cagliari verso un futuro ambizioso, il cui fulcro è rappresentato dal progetto del nuovo stadio.
UNA SCALATA STRATEGICA: DA NOVEMBRE A OGGI
L’ingresso del gruppo di investitori americani nel capitale del Cagliari non è un fulmine a ciel sereno. Il primo passo era stato compiuto nel novembre 2025, con l’acquisizione di una quota iniziale del 20%. Già allora, l’obiettivo dichiarato era quello di supportare la crescita del club e, in particolare, l’iter per la costruzione del nuovo impianto. L’investimento complessivo del gruppo americano, con quest’ultima tranche, supera i 45 milioni di euro, a testimonianza della solidità e della serietà del progetto.
A rappresentare gli interessi del fondo Praxis sono due figure chiave, già inserite nei quadri dirigenziali del club: Maurizio Fiori e Prashant Gupta. Fiori, sardo di Carbonia classe ’72 e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1990, è stato nominato vicepresidente del club, portando con sé non solo competenze finanziarie ma anche un profondo legame con il territorio. “Per me non è solo un investimento, ma un privilegio e una responsabilità di profondo valore,” aveva dichiarato Fiori al suo ingresso in società, sottolineando come il Cagliari rappresenti “la resilienza, passione e senso di appartenenza che unisce tutti i sardi”. Al suo fianco, nel consiglio di amministrazione, siede Prashant Gupta, a completare la rappresentanza del fondo a stelle e strisce.
IL NUOVO STADIO: IL CUORE DEL PROGETTO
La collaborazione tra Giulini e Praxis è orientata in maniera preponderante a sostenere il progetto del nuovo stadio, che sorgerà sulle ceneri del vecchio Sant’Elia e sarà intitolato alla leggenda Gigi Riva. Questa infrastruttura è considerata l’asset strategico fondamentale per garantire al Cagliari un futuro sostenibile e competitivo ai massimi livelli. L’impianto, il cui costo si aggira intorno ai 187 milioni di euro, è un’opera complessa che vedrà il contributo di fondi pubblici e privati.
L’iniezione di capitali da parte di Praxis è funzionale proprio a questo scopo: rafforzare la struttura patrimoniale, organizzativa e gestionale del club per affrontare un investimento di tale portata. La realizzazione dello stadio, infatti, non solo doterà la squadra di una casa moderna e funzionale, ma farà anche lievitare il valore patrimoniale della società, stimato passare dagli attuali 7,5 milioni a circa 120 milioni di euro. Un salto di qualità che renderebbe il club ancora più solido e appetibile. Inoltre, il nuovo impianto è candidato a diventare una delle sedi per gli Europei del 2032, un’opportunità che sbloccherebbe ulteriori finanziamenti governativi.
SCENARI FUTURI: GIULINI RESTERÀ AL COMANDO?
Se da un lato la nota ufficiale del club parla di “piena continuità gestionale”, dall’altro l’incremento della quota di Praxis al 49% apre a interrogativi sul futuro a lungo termine della proprietà. Alcune fonti riportano l’esistenza di un’opzione d’acquisto per il 100% delle quote a favore del fondo americano. Secondo queste indiscrezioni, il presidente Giulini preferirebbe attendere il completamento dell’iter per il nuovo stadio prima di considerare un’eventuale cessione totale, proprio per massimizzare il valore dell’operazione.
Al momento, però, la partnership appare solida e basata su obiettivi comuni. La governance rimane in mano a Giulini, ma l’influenza americana è destinata a crescere, portando un approccio manageriale e una visione internazionale che potrebbero rivelarsi decisivi per le ambizioni del Cagliari Calcio. Il club sardo, con le sue profonde radici nel territorio, si apre al mondo, sognando un futuro di successi sportivi e solidità economica, a partire dalla costruzione della sua nuova casa.
