Genova – Non chiamatelo ancora spareggio, perché il verdetto finale è ancora lontano di un terzo di campionato, ma l’aria che si respira al “Luigi Ferraris” è quella delle partite che pesano come macigni. Genoa contro Torino non è una semplice gara di fine febbraio, ma un crocevia fondamentale nella lotta per non retrocedere. I granata di Marco Baroni arrivano in Liguria con l’acqua alla gola, consapevoli di non poter più commettere passi falsi. Il margine sulla Fiorentina terzultima si è eroso, riducendosi a soli sei punti, e il trend del 2026 è a dir poco allarmante: appena due vittorie, di cui una sola, lo 0-3 di Verona, ha visto la firma del suo uomo più atteso, Giovanni Simeone.
Baroni sotto esame, il Toro cerca la scossa
La panchina di Marco Baroni è tornata a essere oggetto di attente osservazioni. La mancanza di risultati ha minato le certezze e la trasferta di Genova assume i contorni di un esame decisivo. Dopo la sconfitta interna con il Bologna, la squadra è chiamata a una reazione d’orgoglio e di carattere per allontanare gli spettri di una crisi che potrebbe diventare irreversibile. L’allenatore, che predilige un calcio verticale e aggressivo, deve trovare la chiave per sbloccare una squadra che fatica a trovare la via del gol e che ha mostrato preoccupanti fragilità difensive. I dati statistici delle ultime uscite sono impietosi e certificano un momento di grande difficoltà. La società ha rinnovato la fiducia al tecnico, ma è chiaro che servono punti, e in fretta.
Simeone, il ritorno del “Cholito” dove tutto ebbe inizio
Per uscire dalle sabbie mobili, Baroni si affida al suo numero 9, l’uomo dal destino incrociato con i colori rossoblù: Giovanni “Cholito” Simeone. Per l’attaccante argentino, quella di Marassi non sarà mai una partita come le altre. Fu proprio con la maglia del Genoa, nella stagione 2016-2017, che il suo talento esplose nel calcio italiano, segnando 12 reti e conquistando i tifosi del Grifone. Ora, il destino lo riporta in quello stadio da avversario, con il pesante fardello di dover trascinare il Torino fuori dalla crisi. L’ultimo suo gol risale proprio a quella vittoria a Verona, all’inizio dell’anno. Un digiuno troppo lungo per un bomber del suo calibro. Spezzarlo proprio contro il suo passato sarebbe una sceneggiatura perfetta, e rappresenterebbe la sua quarta rete da ex contro il Genoa. Un gol che non avrebbe il sapore della vendetta, ma quello vitale della speranza.
Le scelte di formazione: dubbi e certezze per Baroni
L’avvicinamento alla gara è stato caratterizzato da diversi dubbi di formazione per il tecnico granata. La certezza è l’assenza per infortunio di Che Adams, fermato da un problema muscolare al polpaccio. Questo apre un ballottaggio serrato per affiancare Simeone in attacco, con Duvan Zapata e Sandro Kulenovic a contendersi una maglia da titolare. Le incertezze non si limitano al reparto offensivo. In difesa, si va verso la conferma del terzetto composto da Marianucci, Maripan e Coco a protezione della porta di Paleari, nonostante il recupero di Ismajli. Anche a centrocampo la situazione è fluida, con due duelli ancora aperti:
- Casadei-Gineitis
- Ilkhan-Prati
L’unica vera certezza in mediana è la presenza dal primo minuto del capitano e faro tecnico della squadra, Nikola Vlasic, a cui sono affidate le chiavi della manovra offensiva granata.
L’orgoglio dei tifosi: 1500 cuori granata a Marassi
Nonostante il momento difficile e la recente contestazione contro la società, che ha portato a degli spazi vuoti sugli spalti del “Grande Torino” nelle ultime uscite casalinghe, l’amore del popolo granata non conosce ostacoli. A Marassi, infatti, è prevista una massiccia presenza di tifosi ospiti. Saranno circa 1500 i sostenitori che affronteranno la trasferta per spingere la squadra verso una vittoria che potrebbe cambiare il volto della stagione. Un segnale forte, che testimonia un legame viscerale e una passione che non si affievolisce di fronte alle difficoltà, ma che, al contrario, si esalta nel momento del bisogno.
