Milano – Un sospiro di sollievo misto alla consapevolezza di un percorso ancora irto di ostacoli. I sette ragazzi italiani, sopravvissuti alla strage della notte di Capodanno nel locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera, e attualmente ricoverati presso il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, sono stati dichiarati fuori pericolo di vita. A comunicarlo è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha però tenuto a precisare come per molti di loro le condizioni rimangano “molto serie”.
La notizia, pur rappresentando un passo avanti fondamentale, non segna la fine dell’emergenza. Il cammino verso il pieno recupero si preannuncia lungo e complesso. “Non è che sono guariti”, ha specificato Bertolaso, evidenziando come il lavoro dell’equipe medica sia ancora cruciale. Per cinque dei sette giovani, le dimissioni non avverranno prima di “mesi”, mentre per gli altri due si parla di “qualche settimana”.
Un percorso a ostacoli tra fisico e psicologia
L’assessore ha descritto il percorso che attende i ragazzi come “problematico, pieno di ostacoli, con alti e bassi e con momenti di preoccupazione”. Tutti i giovani sono coscienti e consapevoli della lunga degenza che li attende, un fattore che aggiunge una componente psicologica significativa al già difficile recupero fisico. Oltre alle ustioni, infatti, una delle maggiori preoccupazioni fin dall’inizio ha riguardato le gravi problematiche respiratorie legate all’inalazione di sostanze tossiche durante l’incendio. Questo ha richiesto cure intensive e un monitoraggio costante, complicando ulteriormente il quadro clinico.
L’impegno del personale sanitario del Niguarda, un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale nella gestione delle grandi ustioni, è stato encomiabile. Medici, infermieri e tecnici sono stati insigniti del premio speciale ‘Rosa Camuna’ dalla Regione Lombardia per la loro professionalità e dedizione. Un lavoro imponente, come descritto in precedenza da Bertolaso, che ha visto operazioni di medicazione durare anche due ore per singolo paziente, con l’impiego di quattro infermieri contemporaneamente.
La tragedia di Crans-Montana e le indagini
La notte del 31 dicembre, un devastante incendio divampato nel locale seminterrato ‘Le Constellation’ ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di oltre un centinaio di giovani. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato innescato da candele pirotecniche che hanno dato fuoco al rivestimento fonoassorbente del soffitto. Le indagini, condotte dalle autorità svizzere in collaborazione con quelle italiane, si concentrano sulle responsabilità dei proprietari del locale per il mancato rispetto delle norme antincendio. Le testimonianze dei sopravvissuti parlano di uscite di sicurezza sbarrate e di una gestione dell’emergenza caotica, elementi che sono ora al vaglio degli inquirenti.
La vicenda ha avuto anche importanti ripercussioni diplomatiche tra Italia e Svizzera, in particolare dopo la scarcerazione su cauzione di uno dei proprietari del locale. La Regione Lombardia ha inoltre approvato una mozione per valutare la costituzione di parte civile nel procedimento penale avviato in Svizzera, a tutela dei propri cittadini coinvolti.
La solidarietà e il sostegno
In questo difficile percorso, i ragazzi non sono soli. La visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 2 febbraio, è stata descritta da Bertolaso come “la medicina più bella”, un gesto che ha infuso coraggio e speranza nei giovani pazienti e nelle loro famiglie. Anche il mondo dello sport ha mostrato la sua vicinanza: le maglie di Milan e Inter sono appese ai letti dei ragazzi, in un “derby di grande affetto” che testimonia la solidarietà dell’intera comunità.
Mentre la giustizia fa il suo corso e le diplomazie lavorano per superare le tensioni, l’attenzione resta concentrata sulla salute di questi giovani. La strada è ancora in salita, un “guado complicato” come lo ha definito l’assessore Bertolaso, ma la speranza, alimentata dalla competenza dei medici e dall’affetto di un intero Paese, non si spegne.
