Una ventata di ottimismo ha soffiato sui mercati azionari del Vecchio Continente, che hanno archiviato la seduta in netto rialzo, interpretando positivamente i dati macroeconomici giunti dagli Stati Uniti e lasciandosi trascinare da alcune trimestrali societarie di rilievo. Nonostante un avvio incerto di Wall Street, gli investitori europei hanno mostrato fiducia, mantenendo alta l’attenzione sulle prossime decisioni delle banche centrali, BCE e Federal Reserve in primis, e sugli equilibri geopolitici internazionali, con un occhio di riguardo per il fronte USA-Iran.
L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha segnato un progresso dello 0,4%, ma è stata Piazza Affari a distinguersi come la migliore, con il FTSE MIB in crescita dell’1,3%. Positive anche le altre principali piazze finanziarie: Parigi ha guadagnato lo 0,7%, mentre Londra e Madrid hanno registrato un +0,5% e Francoforte un più cauto +0,2%.
Dati USA: Tra Rallentamento del PIL e Inflazione Sotto Osservazione
A catalizzare l’attenzione degli operatori sono stati i dati preliminari sul Prodotto Interno Lordo (PIL) statunitense del quarto trimestre 2025. L’economia americana ha mostrato un rallentamento più marcato del previsto, con una crescita dell’1,4% su base trimestrale, inferiore sia al 4,4% del trimestre precedente sia alle stime degli analisti che si attendevano un +2,8%. Questo rallentamento, trainato da una frenata dei consumi, potrebbe influenzare le future decisioni della Federal Reserve.
Sul fronte dell’inflazione, l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), il preferito dalla Fed per le sue valutazioni, è salito leggermente al 2,9%, mentre la sua versione “core” (che esclude alimentari ed energia) si è attestata al 2,7%. Sebbene quest’ultimo dato sia lievemente sopra le attese, indica una pressione inflazionistica che, pur persistendo, non accelera in modo preoccupante, alimentando le speranze per un approccio meno restrittivo da parte della banca centrale.
Piazza Affari in Rally: Moncler e Unipol Protagoniste
A Milano, la giornata è stata dominata dai conti societari, che hanno innescato veri e propri rally su alcuni titoli. A brillare è stata soprattutto Moncler, che ha chiuso con un balzo di circa il 12%. Il gruppo dei piumini di lusso ha chiuso il 2025, il suo miglior anno di sempre, con ricavi che hanno superato i 3 miliardi di euro, battendo le attese. La notevole accelerazione delle vendite nel quarto trimestre, trainata anche dal marchio Stone Island, ha convinto gli investitori, proiettando fiducia sul futuro del gruppo.
Performance eccezionale anche per Unipol, che ha guadagnato il 6,7% dopo aver presentato risultati preliminari per il 2025 in forte crescita. L’utile netto consolidato ha raggiunto 1,53 miliardi di euro, con un aumento del 36,8% rispetto all’anno precedente. Il gruppo assicurativo ha superato già nel primo anno gli obiettivi del piano industriale e ha proposto un dividendo sostanzioso, premiando la fiducia degli azionisti.
La spinta positiva ha contagiato l’intero settore bancario e assicurativo, tra i migliori della giornata. Bene Banco Bpm (+4%), Mps (+3,5%) e Mediobanca (+3,4%). In territorio positivo anche Tim (+1,3%), in attesa della pubblicazione dei suoi risultati.
In controtendenza, invece, il settore energetico, penalizzato dal calo del prezzo del petrolio. Vendite su Tenaris (-2,3%), mentre Eni è rimasta sostanzialmente invariata (-0,09%). In rosso anche Ferrari (-1%).
Materie Prime e Obbligazionario: Oro Bene Rifugio, Spread Stabile
Il mercato delle materie prime ha mostrato un andamento a due velocità. Da un lato, prosegue la debolezza dei prezzi energetici:
- Il gas naturale ad Amsterdam ha ceduto il 4%, scendendo a 32,20 euro al megawattora.
- Il petrolio ha visto il WTI perdere lo 0,2% a 66,29 dollari al barile e il Brent arretrare dello 0,3% a 71,45 dollari.
Dall’altro lato, l’oro continua la sua corsa, confermandosi come bene rifugio in un contesto di incertezza economica e tensioni geopolitiche. Il metallo prezioso ha guadagnato lo 0,8%, superando i 5.034 dollari l’oncia. Questa tendenza riflette la ricerca di sicurezza da parte degli investitori, che vedono nell’oro una protezione contro l’inflazione e la volatilità dei mercati.
Sul fronte del mercato obbligazionario, la seduta è stata relativamente tranquilla. Lo spread tra BTP e Bund decennali è rimasto stabile in area 60 punti base, con il rendimento del titolo italiano al 3,34% e quello tedesco al 2,73%. Questa stabilità suggerisce che, al momento, non ci sono particolari tensioni sul debito sovrano italiano.
Lo Sfondo Geopolitico: le Tensioni USA-Iran
A completare il quadro c’è il fattore geopolitico. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran rimangono un elemento di potenziale instabilità per i mercati. Sebbene nelle ultime ore non si siano registrate escalation significative, la situazione resta fluida e viene monitorata con apprensione. Un eventuale inasprimento del confronto potrebbe avere ripercussioni dirette sui prezzi del petrolio e aumentare l’avversione al rischio a livello globale, spingendo ulteriormente gli investitori verso beni rifugio come l’oro.
