Un omaggio sentito, profondo e visionario a una delle icone più influenti e rivoluzionarie della musica del Novecento. Giovedì 19 febbraio 2026, il palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara ha ospitato “Kind of Miles”, un’opera teatrale e musicale ideata, scritta e interpretata dal celebre trombettista Paolo Fresu. L’evento, inserito nella prestigiosa rassegna “Extra”, ha celebrato il centenario della nascita di Miles Davis, offrendo al pubblico un ritratto poliedrico e affascinante dell’uomo e dell’artista che ha cambiato per sempre la storia del jazz.
Un tributo che unisce parola, musica e immagine
“Kind of Miles” non è un semplice concerto, ma un’esperienza immersiva che intreccia diversi linguaggi artistici. Fresu, nella triplice veste di autore, compositore e musicista, ha guidato gli spettatori in un viaggio attraverso la vita e la carriera di Davis, scomparso nel 1991. Il racconto, intimo e personale, si è fuso con un percorso musicale che ha ripercorso le tappe fondamentali dell’evoluzione sonora del “Principe delle Tenebre”. L’intento, pienamente riuscito, è stato quello di restituire non solo la genialità musicale, ma anche la complessa e talvolta eccentrica personalità di un artista che ha fatto della continua ricerca e della contaminazione la sua cifra stilistica.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, si è distinto per la sua struttura duale, proponendo un’alternanza tra momenti acustici ed elettrici. Questa scelta ha permesso di esplorare le diverse anime di Davis, dal lirismo delle ballad alla potenza del jazz-rock e del funk, generi che ha abbracciato e trasformato con audacia. Ad arricchire ulteriormente la narrazione, un coinvolgente impianto visivo curato dai new media artist Marco Usuelli e Alexandre Cayuela, che hanno creato mondi virtuali e proiezioni suggestive, trasformando il concerto in un’esperienza multisensoriale.
Un ensemble di talenti per un suono unico
Sul palco, al fianco di Paolo Fresu (tromba e flicorno), un ensemble di musicisti di altissimo livello ha dato vita alle complesse partiture e alle intense improvvisazioni. La formazione includeva: Bebo Ferra alla chitarra elettrica, Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso, Federico Malaman al basso elettrico, Filippo Vignato al trombone, multieffetti e synth, e una doppia sezione ritmica con Stefano Bagnoli e Christian Meyer alla batteria. Questa ricchezza strumentale ha permesso di ricreare la densità sonora e la varietà timbrica che caratterizzavano le diverse fasi della carriera di Davis.
La regia di Andrea Bernard ha sapientemente orchestrato i diversi elementi dello spettacolo, creando un flusso narrativo coerente e avvincente. La durata di 90 minuti, senza intervallo, ha contribuito a mantenere alta la tensione emotiva, immergendo completamente il pubblico nell’universo davisiano.
L’innovazione tecnologica al servizio dell’emozione
Un aspetto particolarmente innovativo di “Kind of Miles” è stata l’integrazione di una componente tecnologica sviluppata in collaborazione con la Libera Università di Bolzano. Durante l’esibizione, gli impulsi cerebrali e cardiaci di Paolo Fresu sono stati tradotti in tempo reale in elementi visivi proiettati sulla scena. Questa fusione tra arte e scienza ha permesso di “vedere” l’emozione del musicista, aggiungendo un ulteriore livello di profondità e connessione con il pubblico.
Il centenario di Miles Davis: una celebrazione globale
Lo spettacolo di Ferrara si inserisce in un contesto di celebrazioni internazionali per il centenario della nascita di Miles Davis (1926-2026). In tutto il mondo, musicisti e istituzioni culturali stanno rendendo omaggio a un artista che non ha mai smesso di sperimentare, superando i confini del jazz per dialogare con il rock, il funk e l’elettronica. Progetti come “Kind of Miles” e i tour di artisti come Marcus Miller, storico collaboratore di Davis, testimoniano l’eredità ancora viva e pulsante di un musicista che ha insegnato il coraggio di guardare sempre avanti.
L’evento al Teatro Comunale ha rappresentato un’occasione preziosa per riscoprire o approfondire la conoscenza di una figura cardine della musica contemporanea, attraverso la sensibilità e il talento di uno dei più apprezzati jazzisti italiani. Un dialogo tra giganti, un ponte tra passato e presente che conferma, ancora una volta, la potenza universale e senza tempo della grande musica.
