BORMIO (Sondrio) – Un turbine di emozioni contrastanti, un mix di delusione personale e di felicità collettiva. Si può riassumere così il pomeriggio di Giulia Murada, che ha chiuso al quinto posto la finale della sprint femminile di sci alpinismo, gara che ha segnato lo storico debutto di questa disciplina ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Sulla pista Stelvio di Bormio, sotto una fitta nevicata che ha reso l’atmosfera ancora più epica, l’atleta valtellinese ha lottato fino alla fine, vedendo però svanire il sogno di una medaglia olimpica casalinga.
Una partenza che costa caro
A condizionare la prestazione dell’azzurra è stata soprattutto la partenza. “Non hanno funzionato i cambi ma anche la partenza. Non ho capito cosa sia successo, stavo aspettando i segnali di via ma ho sentito solo lo sparo e ho iniziato la gara in maniera un po’ confusa”, ha dichiarato a caldo una visibilmente amareggiata Murada in zona mista. Quei pochi metri persi allo start si sono rivelati decisivi in una gara dal ritmo forsennato, dove ogni secondo è prezioso. Nonostante il tentativo di rimonta, il distacco accumulato non le ha permesso di lottare per le posizioni da podio. “Mi è mancata un po’ anche la gamba e mi dispiace tantissimo”, ha aggiunto l’atleta del Centro Sportivo Esercito.
Un podio storico senza l’Italia
La medaglia d’oro, la prima nella storia dello sci alpinismo olimpico, è andata alla svizzera Marianne Fatton, capace di sovvertire i pronostici e superare la grande favorita, la francese Emily Harrop, che si è dovuta accontentare dell’argento. Il bronzo è stato conquistato dalla spagnola Ana Alonso Rodriguez, protagonista di una rimonta incredibile dopo un grave infortunio. La tedesca Tatjana Paller ha chiuso al quarto posto, appena davanti a Giulia Murada.
La finale è stata tecnicamente ed emotivamente intensa. La Harrop ha condotto la prima parte di gara, ma la Fatton è stata impeccabile nella seconda transizione, guadagnando un vantaggio decisivo che ha mantenuto fino al traguardo.
“Delusa, ma super felice per il mio sport”
Nonostante l’amarezza per il risultato personale, le parole di Giulia Murada rivelano la grandezza di un’atleta capace di guardare oltre la propria performance. “Sarà un pomeriggio interessante perché provo veramente un mix di emozioni diversissime. Sono delusa dalla mia gara, ma super felice per il mio sport ed emozionata per tutta la gente che è qua. Per questa giornata”, ha confessato. L’esordio dello sci alpinismo alle Olimpiadi è stato un successo, con un’incredibile presenza di pubblico a fare da cornice nonostante le difficili condizioni meteo.
Un pensiero speciale è andato alla famiglia e agli amici presenti: “Certo, speravo di abbracciare amici e famiglia con una medaglia al collo, adesso saranno loro a darmi un abbraccio di consolazione”. Un affetto ancora più importante in un momento delicato per l’atleta, colpita da un lutto familiare alla vigilia dell’evento: “Il giorno prima della cerimonia di apertura è venuta a mancare mia zia. L’ho portata con me in questo giorno”.
Il percorso delle altre azzurre e le prospettive future
La giornata inaugurale dello sci alpinismo olimpico ha visto in gara anche Alba De Silvestro, eliminata in semifinale. La bellunese, valtellinese d’adozione, ha ammesso di aver faticato a causa della neve pesante, ma guarda già con fiducia alla prossima gara. Per l’Italia, infatti, l’attenzione si sposta ora sulla staffetta mista, che rappresenta un’importante occasione di riscatto. In campo maschile, Michele Boscacci non è riuscito a superare le batterie nella sprint.
Il debutto dello sci alpinismo a Bormio, al di là dei risultati individuali, segna una pagina indelebile nella storia degli sport invernali, consacrando una disciplina che unisce fatica, tecnica e amore per la montagna sul palcoscenico più prestigioso.
