DOHA, QATAR – Il cemento del Khalifa International Tennis and Squash Complex di Doha si è trasformato nel palcoscenico di una delle sorprese più clamorose di questo inizio di stagione tennistica. La finale tanto attesa tra i due dominatori del circuito, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, non avrà luogo. A infrangere i pronostici e i sogni dei tifosi è stato il giovane e talentuoso Jakub Mensik, che con una prestazione maiuscola ha eliminato il numero 2 del mondo, Jannik Sinner, al termine di una battaglia durata poco più di due ore. Il punteggio finale, 7-6, 2-6, 6-3, fotografa perfettamente l’andamento di un match intenso e ricco di colpi di scena.
La cronaca di una sconfitta inattesa
L’incontro, disputatosi in sessione serale e ritardato dalla maratona precedente tra Alcaraz e Khachanov, ha visto un primo set giocato sul filo dell’equilibrio. Entrambi i giocatori hanno tenuto con autorità i propri turni di servizio, senza concedere palle break, fino a giungere all’inevitabile tie-break. Qui, il ventenne ceco ha dimostrato una freddezza glaciale, imponendosi per 7-3 e mettendo la freccia. La reazione di Sinner non si è fatta attendere. Nel secondo parziale, l’altoatesino ha cambiato marcia, approfittando anche di un leggero calo di Mensik, e ha dominato la scena. Con due break consecutivi, ha chiuso rapidamente sul 6-2, ristabilendo la parità e lasciando presagire a un terzo set a senso unico.
Tuttavia, il tennis è sport imprevedibile e Mensik, attuale numero 16 del ranking ATP ma destinato a una rapida ascesa, ha dimostrato di avere non solo il talento ma anche la tempra del campione. In avvio di frazione decisiva, ha sorpreso Sinner strappandogli immediatamente il servizio. Un break che si è rivelato pesantissimo. Nonostante i tentativi di rientro dell’italiano, il ceco ha difeso il vantaggio con un servizio potente e preciso, riuscendo addirittura a ottenere un secondo break nel nono gioco per sigillare la vittoria più prestigiosa della sua giovane carriera.
Alcaraz soffre ma avanza, ora la sfida con Rublev
Dall’altra parte del tabellone, il numero 1 al mondo Carlos Alcaraz ha dovuto lottare duramente per avere la meglio sul coriaceo russo Karen Khachanov. Lo spagnolo si è imposto in rimonta con il punteggio di 6-7, 6-4, 6-3 dopo una battaglia di due ore e mezza. Una vittoria di carattere che lo proietta in semifinale, dove ad attenderlo ci sarà un altro temibile russo, Andrey Rublev. Il campione in carica del torneo ha superato nei quarti il greco Stefanos Tsitsipas con il punteggio di 6-3, 7-6, confermando il suo ottimo stato di forma sui campi di Doha.
Le prospettive: Mensik contro Fils, Sinner guarda a Indian Wells e Miami
Per Jakub Mensik, l’avventura a Doha continua con una semifinale tanto inattesa quanto meritata contro il francese Arthur Fils. Il transalpino, numero 40 del mondo, è reduce da un lungo stop per infortunio ma ha mostrato un ottimo livello di gioco, superando nei quarti il ceco Jiri Lehecka. Si preannuncia una sfida tra due dei talenti più fulgidi della Next Gen.
Per Jannik Sinner, invece, questa sconfitta rappresenta un brusco stop dopo la semifinale persa a Melbourne contro Novak Djokovic. L’azzurro, che rientrava in campo in una fase della stagione che lo scorso anno saltò a causa della sospensione legata al caso Clostebol, avrà modo di rifarsi nei prestigiosi Masters 1000 americani di Indian Wells e Miami. Un’occasione per ritrovare le migliori sensazioni e continuare la caccia alla prima posizione mondiale. Nonostante la sconfitta, Sinner guadagna 100 punti nel ranking, ma vede Alcaraz potenzialmente allungare il suo vantaggio.
Doppio amaro per Bolelli e Vavassori
Le note dolenti per i colori azzurri non si sono limitate al singolare. Anche nel torneo di doppio, la coppia formata da Simone Bolelli e Andrea Vavassori ha visto interrompersi il proprio cammino in semifinale. I due italiani si sono dovuti arrendere al duo composto dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten, che si sono imposti con il punteggio di 7-5, 6-4. Una sconfitta che brucia, contro avversari che si confermano la loro “bestia nera”, avendoli già battuti ad Adelaide e alle Finals di Torino.
