Il Gruppo Volkswagen ha annunciato un imponente piano di risparmio con l’obiettivo di ridurre i costi operativi del 20% entro la fine del 2028. La notizia, anticipata dalla rivista tedesca Manager Magazine, è stata confermata da diverse fonti e delinea una strategia “massiccia” per affrontare quella che viene definita una “tempesta perfetta”: la combinazione di una crisi sul mercato cinese, l’impatto dei dazi statunitensi e una competizione internazionale sempre più agguerrita.
L’amministratore delegato, Oliver Blume, e il direttore finanziario, Arno Antlitz, hanno presentato il piano ai vertici aziendali durante una riunione a porte chiuse a Berlino a metà gennaio. L’urgenza di questa manovra, che secondo le stime equivale a un taglio di circa 60 miliardi di euro nei prossimi tre anni, nasce dalla preoccupazione per i rendimenti del gruppo, messi a dura prova da un contesto geopolitico ed economico sempre più complesso.
Le cause della crisi: Cina, dazi e nuovi competitor
Alla base di questa drastica decisione ci sono tre fattori principali che stanno erodendo la redditività del colosso di Wolfsburg:
- Il mercato cinese: Un tempo motore della crescita per i costruttori occidentali, oggi il mercato cinese è diventato un campo di battaglia dominato da produttori locali che offrono veicoli elettrici a prezzi competitivi e tecnologicamente avanzati. Volkswagen, che in Cina vende circa il 30% delle sue auto, ha registrato un calo delle vendite, faticando a tenere il passo con la rapida evoluzione del mercato e la guerra dei prezzi scatenata dai brand locali come BYD e NIO.
- I dazi statunitensi: Le barriere commerciali imposte dagli Stati Uniti colpiscono duramente le esportazioni europee, aumentando i costi e riducendo i margini di profitto. Questo fattore geopolitico ha un impatto significativo sui conti del gruppo, costringendolo a rivedere le proprie strategie commerciali a livello globale.
- Aumento della competizione: L’ascesa di nuovi player, soprattutto asiatici, ha intensificato la competizione nel settore automobilistico. Questi nuovi concorrenti stanno spingendo sull’innovazione e comprimendo i prezzi, costringendo i marchi storici come Volkswagen a una profonda revisione industriale per rimanere competitivi.
La strategia di efficientamento: cosa prevede il piano
Il piano di riduzione dei costi coinvolgerà tutti i marchi del gruppo (Volkswagen, Audi, Porsche, Skoda, Seat/Cupra, Bentley, Lamborghini) e si concentrerà su diversi aspetti chiave per aumentare l’efficienza e la produttività.
Uno dei pilastri della strategia sarà una maggiore integrazione e sinergia tra i brand, in particolare quelli del segmento di volume come Volkswagen, Škoda e Seat/Cupra. L’obiettivo è ridurre le duplicazioni operative, centralizzare funzioni chiave come lo sviluppo e gli acquisti, e aumentare la condivisione di piattaforme e processi produttivi. Questo approccio mira a ridurre i costi fissi per veicolo, un’esigenza resa ancora più pressante dagli ingenti investimenti richiesti dalla transizione verso l’elettrico e il software.
Impatto sull’occupazione e futuro degli stabilimenti
Una delle questioni più delicate riguarda l’impatto del piano sull’occupazione e sulla rete produttiva. Sebbene la dirigenza abbia espresso l’intenzione di evitare licenziamenti di massa in Germania, facendo leva su uscite volontarie e accordi con i sindacati, non si esclude la possibilità di chiusure di stabilimenti. Questa ipotesi ha già messo in allarme le rappresentanze sindacali, che hanno ricordato un accordo del 2024 che escludeva la chiusura di impianti per ragioni operative.
Il marchio Volkswagen aveva già annunciato a gennaio un piano per ridurre le posizioni dirigenziali e consolidare la piattaforma produttiva, con un obiettivo di risparmio di 1 miliardo di euro. La nuova manovra estende e intensifica questo approccio a tutto il gruppo, segnalando la fine di un’era industriale basata su una crescita lineare e margini consolidati.
Ulteriori dettagli sul piano strategico dovrebbero essere forniti da Oliver Blume durante la conferenza stampa sui risultati annuali, prevista per il 10 marzo. Sarà un appuntamento cruciale per comprendere le mosse future del gigante tedesco e il suo percorso per navigare le complesse sfide del mercato automobilistico globale.
