COURMAYEUR (Aosta) – Una drammatica tragedia ha colpito la Val Veny, ai piedi del Monte Bianco, dove una valanga di notevoli dimensioni si è staccata nella tarda mattinata di domenica 15 febbraio, nel canale del Vesses, un’area molto frequentata dagli amanti del fuoripista sopra Courmayeur. Il bilancio finale è di tre morti, tutti giovani freerider di nazionalità francese, residenti nella vicina area di Chamonix.
La dinamica dell’incidente e l’allarme
Secondo le prime ricostruzioni, il distacco nevoso è avvenuto intorno alle 11 del mattino. A dare l’allarme sono stati altri sciatori che si trovavano nella zona, i quali, dopo aver notato il gruppo scendere nel canalone, hanno udito il caratteristico e temuto “soffio” della valanga. La massa di neve ha travolto i tre uomini, seppellendoli sotto oltre un metro e mezzo di neve. La zona, al momento della tragedia, presentava un rischio valanghe marcato come 4-forte su una scala di 5, a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti, del rialzo termico e del vento.
Le complesse operazioni di soccorso
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, coordinata dalla Centrale Unica del Soccorso della Valle d’Aosta. Sul posto è intervenuta una squadra imponente composta da 15 soccorritori, tra cui i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano (SAV) e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Entrèves. L’operazione, resa ardua dal pericolo di nuovi distacchi, ha visto l’impiego di:
- Due elicotteri della protezione civile valdostana
- Tre unità cinofile specializzate nella ricerca in valanga
- Due medici rianimatori
- Due ambulanze del 118
Inoltre, è stato allestito un posto medico avanzato in un hangar a Courmayeur per fornire assistenza immediata. I tre freerider erano tutti dotati di ARTVA (Apparecchio di Ricerca Travolti in Valanga), che ha permesso la loro localizzazione. Il primo sciatore è stato individuato circa quaranta minuti dopo l’allarme.
Il tragico bilancio: tre giovani vite spezzate
Nonostante la rapidità e l’imponenza dei soccorsi, per i tre sciatori non c’è stato nulla da fare. Il bilancio, inizialmente di due vittime, si è aggravato nelle ore successive. Le vittime sono state identificate come:
- Quentin Philippe, 29 anni
- Hugo Neuville, 31 anni
- Alexis Rassat, 35 anni
Due di loro sono deceduti poco dopo essere stati estratti dalla neve, uno sul posto e l’altro dopo il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale Parini di Aosta. Il terzo, Alexis Rassat, era stato recuperato in condizioni critiche e trasferito d’urgenza all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove, nonostante i tentativi di rianimazione e le tecniche di supporto extracorporeo, è deceduto nella mattinata di lunedì 16 febbraio.
Le indagini e il cordoglio
Le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto sono state affidate alla Guardia di Finanza di Entrèves. Le operazioni di riconoscimento sono state complesse, in quanto una delle vittime era priva di documenti. Il governo regionale della Valle d’Aosta ha espresso profondo cordoglio per la tragedia e vicinanza alle famiglie degli sciatori coinvolti. Questo evento luttuoso riaccende drammaticamente i riflettori sulla pericolosità della montagna in inverno e sull’importanza della massima prudenza, anche per gli sportivi più esperti, soprattutto in presenza di un elevato rischio valanghe.
