Un’altra tegola si abbatte sulla Red Bull Racing, proprio mentre i motori si scaldano per la nuova stagione di Formula 1. Craig Skinner, capo progettista e uno degli architetti dei recenti trionfi, ha lasciato il team con effetto immediato. La notizia, confermata dalla stessa scuderia di Milton Keynes alla vigilia del secondo test pre-stagionale in Bahrain, segna la fine di una collaborazione durata ben vent’anni e aggiunge un ulteriore, pesante tassello all’esodo di figure tecniche di primissimo piano che sta interessando il team campione del mondo.
UNA CARRIERA DEDICATA ALLA VITTORIA
Arrivato in Red Bull nel lontano 2006, quasi in contemporanea con il leggendario Adrian Newey, Craig Skinner ha scalato tutte le gerarchie interne, dimostrando un talento eccezionale e una dedizione incrollabile. Partito come ingegnere specializzato in fluidodinamica computazionale (CFD), è diventato leader del gruppo nel 2009, per poi assumere ruoli di crescente responsabilità nel reparto aerodinamico. La sua ascesa è culminata nel 2022 con la nomina a capo progettista (Chief Designer), un ruolo in cui ha lavorato a strettissimo contatto con il direttore tecnico Pierre Waché e con lo stesso Newey, prima che quest’ultimo decidesse di intraprendere una nuova avventura in Aston Martin.
Il suo contributo è stato a dir poco fondamentale per il ciclo di vittorie che ha visto Max Verstappen conquistare quattro titoli mondiali consecutivi dal 2021 al 2024. In particolare, Skinner è stato uno dei principali artefici della dominante RB19 del 2023, una monoposto che ha riscritto i record della Formula 1 vincendo 21 Gran Premi su 22. Un capolavoro di ingegneria che porta indelebile la sua firma.
L’ESODO DEI TALENTI E IL NUOVO CORSO DI MEKIES
L’addio di Skinner non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto di profonda ristrutturazione e di partenze eccellenti che hanno scosso la Red Bull negli ultimi mesi. Prima di lui, avevano già salutato Milton Keynes figure del calibro di Adrian Newey, passato alla rivale Aston Martin, lo storico direttore sportivo Jonathan Wheatley, accasatosi in Audi, e il capo delle strategie Will Courtenay, ora in McLaren. Un vero e proprio smantellamento del gruppo di lavoro che, sotto la guida dell’ex team principal Christian Horner, aveva dominato la scena.
Questo esodo coincide con l’insediamento della nuova leadership guidata dal team principal Laurent Mekies. Arrivato a metà della stagione 2025, Mekies ha avuto il merito di guidare una rinascita della squadra nella seconda parte dell’anno, permettendo a Verstappen di lottare per il titolo fino all’ultima gara grazie a una serie di aggiornamenti efficaci. Ora, però, si trova ad affrontare una sfida ancora più grande: gestire la transizione e assicurare la continuità tecnica in vista delle rivoluzionarie normative del 2026, che vedranno anche il debutto della prima power unit interamente prodotta in casa, in partnership con Ford.
IL FUTURO DI SKINNER E LE IPOTESI SUL SUCCESSORE
In un comunicato ufficiale, la Red Bull ha ringraziato Skinner “per il suo duro lavoro e il suo impegno”, sottolineando come sia stato “parte integrante del nostro team e del suo successo”. Le ragioni dietro la sua decisione, che sembra essere stata una scelta personale, non sono state rese note, così come la sua prossima destinazione. Il paddock è già in fermento, con speculazioni che lo vorrebbero nel mirino di diversi top team, ansiosi di assicurarsi la sua preziosa esperienza.
Per quanto riguarda la sua sostituzione, al momento la Red Bull non ha fatto annunci ufficiali, ma l’ipotesi più probabile è quella di una soluzione interna, almeno ad interim, per garantire stabilità in un momento così delicato. La partenza di una figura così centrale, alla vigilia di una stagione cruciale e di un cambio regolamentare epocale, solleva inevitabilmente interrogativi sulla capacità del team di mantenere il livello di eccellenza mostrato negli ultimi anni. Sarà il nuovo corso targato Mekies in grado di assorbire l’urto e di aprire un nuovo ciclo di vittorie?
