Bruxelles, Belgio – L’Unione Europea ha confermato la sua posizione, decidendo di mantenere Panama nella lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, comunemente nota come “lista nera”. Questa decisione, formalizzata nell’aggiornamento di febbraio 2026, prolunga la permanenza del paese centroamericano in un elenco che comporta significative conseguenze reputazionali e operative. Nonostante l’ottimismo professato dal governo panamense, che considera questa fase come una procedura di valutazione ordinaria in vista di una futura esclusione, la realtà dei fatti delinea un percorso ancora in salita per riconquistare la piena fiducia della comunità internazionale.
La “Lista Nera” dell’UE: Uno Strumento di Pressione per la Trasparenza
Istituita per la prima volta nel 2017, la lista nera dell’UE è uno strumento dinamico che viene aggiornato semestralmente, solitamente in febbraio e ottobre. Il suo scopo principale è quello di promuovere la buona governance fiscale a livello globale, esercitando pressione sui paesi terzi affinché si allineino agli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale, equità fiscale e attuazione delle misure contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (anti-BEPS). Le giurisdizioni vengono valutate sulla base di criteri rigorosi e la loro inclusione o esclusione dipende dai progressi concreti e verificabili nelle riforme legislative e nella loro effettiva applicazione.
Attualmente, con l’ultimo aggiornamento, la lista comprende dieci giurisdizioni. Oltre a Panama, figurano nomi come Samoa Americana, Anguilla, Guam, Palau, Russia, Isole Vergini Americane, Vanuatu, e le nuove entrate Vietnam e Isole Turks e Caicos. Allo stesso tempo, Fiji, Samoa e Trinidad e Tobago sono state rimosse dalla lista, a dimostrazione che il processo di revisione può avere esiti positivi per chi dimostra un impegno concreto.
Le Ragioni della Permanenza di Panama
La permanenza di Panama nella lista nera, nonostante le dichiarazioni di impegno del governo, suggerisce che le riforme intraprese non sono state ancora ritenute sufficienti o pienamente implementate secondo i parametri di Bruxelles. Le principali preoccupazioni dell’UE si concentrano storicamente sulla necessità di garantire un’effettiva trasparenza riguardo ai beneficiari effettivi di società e trust e su un adeguato scambio di informazioni fiscali con gli stati membri. Sebbene Panama abbia compiuto passi avanti, come la firma della Convenzione Multilaterale BEPS dell’OCSE e l’avvio dello scambio automatico di informazioni con alcuni paesi, tra cui l’Italia, evidentemente persistono delle criticità. Il governo panamense, da parte sua, insiste sul consolidamento della propria “struttura di trasparenza fiscale” e punta con fiducia alla prossima revisione di ottobre, sperando che i progressi tecnici vengano finalmente riconosciuti.
Implicazioni Economiche e Reputazionali
Figurare nella lista nera dell’UE non comporta sanzioni economiche automatiche, ma le conseguenze sono comunque significative. In primo luogo, vi è un considerevole danno reputazionale che può scoraggiare gli investimenti esteri e complicare le relazioni commerciali. Le imprese e gli istituti finanziari europei sono tenuti a esercitare una maggiore due diligence e ad applicare misure di controllo più stringenti sulle transazioni che coinvolgono entità residenti nelle giurisdizioni listate. Inoltre, è vietato che i fondi dell’Unione Europea vengano canalizzati attraverso entità situate in questi territori. A livello nazionale, i singoli Stati membri possono decidere di applicare ulteriori misure difensive, come la non deducibilità dei costi sostenuti in operazioni con imprese residenti in questi paesi, aumentando di fatto il carico fiscale.
Un Percorso a Ostacoli tra Liste Diverse
È importante notare che la situazione di Panama è complessa e si articola su più fronti. Recentemente, nel giugno 2025, il paese ha ottenuto un importante successo con la rimozione dalla lista dell’UE dei paesi ad alto rischio per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Questo passo, seguito all’uscita dalla “lista grigia” del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), è stato un segnale positivo e un riconoscimento degli sforzi normativi. Tuttavia, la permanenza nella lista nera fiscale dimostra che le due valutazioni seguono percorsi e criteri distinti. La sfida per Panama è dunque duplice: consolidare i progressi in materia di antiriciclaggio e, parallelamente, accelerare sulle riforme fiscali per soddisfare le richieste del Forum Globale dell’OCSE e, di conseguenza, dell’Unione Europea.
Le Prospettive Future: La Revisione di Ottobre
L’esecutivo panamense guarda ora alla revisione di ottobre come a un’opportunità cruciale. Per ottenere la rimozione dalla lista, sarà fondamentale non solo annunciare nuove riforme, ma dimostrare la loro efficace e irreversibile implementazione. La credibilità internazionale del paese e la sua capacità di attrarre investimenti in un clima di fiducia dipendono in larga misura dall’esito di queste valutazioni. La comunità internazionale, e in particolare l’Unione Europea, continuerà a monitorare attentamente la situazione, in un delicato equilibrio tra la necessità di applicare standard rigorosi e la volontà di incoraggiare un cambiamento positivo nella governance fiscale globale.
