MILANO – Si accendono le luci su San Siro per una sfida che va oltre il semplice recupero di campionato. Milan e Como si affrontano mercoledì alle 20:45 in un match dai mille significati, un crocevia fondamentale per le ambizioni europee di entrambe le squadre. Da una parte un Milan che non può più permettersi passi falsi nella volata Champions, dall’altra un Como che, sotto la guida illuminata di Cesc Fàbregas, sogna di continuare a stupire e di agganciare il treno per l’Europa. Alla vigilia, le parole dei due tecnici delineano il perimetro di una battaglia tattica e nervosa che si preannuncia infuocata.
Pioli: “Ora non si può più sbagliare. Pulisic? Valutiamo”
Dal quartier generale di Milanello, il tecnico rossonero Stefano Pioli ha suonato la carica. Il messaggio alla squadra è stato chiaro e inequivocabile: “Siamo negli ultimi tre mesi, qui si decide la stagione. Non abbiamo più margine d’errore né tempo per recuperare”. La consapevolezza è quella di affrontare un avversario in salute e organizzato. “Domani è una partita difficile, il Como è in piena lotta per un posto in Europa. Bisognerà fare una partita ordinata, con pazienza e compattezza, che sono le nostre qualità migliori”.
L’attenzione si sposta poi sull’infermeria, con un occhio di riguardo per le condizioni di Christian Pulisic. L’esterno americano, fondamentale per gli equilibri offensivi del Diavolo, è alle prese con un fastidio che ne mette in dubbio la presenza. “Pulisic speriamo di recuperarlo, perché ha sempre questo mezzo fastidio. Vediamo se ci sarà”, ha ammesso Pioli, lasciando intendere che ogni decisione verrà presa solo a ridosso del match. Discorso diverso per Rafael Leão: “Sta bene, è un giocatore che ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma nella parte finale di stagione, quando serviranno giocatori tecnici, ci darà una grande mano”. Il portoghese, dopo un periodo di gestione, sembra pronto a tornare protagonista nel momento più caldo della stagione.
Fàbregas e il suo Como, l’esame di maturità a San Siro
Sulla sponda lariana, l’entusiasmo è palpabile. Il lavoro di Cesc Fàbregas sta portando frutti insperati, trasformando il Como in una delle realtà più interessanti e propositive del campionato. Lo stesso Pioli non ha lesinato complimenti per il collega spagnolo: “Il Como di Fàbregas sta facendo un lavoro importante e in poco tempo. Vanno fatti i complimenti. Loro sono una squadra che gioca, si propone, sono in un ottimo momento”.
Fàbregas, dal canto suo, ha preparato la trasferta milanese con la serenità di chi sa di aver dato alla propria squadra un’identità precisa, basata sul possesso palla e sulla costruzione dal basso, principi ereditati dai suoi grandi maestri come Guardiola e Wenger. Il modulo di riferimento è il 4-2-3-1, un sistema equilibrato che esalta la qualità dei suoi interpreti, come il trequartista Nico Paz e i due mediani a protezione della difesa. “Quando scendi in campo a San Siro contro il Milan, la motivazione è sempre presente,” ha dichiarato il tecnico spagnolo. “Vogliamo portare a casa più punti possibile, giocando il calcio che vogliamo giocare”.
Le chiavi del match e i precedenti
La sfida di San Siro si configura come un affascinante duello tra filosofie. Da un lato la ricerca della solidità e del risultato del Milan di Pioli, dall’altro il calcio proattivo e “giochista” del Como di Fàbregas. Sarà cruciale per i rossoneri mantenere l’ordine tattico per non concedere spazi alle geometrie dei lariani, come ha sottolineato lo stesso allenatore rossonero: “Con loro se sei disordinato rischi di fare brutta figura”.
I precedenti storici sorridono ampiamente al Milan. I rossoneri sono imbattuti da 14 sfide consecutive contro il Como in Serie A (9 vittorie e 5 pareggi) e hanno vinto le ultime cinque. L’ultimo successo del Como a San Siro contro il Milan risale addirittura alla stagione 1984/85. Statistiche che, tuttavia, Fàbregas e i suoi ragazzi cercheranno di sovvertire per scrivere una nuova, prestigiosa pagina della loro storia.
