Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha annunciato la proroga fino al 3 maggio 2026 della mostra Manifesti d’Artista, un evento espositivo che celebra il fecondo incontro tra la settima arte e le arti visive. Allestita nel suggestivo piano di accoglienza della Mole Antonelliana, la mostra, curata con maestria da Nicoletta Pacini e Tamara Sillo, offre al pubblico un percorso affascinante attraverso dieci manifesti di grande formato che spaziano dal cinema muto a quello sonoro.

Queste opere, provenienti in gran parte per la prima volta alla luce dalle ricche collezioni del museo, sono state definite “veri e propri gioielli nascosti”. La loro eccezionalità risiede nella capacità di trascendere la loro funzione originaria di strumento pubblicitario per affermarsi come opere d’arte autonome, dotate di un proprio linguaggio e di una forza espressiva che va oltre il film che erano destinate a promuovere. Si tratta di incursioni nella cartellonistica cinematografica da parte di artisti che, con la loro genialità, hanno saputo infondere in un oggetto di consumo di massa un’anima artistica immortale.

Un Viaggio nell’Arte del Novecento

La selezione di opere in mostra offre uno spaccato significativo della vivacità culturale che ha caratterizzato il Novecento. Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio che tocca alcune delle correnti artistiche più importanti del secolo. Si possono ammirare le creazioni esplosive e colorate di Scarpelli per il film Il sogno di Don Chisciotte e l’eleganza futurista di Enrico Prampolini per Thaïs, considerato l’unico film futurista italiano sopravvissuto. Proseguendo, si incontra la forza espressiva del Costruttivismo russo nel rarissimo e potente manifesto de La corazzata Potëmkin, ideato da Aleksandr Rodčenko, un’opera considerata emblematica della fusione tra cinema e arte. L’esposizione include anche lavori di artisti come Toddi e Vera D’Angara, testimoni di una ricercatezza grafica tipica degli anni Venti, fino al genio creativo di Enrico Baj e Renato Guttuso.

Il Gioiello della Mostra: La Brochure di Guttuso per “Riso Amaro”

Oltre ai dieci manifesti, l’esposizione vanta la presenza di un pezzo di eccezionale valore storico e artistico: la brochure realizzata da Renato Guttuso per il lancio del film Riso Amaro di Giuseppe De Santis del 1949. Questo raro documento, curato dall’Ufficio Artistico della Lux Film, presenta in copertina e sul retro un disegno a colori del maestro siciliano, che reinterpreta con la sua tipica forza espressiva e i suoi colori accesi le figure delle mondine. L’opera di Guttuso per “Riso Amaro” è una testimonianza preziosa di come un grande artista possa dialogare con il cinema, creando un’icona visiva potente e indimenticabile, come la sensuale Silvana Mangano ritratta dall’artista.

Un’Esperienza Accessibile a Tutti

Confermando un impegno verso l’inclusività, la mostra è stata allestita secondo i criteri del Design for All. Sono presenti pannelli multisensoriali che offrono riproduzioni visivo-tattili di alcuni manifesti, arricchite da una guida audio in italiano e inglese per l’esplorazione tattile. Inoltre, ogni pannello testuale è corredato da una traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e da una lettura audio, accessibili tramite QR code e NFC, per garantire una fruizione completa e agevole a tutti i visitatori.

Le Voci Istituzionali

Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, ha sottolineato l’importanza storica del manifesto cinematografico: “Per diversi decenni i manifesti erano l’unico modo per attrarre il pubblico al cinema, se si escludono i grandi divi”. Ha inoltre evidenziato come il fermento culturale dei primi del Novecento abbia favorito la commistione tra le arti, creando nuove forme di comunicazione. Questa mostra, ha aggiunto, vuole valorizzare l’immensa ricchezza delle collezioni del museo, che contano quasi 540.000 manifesti.

Il direttore del Museo, ha definito l’allestimento “una piccola, sorprendente, galleria d’arte”, nata da un’intuizione delle conservatrici Nicoletta Pacini e Tamara Sillo. L’idea di fondo è quella di esplorare le contaminazioni tra la cartellonistica e l’arte pura, mostrando come, grazie alla visione degli artisti, il manifesto si liberi dal suo legame promozionale per essere ammirato in tutta la sua bellezza e fragilità.

Informazioni Utili

La mostra “Manifesti d’artista” è visitabile presso il piano di accoglienza della Mole Antonelliana. È possibile accedere all’esposizione con un biglietto dedicato al costo di 4 euro, oppure la visita è inclusa nel biglietto d’ingresso generale al Museo Nazionale del Cinema.

Di euterpe

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