Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme di portata globale in seguito all’analisi dei cosiddetti “Epstein Files”, i documenti relativi al caso del finanziere americano Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019 prima di essere processato per traffico sessuale di minori. Secondo gli esperti, le prove emerse dipingono un quadro di “preoccupanti e credibili abusi sessuali, traffico e sfruttamento sistematico e su larga scala di donne e ragazze”. L’analisi suggerisce l’esistenza di una vera e propria “impresa criminale globale”, sollevando “terrificanti implicazioni sul livello di impunità” per crimini di una gravità tale da poter essere classificati, secondo il diritto internazionale, come schiavitù sessuale, tortura e persino crimini contro l’umanità.
Una Rete Intrecciata con le Élite Mondiali
La domanda che risuona nel rapporto degli esperti ONU è tanto semplice quanto inquietante: come ha potuto “una rete del genere prosperare così a lungo nel cuore delle élite politiche, economiche e mediatiche” di così tanti Paesi? Le indagini giudiziarie americane avevano già iniziato a svelare il sistema di Epstein, basato sul reclutamento di ragazze giovani, spesso minorenni e in condizioni di vulnerabilità, che venivano poi sfruttate sessualmente nelle sue lussuose residenze negli Stati Uniti e nei Caraibi. I file, tuttavia, allargano drammaticamente il campo, mettendo in luce legami con personalità di spicco in diverse nazioni, tra cui Regno Unito, Francia e Norvegia, e rafforzando il sospetto che la rete di Epstein fosse molto più estesa e radicata di quanto si pensasse.
Questa dimensione transnazionale e il coinvolgimento di figure potenti spiegherebbero, secondo gli analisti, il muro di omertà e impunità che ha protetto le attività illecite per decenni. L’intreccio tra potere economico, influenza politica e violenza sessuale sembra essere il filo conduttore di una vicenda che scuote le fondamenta delle democrazie occidentali.
L’Appello alla Giustizia e la Tutela delle Vittime
Di fronte a questa agghiacciante realtà, gli esperti delle Nazioni Unite hanno avanzato richieste precise e urgenti. In primo luogo, hanno denunciato i “gravi errori” commessi nel processo di divulgazione delle notizie relative al caso, sottolineando la necessità impellente di procedure che garantiscano la tutela delle vittime per evitare ulteriori danni e traumi. La protezione della privacy e il sostegno psicologico e legale per chi ha avuto il coraggio di denunciare sono stati indicati come priorità assolute.
Inoltre, nonostante la mole di documenti resi pubblici, si lamenta l’apertura di un numero esiguo di nuove indagini. Per questo motivo, una delle richieste più forti è la revoca del termine di prescrizione per questi reati. Tale misura, se adottata, permetterebbe di avviare nuove azioni penali e di condurre indagini più ampie su possibili complicità e insabbiamenti, senza limiti di tempo.
Il messaggio lanciato dall’ONU è inequivocabile: “nessuno è troppo ricco o troppo potente per essere al di sopra della legge”. Si sollecitano tutti i tribunali nazionali e internazionali competenti ad avviare indagini e procedimenti per assicurare alla giustizia tutti coloro che hanno partecipato, favorito o tratto vantaggio da questa rete criminale.
Possibili Crimini Contro l’Umanità
La valutazione più grave espressa dagli esperti riguarda la possibile configurazione di crimini contro l’umanità. La “portata sistematica e transnazionale” degli abusi descritti nei documenti potrebbe infatti superare la soglia legale prevista dal diritto internazionale per questa categoria di crimini, che include attacchi diffusi o sistematici contro la popolazione civile. Si parla esplicitamente di:
- Schiavitù sessuale
- Tortura e trattamenti inumani e degradanti
- Sparizioni forzate
- Violenza riproduttiva
Questa qualificazione giuridica, se confermata in sede processuale, aprirebbe scenari giudiziari senza precedenti, sottolineando la natura eccezionale e la gravità estrema dei fatti emersi dagli “Epstein Files”. L’inchiesta, quindi, trascende la cronaca nera per entrare a pieno titolo nel campo del diritto penale internazionale, chiamando in causa la responsabilità non solo dei singoli individui, ma anche di un sistema di potere che ha permesso e coperto tali atrocità.
