Roma – Il caro energia torna al centro del dibattito politico e dell’agenda di governo. Con l’inverno che avanza e le bollette che continuano a rappresentare una delle principali preoccupazioni per famiglie e imprese, l’esecutivo è al lavoro per varare un nuovo “decreto Bollette”. L’obiettivo, come dichiarato dal vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è quello di “tagliare di quanti più euro possibile il peso e il costo per gli italiani”. In questo scenario, emerge con forza una proposta destinata a far discutere: chiedere un “sacrificio e un contributo” anche al settore bancario.

La richiesta di Salvini poggia su dati economici solidi: “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro”, ha sottolineato il leader della Lega. Di fronte a questi profitti, definiti “incredibili”, il vicepremier ritiene “doveroso chiedere alle banche […] un ulteriore contributo perché no, anche per le bollette”. Un appello che mira a coinvolgere uno dei settori più floridi dell’economia nazionale in uno sforzo collettivo per sostenere il Paese in un momento di difficoltà.

Utili record per le banche italiane nel 2025

L’analisi dei bilanci dei principali istituti di credito italiani conferma un 2025 eccezionale. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Fiba di First Cisl, i primi cinque gruppi bancari (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, Monte dei Paschi e BPER) hanno registrato utili complessivi per quasi 28 miliardi di euro, con una crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente. Questi risultati sono stati trainati principalmente dall’aumento dei margini di interesse, dalla buona performance delle commissioni e da un attento controllo dei costi operativi.

Tuttavia, a questi numeri lusinghieri si contrappone un dato che fa discutere: la continua riduzione del personale. Nel solo 2025, si è registrato un taglio di oltre 8.000 posti di lavoro (-3,5%) nei principali gruppi bancari. Una dinamica che ha sollevato le critiche dei sindacati, i quali sottolineano il “controsenso economico” nel ridurre l’occupazione a fronte di ricavi e utili in forte crescita.

Le misure allo studio nel Decreto Bollette

Mentre la proposta di un contributo da parte delle banche è ancora in fase di discussione, il decreto a cui sta lavorando il Ministro dell’Energia, atteso a breve in Consiglio dei Ministri, prevede già una serie di interventi concreti. Le bozze circolate in questi giorni delineano un pacchetto di aiuti mirati a diverse fasce della popolazione.

Tra le misure più significative figurano:

  • Contributo straordinario per i titolari di bonus sociale: Si parla di un bonus una tantum, il cui importo è ancora in via di definizione ma che potrebbe aggirarsi intorno ai 90-115 euro, destinato a chi già beneficia del bonus sociale per l’energia elettrica. Questo aiuto si andrebbe a sommare a quello ordinario, portando un sollievo concreto alle famiglie a più basso reddito.
  • Sostegno per il ceto medio: È allo studio un meccanismo per estendere gli aiuti anche a nuclei familiari con un ISEE fino a 25.000 euro. Si tratterebbe di un contributo volontario che i fornitori di energia potrebbero decidere di concedere ai propri clienti, incentivati da meccanismi governativi.
  • Aiuti per le imprese: Il decreto dovrebbe contenere anche misure per alleggerire il costo dell’energia per le aziende, in particolare quelle energivore, attraverso interventi sugli oneri di sistema.

Il finanziamento di queste misure dovrebbe derivare in parte dalla vendita di gas stoccato da Snam e da risparmi ottenuti dalla riduzione di alcune componenti della bolletta.

Le reazioni del mondo politico e delle associazioni

La proposta di Matteo Salvini ha immediatamente acceso il dibattito. Mentre le opposizioni la definiscono una “farsa” o uno “slogan”, ricordando precedenti tentativi di tassare gli extraprofitti bancari che hanno portato a risultati modesti, alcune associazioni di consumatori si sono mostrate favorevoli. Il Codacons, ad esempio, ha accolto positivamente l’idea, suggerendo di estendere la richiesta di contributo anche ad altri settori che hanno registrato utili record, come quello assicurativo, farmaceutico ed energetico. All’interno della stessa maggioranza, però, non mancano le perplessità, con Forza Italia che si è mostrata più cauta, suggerendo che le banche “hanno già dato”.

Resta da vedere se l’appello del vicepremier si tradurrà in una misura concreta all’interno del decreto o se rimarrà una dichiarazione d’intenti. Ciò che è certo è che la questione del caro-bollette rimane una priorità per il governo e una fonte di preoccupazione per milioni di italiani, che attendono risposte efficaci per alleggerire un fardello economico sempre più pesante.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *