Bergamo – Un tranquillo sabato di spesa si è trasformato in un incubo per una famiglia e per tutti i presenti all’Esselunga di via Corridoni a Bergamo. Intorno alle 13:00 di sabato 14 febbraio, un uomo ha tentato di sottrarre con violenza una bambina di appena 18 mesi dalle mani della madre, in un gesto apparentemente inspiegabile che ha scatenato il panico e ha portato all’arresto dell’aggressore, un cittadino romeno di 37 anni. La piccola, nella colluttazione, ha riportato la frattura del femore.
La Dinamica dell’Aggressione: Secondi di Terrore Puro
Secondo le ricostruzioni effettuate dalla Polizia di Stato, anche grazie alle immagini nitide delle telecamere di videosorveglianza, la famiglia stava uscendo dal supermercato. La madre teneva per mano la figlioletta, mentre il padre seguiva a breve distanza spingendo il carrello. In quel preciso istante, l’uomo, che stava entrando nel punto vendita, ha incrociato la famiglia. Senza alcun preavviso, con una mossa fulminea e violenta, ha afferrato la bambina per le gambe, tentando di strapparla alla madre e di trascinarla verso l’interno del negozio.
La reazione della madre è stata istintiva e disperata. Ha trattenuto con tutte le sue forze la figlia, opponendo una strenua resistenza e urlando per chiedere aiuto. Le sue grida strazianti hanno attirato l’attenzione dei presenti. “Stavo uscendo con la bimba mano nella mano quando quello sconosciuto l’ha presa per le gambe, sollevandola e facendola roteare. Io sono riuscita a tenerla per il tronco senza mai lasciarla”, ha raccontato la madre, Laura, 44 anni, ancora sotto shock. Nella violenta colluttazione, la bambina è stata strattonata con una tale forza da provocarle la frattura del femore destro.
L’Intervento Provvidenziale del Padre e dei Passanti
Il padre della piccola, Matteo, 50 anni, ha raccontato di aver agito d’istinto. “Ho visto mia figlia sollevarsi da terra. In quel momento non ragioni più. Intervieni, fai quello che devi fare”, ha dichiarato al Tg1. Si è immediatamente scagliato contro l’aggressore, placcandolo. A lui si sono subito uniti altri clienti e gli addetti alla vigilanza del supermercato. Insieme, sono riusciti a immobilizzare l’uomo a terra fino all’arrivo tempestivo di una volante della Polizia, allertata dalle chiamate al 112. Durante la concitazione, la madre è caduta a terra, proteggendo la figlia con il proprio corpo.
Le Condizioni della Bambina e l’Arresto dell’Uomo
La bambina è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale. I medici, dopo gli accertamenti, hanno confermato la frattura del femore. Fortunatamente, le sue condizioni generali non destano preoccupazione, ma dovrà portare il gesso per circa un mese. Dopo le prime cure, è potuta tornare a casa con i suoi genitori.
L’aggressore, identificato come un cittadino romeno di 37 anni, è risultato essere senza fissa dimora e incensurato, privo di precedenti di polizia. Al momento dell’arresto, aveva con sé un passaporto regolare e pochi euro. L’uomo, che non parla italiano, è stato portato in Questura e successivamente trasferito nel carcere di via Gleno. Le accuse a suo carico sono pesantissime: tentato sequestro di persona aggravato, in quanto commesso ai danni di una minore di quattordici anni, e lesioni personali aggravate.
Un Gesto Senza Movente: Si Indaga sulla Salute Mentale
Ciò che rende la vicenda ancora più sconcertante è l’apparente assenza di un movente. L’uomo non conosceva la famiglia e sembra aver agito in una sorta di raptus. Durante l’interrogatorio di convalida davanti al gip Michele Ravelli, assistito da un interprete, non ha fornito spiegazioni plausibili per il suo gesto. Ha raccontato di trovarsi a Bergamo da inizio febbraio, vivendo in luoghi di fortuna.
Gli inquirenti e la difesa stanno ora valutando la sua condizione psichica. L’avvocato difensore, Erika Pasinetti, ha annunciato l’intenzione di richiedere un incidente probatorio per accertare la capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del fatto. Si cerca di capire se il 37enne soffra di problemi psichiatrici e se il suo gesto possa essere interpretato come una richiesta di aiuto estrema o l’azione di una persona non pienamente cosciente. La Procura, con il pm Giulia Angeleri, ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.
