Verona si prepara a diventare il palcoscenico di un evento senza precedenti. Il prossimo 6 marzo, la sua iconica Arena, gioiello architettonico e patrimonio dell’umanità UNESCO, ospiterà “Life in Motion”, la Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. A firmare l’identità visiva della cerimonia, attraverso la creazione dei costumi, sarà la talentuosa designer veronese Silvia Ortombina e il suo studio creativo, Tiny Idols.
Un inno alla vita in movimento
La cerimonia, diretta dal regista Marco Boarino e prodotta da Filmmaster, una delle realtà più autorevoli a livello mondiale nella creazione di grandi eventi, promette di essere un’esperienza immersiva che fonde arte, danza e musica. L’obiettivo è quello di raccontare lo spirito paralimpico come una forza vitale inarrestabile, una metafora della trasformazione e della resilienza. “Life in Motion” non è solo un titolo, ma un vero e proprio manifesto: un inno alla vita intesa come continua evoluzione e superamento dei limiti.
Come ha dichiarato la stessa Silvia Ortombina, i costumi sono stati concepiti per “celebrare la bellezza in tutte le sue espressioni, valorizzando l’unicità di ogni corpo e mostrandone la varietà delle forme“. Un approccio che sposa appieno la filosofia paralimpica, dove la diversità diventa punto di forza e l’unicità di ogni individuo viene esaltata. Gli abiti di scena non saranno semplici indumenti, ma veri e propri strumenti narrativi, pensati per amplificare la “vibrazione dei corpi” e per rafforzare il concetto di connessione e comunità.
La visione di Silvia Ortombina e Tiny Idols
Nata a Verona in una famiglia con profonde radici nel settore tessile, Silvia Ortombina è oggi una delle costume designer e art director più affermate sulla scena nazionale e internazionale. Il suo studio, Tiny Idols, è più di un’etichetta: è un laboratorio creativo dove costume design, styling e storytelling visivo si fondono per dare vita a immaginari potenti e identità autentiche. Il suo lavoro spazia dalla musica alla moda, dalla pubblicità ai grandi eventi dal vivo.
Il suo portfolio vanta collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, tra cui Blanco, Sfera Ebbasta, Club Dogo, Elodie e Mahmood, per i quali ha curato l’estetica di videoclip, tour e apparizioni pubbliche. Una delle sue collaborazioni più note è quella con Pierpaolo Piccioli per i costumi firmati Valentino indossati da Blanco durante la vittoria al Festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest nel 2022. La sua carriera è costellata anche di sodalizi internazionali di prestigio, come quello con la regista Floria Sigismondi per un progetto legato all’Halftime Show del Super Bowl.
Per “Life in Motion”, Ortombina ha lavorato in stretta sinergia con il regista Marco Boarino e il team di Filmmaster per tradurre la loro visione artistica in creazioni sartoriali. I costumi sono stati pensati come una “seconda pelle scenica“, capaci di seguire il gesto atletico e artistico, di accompagnare la differenza e di dialogare costantemente con lo spazio, le luci e la musica, contribuendo a creare un’opera d’arte totale.
Un team creativo d’eccezione
La grandiosità dell’evento è testimoniata dal calibro dei professionisti coinvolti. La regia di Marco Boarino, noto per la sua capacità di ibridare linguaggi artistici diversi, dalla performance alla tecnologia, promette uno spettacolo visionario. La produzione è affidata a Filmmaster, colosso italiano degli eventi che ha già firmato cerimonie olimpiche memorabili come quelle di Torino 2006 e Rio 2016, vincendo anche due Emmy Awards. La direzione artistica è guidata da Alfredo Accatino, Presidente di Filmmaster.
La cerimonia si articolerà su tre pilastri fondamentali:
- Arte: con il contributo di maestri contemporanei come Emilio Isgrò, lo scultore Jago e Marina Apollonio, esponente di spicco del movimento ottico-cinetico.
- Danza: affidata alla poetica fisica del coreografo Yoann Bourgeois, con la consulenza di Chiara Bersani, artista che porterà uno sguardo autentico sul mondo della disabilità.
- Musica: una colonna sonora che promette di essere un dialogo tra generi diversi, grazie alla presenza di artisti del calibro di Stewart Copeland, leggendario batterista dei The Police, i Meduza, Dardust e Vittorio Cosma.
L’Arena di Verona: un palcoscenico storico
La scelta dell’Arena di Verona come location non è casuale. Per la prima volta nella storia, un monumento patrimonio dell’umanità UNESCO ospiterà una cerimonia paralimpica, sottolineando il profondo legame tra cultura, storia e valori sportivi. L’anfiteatro romano si trasformerà in una “Verona Olympic Arena”, un luogo simbolico dove le storie di inclusione, passione e resilienza degli atleti paralimpici illumineranno la notte, in una celebrazione collettiva che vuole ispirare il mondo intero.
L’evento si propone di andare oltre la retorica, mettendo al centro le persone e la loro capacità di creare connessioni, di generare un nuovo equilibrio e di trasformare il concetto stesso di disabilità, facendo dello sport un potentissimo motore di cambiamento culturale e sociale.
