Nelle silenziose campagne di Oschiri, in località Sos Ozzastros, si celava una realtà ben diversa dalla quiete apparente. Un blitz condotto dai Carabinieri della Compagnia di Ozieri ha smantellato quella che appare come una pericolosa base logistica criminale, portando alla luce un arsenale da guerra e all’arresto in flagranza di reato di Luigi Masia, un uomo di 36 anni del posto. L’operazione, frutto di giorni di appostamenti e di un’accurata attività di intelligence, ha visto la partecipazione dello squadrone eliportato “Cacciatori Sardegna” e degli artificieri del Comando provinciale di Sassari.

Il Blitz all’alba e la scoperta dell’arsenale

L’intervento dei militari è scattato nella mattinata di giovedì 12 febbraio, al termine di una meticolosa attività di sorveglianza su un’abitazione rurale isolata. Una volta fatta irruzione, i Carabinieri si sono trovati di fronte a uno scenario inquietante: la casa era stata trasformata in un deposito di armi ed esplosivi, con tutto l’occorrente per pianificare ed eseguire azioni criminali di elevata gravità, come assalti a portavalori. Le accuse contestate a Masia sono pesantissime: detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo, detenzione e fabbricazione di esplosivi, ricettazione e possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’uomo, assistito dal suo legale, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Sassari, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere a Bancali. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari, proseguono ora per chiarire la provenienza delle armi e l’eventuale coinvolgimento di altre persone in una rete criminale più ampia.

Il dettaglio del materiale sequestrato: un kit completo per il crimine

La lista del materiale rinvenuto e posto sotto sequestro è impressionante e testimonia l’alto livello di preparazione e pericolosità. L’arsenale non era composto da semplici armi comuni, ma da un equipaggiamento militare e da accessori altamente specializzati.

  • Armi da guerra e comuni:
    • Un fucile di precisione Zastava M76 cal. 8, completo di ottica.
    • Un fucile automatico (arma da guerra) AK47 cal. 7,62, il famigerato Kalashnikov.
    • Un moschetto automatico Beretta (arma da guerra) mod. 38/A cal. 9×19.
    • Diverse pistole di vari calibri (9×19, 9×21, 7,65 mm), tra cui una Walther P38 e due Beretta 70, molte con matricola abrasa per impedirne la tracciabilità.
    • Fucili e carabine di vario calibro, anch’essi con matricola abrasa.
  • Esplosivi e accessori:
    • Vari ordigni esplosivi di fattura artigianale.
    • Diversi chili di sostanze chimiche e precursori per la fabbricazione di materie esplodenti, micce e detonatori.
    • Ben 16 silenziatori per armi da fuoco.
    • Una pressa completa di accessori per la ricarica delle munizioni e centinaia di bossoli e proiettili.
    • Oltre 652 cartucce già cariche di diversi calibri.
  • Attrezzatura logistica:
    • Un jammer telefonico con 8 antenne, utilizzato per disturbare le frequenze e isolare le comunicazioni.
    • Un giubbotto antiproiettile con lastre artigianali in acciaio.
    • Ottiche di puntamento di precisione e un puntatore laser Beamshot.
    • Parrucche e numerosi passamontagna.
  • Stupefacenti e contanti:
    • 27 grammi di cocaina.
    • 9.700 euro in contanti, ritenuti provento di attività illecite.

Data l’estrema pericolosità del materiale esplosivo, gli artificieri dei Carabinieri hanno dovuto provvedere alla sua distruzione immediata direttamente sul posto, per garantire la massima sicurezza. L’intero arsenale sarà ora analizzato dagli specialisti del RIS per ricavare ulteriori elementi investigativi.

Di veritas

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