Un applauso caloroso e lungo circa un minuto ha salutato l’ingresso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Teatro Carignano di Torino, dove ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti. L’evento, carico di significato storico e culturale, ha visto la partecipazione delle massime autorità locali e nazionali, riunite per omaggiare una delle figure più luminose e coraggiose dell’antifascismo italiano.
Ad accogliere il Capo dello Stato, all’esterno e all’interno del teatro, non solo le istituzioni ma anche l’affetto dei cittadini, a testimonianza di come la figura di Gobetti sia ancora profondamente radicata nella memoria collettiva del Paese. Presenti il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il prefetto Donato Cafagna.
L’Eredità di un Pensiero Attuale
La cerimonia si è aperta con l’introduzione di Stefano Tallia, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte e membro del Comitato Nazionale per le celebrazioni, il quale ha annunciato un triennio di iniziative che si protrarranno fino al 2028 per approfondire e diffondere l’eredità di Gobetti. Nel suo intervento, Tallia ha voluto ricordare il sacrificio dei giornalisti uccisi nel mondo, sottolineando il valore inestimabile della libertà di informazione, un principio caro allo stesso Gobetti.
Il Sindaco Lo Russo ha evidenziato il legame indissolubile tra la memoria dell’intellettuale torinese e le sfide del nostro presente. “Ricordare Gobetti non significa soltanto rendere omaggio a una figura centrale della nostra storia, ma interrogare il nostro presente”, ha affermato, citando una delle più potenti riflessioni gobettiane: “Le democrazie non muoiono sempre con un colpo di Stato, ma possono essere svuotate dall’interno”. Un monito che risuona con sorprendente attualità in un contesto globale segnato da conflitti e fragilità democratiche.
Anche il Presidente della Regione, Alberto Cirio, ha voluto sottolineare come le celebrazioni non debbano essere una mera commemorazione, ma “una continuazione di un impegno”. Ha rimarcato come l’azione del pensiero liberale, mai violento ma determinato, sia un insegnamento fondamentale che Gobetti ci ha lasciato, aggiungendo che “la libertà non si eredita, non si delega, e non si conserva da sola, ma si conserva lavorando tutti i giorni”.
La Lectio Magistralis di Gustavo Zagrebelsky
Momento culminante della cerimonia è stata la lectio magistralis affidata al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni. Zagrebelsky ha tracciato un ritratto profondo e commosso di Gobetti, definendolo un “martire” e un “profeta” per la sua coerenza e il suo rigore intellettuale. Ha ripercorso la sua strenua opposizione al fascismo, che Gobetti definì con la celebre espressione “autobiografia della nazione”, evidenziando i mali storici dell’Italia.
Piero Gobetti, nato a Torino nel 1901, fu una figura poliedrica: giornalista, editore, critico teatrale e saggista. Morì in esilio a Parigi il 16 febbraio 1926, a soli venticinque anni, in seguito alle percosse subite da squadristi fascisti a Torino. Nonostante la sua breve vita, lasciò un’impronta indelebile nel panorama culturale e politico italiano, fondando riviste come Energie Nove e La Rivoluzione Liberale, che divennero punti di riferimento per l’antifascismo.
Un Programma Triennale per non Dimenticare
Le celebrazioni per il centenario non si esauriranno con questo evento inaugurale. Il Comitato Nazionale ha presentato un ricco programma di iniziative che si estenderà fino al 2028, coinvolgendo non solo Torino e il Piemonte, ma l’intera Italia e l’Europa. Sono previsti convegni, attività con le scuole, spettacoli teatrali e incontri con la cittadinanza, con l’obiettivo di “rimettere in circolo le idee gobettiane”. Un’occasione per una riflessione collettiva sul valore della libertà, dell’antifascismo e della cultura come strumenti di partecipazione civile. Tra gli appuntamenti, anche una commemorazione ufficiale a Parigi, presso il cimitero di Père-Lachaise dove Gobetti è sepolto.
Al termine della cerimonia al Teatro Carignano, il Presidente Mattarella ha proseguito la sua visita a Torino recandosi presso la redazione del quotidiano La Stampa, un gesto di solidarietà dopo l’assalto subito dalla testata il 28 novembre precedente.
