FABRO (Terni) – L’ondata di maltempo che ha investito l’Umbria nello scorso fine settimana ha lasciato un segno tangibile sul patrimonio storico e sulla viabilità della regione. Nella tarda serata di sabato, intorno alle 23:00, una significativa porzione delle antiche mura del Castello di Fabro, in provincia di Terni, è crollata a causa delle intense e persistenti piogge. Fortunatamente, l’evento non ha coinvolto persone, un esito che testimonia l’efficacia delle misure preventive adottate nei mesi precedenti.
Il crollo al Castello di Fabro: una tragedia sfiorata grazie alla prevenzione
Il cedimento ha interessato un’imponente sezione del muro ciclopico del castello. L’area, già nota per le sue criticità strutturali, era stata posta sotto stretta sorveglianza. Circa tre mesi fa, infatti, era stato installato un sofisticato sistema di monitoraggio elettronico, finanziato dalla Regione Umbria con uno stanziamento di 550mila euro provenienti dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit). Questa rete di sensori ha permesso di rilevare in tempo reale i segnali di un’evoluzione critica del dissesto, consentendo alle autorità comunali di intervenire preventivamente, sgomberando e mettendo in sicurezza la zona. Tale azione si è rivelata decisiva per evitare quella che avrebbe potuto essere una tragedia.
Il crollo ha comunque provocato alcuni disagi: i detriti hanno invaso la viabilità principale e alcune abitazioni vicine sono rimaste temporaneamente prive di energia elettrica. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Orvieto, insieme ai tecnici comunali, per le prime operazioni di messa in sicurezza e per il ripristino dei servizi essenziali.
La Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato il successo dell’operazione di monitoraggio: “Il monitoraggio finanziato dalla Regione ha funzionato. Ha evitato una tragedia, segnalando un’evoluzione critica che ha permesso di intervenire in anticipo“. Anche l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha ribadito l’importanza di investire in prevenzione, specialmente in aree fragili e soggette agli impatti dei cambiamenti climatici.
Dissesto idrogeologico: frana sulla Strada Arronese
Contemporaneamente ai fatti di Fabro, il maltempo ha causato gravi problemi anche alla rete viaria della provincia di Terni. Nella serata di sabato, uno smottamento ha interessato la Strada Provinciale 4 Arronese, nei pressi del centro abitato di Monzano, al km 12+500. La frana, provocata dalle forti piogge, ha costretto la Provincia di Terni a disporre l’immediata chiusura della strada per motivi di sicurezza.
Grazie al tempestivo intervento delle squadre tecniche, che hanno lavorato per la rimozione dei detriti, la strada è stata parzialmente riaperta nella mattinata di domenica a senso unico alternato a vista, senza l’ausilio di semafori. La Provincia ha raccomandato la massima prudenza agli automobilisti in transito, poiché il provvedimento resterà in vigore fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza del versante. Tuttavia, la situazione è rimasta critica, con un nuovo smottamento che ha richiesto un’ulteriore chiusura temporanea nel corso della giornata di domenica.
Un’Umbria fragile: l’impatto del maltempo su tutto il territorio
Gli eventi di Fabro e Monzano non sono stati isolati. L’intera regione Umbria è stata messa a dura prova dalle precipitazioni intense, che hanno portato i terreni a una condizione di saturazione estrema. Si sono registrati numerosi fenomeni di smottamento, frane e allagamenti in diverse località.
- A Stroncone, una ventina di persone, tra cui alcuni calciatori, sono state soccorse dai Vigili del Fuoco dopo essere rimaste isolate nel campo sportivo a causa dell’esondazione di un fosso.
- A Calvi dell’Umbria, una frana ha interessato la strada di Fontana Canale, isolando alcune abitazioni.
- A Bettona, la caduta di massi ha portato alla chiusura della strada provinciale 402.
La Protezione Civile regionale ha monitorato costantemente la situazione, in coordinamento con comuni e province. La Regione ha già annunciato che, una volta effettuata la stima dei danni, solleciterà il governo per ottenere le risorse necessarie al ripristino e alla messa in sicurezza delle aree colpite. Questi episodi riaccendono il dibattito sulla fragilità idrogeologica del territorio umbro, una regione dove quasi il 9% del territorio montano-collinare è a rischio frana e che storicamente è soggetta a eventi di questo tipo.
