Roma – Un vertice di governo ad alta tensione si è svolto nel pomeriggio di oggi, 16 febbraio 2026, a Palazzo Chigi, vedendo riuniti i massimi esponenti della maggioranza: la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i due Vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Sul tavolo della discussione, due dossier di fondamentale importanza che delineano le prossime sfide dell’esecutivo sia in politica interna che estera: l’imminente decreto energia e la controversa partecipazione dell’Italia alla prima riunione del “Board of Peace” per Gaza.
La delicata questione del “Board of Peace” per Gaza
Il vertice si è tenuto alla vigilia delle comunicazioni che il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, terrà domani in Parlamento riguardo alla posizione italiana sul “Board of Peace” per Gaza, un organismo promosso dagli Stati Uniti per coordinare la ricostruzione della Striscia. L’Italia è stata invitata a partecipare come osservatore, una scelta che, come ha spiegato lo stesso Tajani, si è resa necessaria a causa di un’incompatibilità tra l’articolo 9 dello statuto del Board e l’articolo 11 della Costituzione italiana. Quest’ultimo stabilisce che l’Italia può partecipare a organizzazioni internazionali solo in condizioni di parità e nel rispetto del principio del ripudio della guerra.
La decisione di aderire come osservatore, annunciata dalla Premier Meloni, ha sollevato un acceso dibattito politico, con le opposizioni che accusano il governo di un eccessivo allineamento con le posizioni statunitensi e di aggirare le prerogative del Parlamento. Tajani ha respinto le critiche, sottolineando che anche la Commissione Europea parteciperà con lo status di osservatore e che la presenza italiana è fondamentale per non restare esclusi dal processo di ricostruzione di Gaza e per confermare l’impegno del governo per la stabilizzazione del Medio Oriente. “Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza“, ha dichiarato il Ministro, evidenziando l’interesse diretto dell’Italia alla pace in una regione strategica anche per i traffici marittimi commerciali.
Il governo, da parte sua, ha ribadito il forte impegno umanitario dell’Italia a favore della popolazione di Gaza, ricordando iniziative come “Food for Gaza” e l’accoglienza di un numero significativo di rifugiati. Inoltre, è stata confermata la disponibilità a contribuire alla formazione della nuova polizia palestinese e a incrementare la presenza dei Carabinieri a Rafah.
Il decreto energia: attesa per le misure contro il caro bollette
Altro tema centrale del vertice è stato il decreto energia, il cui approdo in Consiglio dei Ministri è atteso per mercoledì. Il provvedimento è particolarmente atteso per l’impatto che avrà sulle bollette di famiglie e imprese e, più in generale, sul sistema produttivo nazionale. Le anticipazioni sulla bozza del decreto indicano un intervento di sistema volto a risolvere alcune criticità strutturali del settore energetico italiano.
Tra i punti qualificanti del provvedimento figurano:
- Rete elettrica e “saturazione virtuale”: Si punta a introdurre un meccanismo per liberare la capacità di rete bloccata da richieste di connessione per impianti a fonti rinnovabili che poi non vengono realizzati, aumentando la trasparenza attraverso un portale pubblico gestito da Terna.
- Gas release e stabilità dei prezzi: Il sistema di “rilascio di gas” verrà reso più flessibile, aprendo a contratti bilaterali per ridurre la volatilità dei prezzi e garantire la continuità degli approvvigionamenti.
- Data center strategici: Sono previsti iter autorizzativi semplificati per i grandi centri di elaborazione dati, considerati infrastrutture strategiche per la trasformazione digitale del Paese, imponendo al contempo criteri di efficienza energetica.
- Incentivi per la decarbonizzazione: Il decreto dovrebbe introdurre incentivi e una cornice regolatoria per lo sviluppo della filiera della cattura e dello stoccaggio della CO₂ (CCUS).
Forza Italia, in particolare, ha espresso forte pressione affinché il provvedimento abbia la massima efficacia nel contrastare il caro bollette, definito una “priorità assoluta”. L’incontro di oggi è stato quindi cruciale per definire una linea condivisa all’interno della maggioranza e per limare gli ultimi dettagli del decreto prima della sua presentazione ufficiale.
Un passaggio cruciale per la maggioranza
Il vertice odierno assume un valore strategico per la tenuta e la coesione della coalizione di governo. La necessità di definire una posizione unitaria su temi così complessi e divisivi come la politica estera in Medio Oriente e le politiche energetiche nazionali rappresenta un banco di prova importante per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Le decisioni che emergeranno da questo confronto influenzeranno non solo il dibattito parlamentare dei prossimi giorni, ma anche la direzione dell’azione di governo nelle settimane a venire, in un contesto nazionale e internazionale che richiede risposte chiare e tempestive.
