La scena politica tunisina è stata nuovamente scossa da un evento che accentua le preoccupazioni internazionali riguardo la deriva autoritaria del paese. Olfa Hamdi, figura di spicco dell’opposizione e leader del partito “Terza Repubblica”, è stata arrestata domenica al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Tunisi-Cartagine. L’accusa, secondo quanto riportato dai media locali che citano il suo legale Anis Ezzine, è di “oltraggio al capo dello Stato”, un reato che si inserisce in un quadro di crescente pressione sul dissenso politico.

Residente all’estero, la Hamdi era appena atterrata quando le forze di polizia l’hanno fermata, notificandole l’esistenza di un mandato di cattura emesso dalle autorità giudiziarie. È stata immediatamente trasferita al carcere di Manuba, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari. L’arresto è l’ultimo di una serie di azioni repressive contro critici del presidente Kais Saied, che dal luglio 2021 ha accentrato su di sé ampi poteri, una mossa che i suoi oppositori hanno definito un vero e proprio “colpo di stato”.

Chi è Olfa Hamdi: da manager a oppositrice

Olfa Hamdi non è un volto nuovo per l’opinione pubblica tunisina. Nata a Gafsa e formatasi tra la Tunisia, la Francia e gli Stati Uniti, dove ha conseguito un master in ingegneria e uno in gestione di grandi progetti, si è distinta come esperta internazionale nel suo campo. La sua notorietà è cresciuta esponenzialmente all’inizio del 2021, quando fu nominata direttrice generale della compagnia di bandiera Tunisair. Un incarico prestigioso ma irto di difficoltà, data la profonda crisi finanziaria e strutturale del vettore aereo.

La sua esperienza ai vertici di Tunisair fu breve e turbolenta. Dopo pochi mesi, nel febbraio 2021, è stata rimossa dall’incarico a seguito di forti contrasti con i sindacati e il management interno, legati ai suoi piani di ristrutturazione. Questo episodio, tuttavia, non ha segnato la fine della sua vita pubblica. Anzi, ha rappresentato il trampolino di lancio per la sua carriera politica.

Negli anni successivi, Hamdi ha fondato il partito “Terza Repubblica”, posizionandosi come una delle voci più critiche nei confronti del presidente Saied. Ha più volte invocato la formazione di un governo di transizione e l’organizzazione di elezioni presidenziali anticipate, contestando la legittimità dell’attuale assetto istituzionale. Nel 2024, aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi alle presidenziali, ma la sua candidatura è stata respinta per non aver raggiunto l’età minima richiesta di 40 anni.

Il contesto: una democrazia in affanno

L’arresto di Olfa Hamdi non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto di sistematica repressione del dissenso in Tunisia. Da quando il presidente Saied ha sospeso il parlamento e si è arrogato i pieni poteri nel 2021, decine di oppositori politici, giornalisti, attivisti e avvocati sono stati arrestati e processati, spesso con accuse vaghe o di natura politica. Organizzazioni per i diritti umani e osservatori internazionali hanno più volte denunciato il deterioramento delle libertà civili e politiche nel paese che, dopo la “Rivoluzione dei Gelsomini” del 2011, era stato considerato l’unico esempio di transizione democratica riuscita nel mondo arabo.

Le accuse contro la Hamdi, tra cui quella di “oltraggio al capo dello Stato”, sembrano legate anche alle sue iniziative considerate “parallele” dalle autorità. Sui suoi canali social, si è presentata come leader di una “Autorità civile costituzionale transitoria”, avanzando proposte di “governo di gestione” che i suoi detrattori interpretano come un tentativo di minare le istituzioni statali. Queste azioni, secondo alcune fonti, potrebbero costarle fino a 15 anni di prigione secondo il codice penale tunisino.

Il presidente Saied, dal canto suo, respinge le accuse di autoritarismo, sostenendo che le sue azioni sono necessarie per combattere la corruzione e riformare un sistema politico che considera fallimentare. Insiste sul fatto che la legge si applica a tutti indistintamente, senza eccezioni. Tuttavia, la crescente polarizzazione e la crisi economica e sociale che attanaglia il paese alimentano un malcontento diffuso, rendendo il clima politico sempre più teso e incerto.

Le reazioni e le prospettive future

L’arresto di Olfa Hamdi ha suscitato immediate reazioni da parte delle forze di opposizione, che lo hanno descritto come l’ennesimo atto di una campagna volta a soffocare ogni voce critica. Al momento, le autorità non hanno rilasciato commenti ufficiali sull’accaduto. La vicenda giudiziaria della leader di “Terza Repubblica” sarà un importante banco di prova per lo stato di diritto in Tunisia e per la capacità del sistema giudiziario di agire in modo indipendente.

Mentre la Tunisia si avvicina a nuove scadenze elettorali, la stretta sul dissenso rischia di compromettere ulteriormente la pluralità del dibattito politico. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, temendo che la culla delle Primavere Arabe possa scivolare definitivamente verso un regime autoritario, vanificando le conquiste democratiche ottenute con la rivoluzione di oltre un decennio fa.

Di atlante

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